Twinings: si dice “tuainings” o “tuinings”?
La disputa sulla pronuncia corretta del nome del celebre tè inglese non è affatto nuova: sono anni che se ne parla. Ho voluto indagare e provare a servirmi delle mie prime nozioncine di linguistica: ecco cosa ne ho ricavato
Non sembra, ma a chiederselo sono in molti: come va pronunciato – correttamente, s’intende – il nome del celeberrimo tè Twinings? La risposta è una, chiara e inequivocabile: va pronunciato “tuàinings”, esattamente come wine. Dunque, la pubblicità confezionata in lingua italiana non è sbagliata. Questo, tra l’altro, sembra essere il parere ufficiale della stessa casa produttrice, almeno stando a quanto un utente del forum Wordreference.com avrebbe ricevuto in risposta a tale domanda, posta via email. Di analogo parere la sede USA del brand: nel glossario è chiaramente spiegato “Twinings should be pronounced with a long ‘i’ like in the word ‘mine’”, dunque non c’è alcun dubbio.
Del resto, la casa si chiama Twinings in quanto, analogamente a quanto accade in moltissimi altri casi, col tempo certe forme attraversano un processo ben noto ai linguisti che trasforma quanto si enuncia (a voce) in quanto si scrive. L’esempio classico è McDonald’s, che conserva ancora il genitivo sassone esplicito (la ‘s finale). Questo cognome, però, come tutti i casi di genitivo sassone, di fatto si pronuncia come se l’apostrofo non ci fosse e la presenza del genitivo sassone nel parlato non è evidenziata da alcun segnale se non dal contesto. Linguisticamente è un ottimo candidato a trasformarsi, con il tempo, in McDonalds (senza apostrofo).
Tornando al celebre tè, anche la versione inglese di Wikipedia lo specifica: “(pronounced /ˈtwaɪnɪŋz/)”. Il suo brand name deriva dal cognome del suo inventore, Thomas Twining, che nel 1706 – racconta l’enciclopedia – ha aperto la sua prima tea room a Londra. Il marchio, creato circa ottant’anni dopo, è il più vecchio del mondo a potersi fregiare di un utilizzo continuativo.
Molti sono andati alla ricerca della “regola”, per effetto della quale poter stabilire con certezza quale delle due pronunce fosse corretta. Se ne parla da anni e si leggono paragoni con swimming e mining, con pining e pinning, ma in realtà la regola che ne gestisce la pronuncia è dotata di molte eccezioni. Vale, in questo caso, il tener conto che la i in questione è preceduta da una tw (un suono vocalico, in inglese, analogo a two) e seguita da una consonante (…nings).
Per un semplicissimo fatto di fonetica articolatoria, va ricordato che le vocali cardinali a, i e u – e questo in tutte le lingue – sono posizionate agli estremi del c.d. triangolo vocalico, dove la a si ottiene con la lingua posizionata nel punto più basso e avanzato del cavo orale, la i con la lingua posizionata nel punto più alto e avanzato, mentre la u richiede il posizionamento della lingua nella posizione più bassa e arretrata. L’ordine è quello quantico: la a è la più facile da imparare, la u è la più difficile (il bambino, infatti, per prima impara la a, poi la i e infine la u).
Dovendo pronunciare una lettera quanticamente più difficile (la u di tw…) risulta più ergonomico ed economico in termini di sforzo fonico farla seguire dalla lettera quanticamente più facile (la a di …ài…), dal momento che dopo vi è una sola consonante e la parola continua. La teoria del minimo sforzo, infatti, non è un’idea bizzarra ma una teoria ben precisa, formulata dal linguista André Martinet, secondo cui le lingue cambiano in ossequio alle mutazioni introdotte dai parlanti stessi al fine di ottenere risultati di trasmissione di significati con il minimo sforzo e analogo risultato. Si aggiunga che, dal punto di vista quantico, pronunciare due consonanti è più “faticoso” che pronunciarne una e gli sforzi fonici tendono a essere sempre il più progressivi e omogenei possibile.
Dunque, ecco spiegato il motivo per il quale, abitualmente, il gruppo “consonante-i-doppia consonante” preferisce la pronuncia “i”, mentre il gruppo “consonante-i-singola consonante” preferisce la pronuncia “ai”. Nel caso di Twinings, invece, si tratta dell’evitare il passaggio da una “u” (in tw) a una “i” e preferire, invece, la quanticamente più facile “a” di i pronunciato ai.
C’è qualche linguista pronto a smentirmi? Per il momento, sono ancora un dilettante, ma provo a ragionarci, visto che con la linguistica sono obbligato a confrontarmi quale studente di Scienze della Comunicazione: i commenti sono benvenuti, purché costruttivi.
Qui di seguito c’è anche una pubblicità in madrelingua, per chi non fosse convinto.
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Etichette: lingua inglese,linguistica,pronuncia,twinings



Io ho sempre sentito pronunciare “tuainings”..In ogni caso come si pronunci si pronunci, sono i tè più buoni del mondo!