Isohunt condannato: istigazione alla pirateria
Le feste non hanno fermato il sistema giudiziario statunitense: tra i titoli molto “festivi” di questi giorni c’è la notizia della condanna di Isohunt.com da parte della corte federale distrettuale della California, che ha dato ragione ai Movie Studios. Secondo il magistrato, il sito “istiga alla pirateria” e questo basta per emettere una sentenza a favore delle major.
Interessante, per chi se la sente di leggere il documento in angloamericano burocrato-legalese, il modo in cui la corte è giunta alle sue conclusioni (continua dopo):
Esattamente come accaduto spesso anche in Italia, c’è un piccolo grande misunderstandement da parte del giudice redattore: la corte sembra riferirsi all’atto di “stealing from leechers” intendendo con ciò l’istigare all’infrazione. Dimenticando che il termine “leecher” ha un significato ben preciso nel mondo BitTorrent e le spiegazioni non sembrano avere gran che a che fare con l’infrazione al copyright in sé per sé.
Cosa penso? Esattamente la stessa cosa che penso quando leggo del tribunale del riesame, che a mio personale avviso ha preso l’ennesimo grosso abbaglio quando ha affermato che il sito di The Pirate Bay “ha una sua fisicità” e, quindi, si può sequestrare.
Ripeto il concetto di sempre: non possiamo condannare il titolare di un’armeria perché con i coltelli venduti nel suo negozio si potrebbero uccidere delle persone. E la strada intrapresa, anche stavolta, più o meno suona la medesima canzoncella, ormai trita e ritrita che però, a quanto pare, funziona sempre.
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