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Google dona, mentre considera spam sé stesso

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18 dicembre 2010 - 08:05 | Commenti 0 | Link breve

Un esempio di come si può… dettare legge e finire vittime della propria stessa legge: ci è appena incorso Google, pur essendo nobile il fine del messaggio “incriminato”


Alla faccia di tutti i detrattori, di tutti coloro che ritengono i meccanismi di Google “di parte”, e via discorrendo: se vi dicessi che Google Mail, nel ricevere un messaggio (autentico) da… sé stesso in quanto spedito da Google AdSense, si è autoclassificato messaggio di spam, inserendosi nell’apposita cartella dedicata, ci credereste? No, eh?

In quel messaggio, AdSense voleva in certo qual modo ringraziare i Publisher: tutto sommato se il gesto di Google è stato possibile è anche grazie a loro.

Donazioni fatte da Google grazie ai proventi AdSense (click per ingrandire)

Donazioni fatte da Google grazie ai proventi AdSense (click per ingrandire)

Google, infatti, ha donato un totale di 20 milioni di dollari ad APC.org, ASHOKA, Bharti Foundation, Connecting Up, Global Strategies for HIV prevention, LASA, NatureBridge, NPTech, NTEN ed Unicef.

Certamente c’è chi non è d’accordo, c’è chi sostiene che i soldi versati a queste organizzazioni non vengono impiegati come si pensa, ma alla fine a mio avviso è meglio che vadano lì piuttosto che in tasca a qualche governante non proprio classificabile come tale.

Così ho appreso di questa "tendenza" (click per ingrandire)

Così ho appreso di questa "tendenza" (click per ingrandire)

I dubbi, è ovvio, ci sono: per esempio, ho appreso da un’amica su Facebook (qui a sinistra) che Telethon, l’organizzazione che ha rastrellato milioni da tutto il mondo, in qualche maniera “sovvenziona” la vivisezione, il che mi sembra davvero assurdo. Forse si sapeva già, magari sono io a essere ignorante sul tema, ma come diceva Alberto Manzi, “non è mai troppo tardi”.

Resta il fatto che Google, dopo aver spedito il messaggio con cui informa delle avvenute donazioni a tutti i Publisher attivi, è incorso nelle maglie del suo stesso filtro antispam. E il suo messaggio, malgrado il fine, è andato a finire proprio là, eccolo:

Google scrive ai suoi utenti... e si ritrova autoclassificato SPAM! (click per ingrandire)

Google scrive ai suoi utenti... e si ritrova autoclassificato SPAM! (click per ingrandire)

E va bene, sono cose che succedono: se il filtro l’ha fatto, vuol dire che – come minimo – ci sono alcune tonnellate di spammer che fingono di scrivere a nome di AdSense di Google e Gmail, ovviamente, è stato sospettosissimo, anche fino ad arrivare a questo. Basta dirgli che “non è spam”, questo è importante, altrimenti si finisce per non ricevere neppure comunicazioni ancora “più importanti”, magari perché personali.

Qui di seguito il filmato, postato su YouTube, in cui Google riassume i numeri e i risultati dell’iniziativa.

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Marco Valerio Principato (1281 articoli)

Informatico sin dal 1980, ha quasi sempre svolto questa attività sia nella Pubblica Amministrazione che fuori. Ora libero professionista e laureato con lode in Scienze della Comunicazione, si dedica alla donna della sua vita, ai suoi hobby e ai suoi siti.

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