Sblocco della Baia: ora Peter Sunde è un «portavoce»
Secondo alcuni Peter Sunde, aka Brokep, è solo il portavoce di TPB. Ma, a parte questo, servono le motivazioni esatte per capire come sono andate le cose. Giuristi telematici, dove siete? Date una mano, per favore
The Pirate Bay ha vinto il ricorso contro il tribunale di Bergamo, ormai la notizia risuona ovunque. Che “alla bisogna” ne svolga anche le funzioni, nessuno ha dubbi, ma che Peter Sunde, il principale artefice della Baia, sia diventato un “semplice portavoce”, di questo sono convinti in pochi.
Va già meglio definirlo “uno degli amministratori”, ma basta dare un’occhiata a chi di “Baie” se ne intende per rendersi conto che di “uno” qualsiasi proprio non si tratta…
Comunque, fatto sta che “è andata”: ora bisognerà attendere di conoscere le motivazioni esatte per capirci qualcosa. Sono ben graditi a tutti i commenti e le conclusioni di tutti coloro che, in precedenza, hanno seguito la vicenda più da vicino con specifica competenza legale: oltre ai difensori stessi, Andrea, Daniele, Guido, chiunque altro si sappia muovere nel campo, dove siete? Battete un colpo.
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Etichette: decreto,denunce,italia,ricorsi,sequestro preventivo,the pirate bay


Tra i pirati (quelli del mare) di pari livello, se non esiste guerra esiste alleanza, ed esistono i portavoce. Brokep, chiaramente a conoscenza di ciò, preferisce quindi essere “uno dei” piuttosto che “il” e limitarsi quindi ad essere il portavoce. Come afferma lo stesso Brokep in “Steal this film”, la forza della Baia la fanno i suoi utenti; quelli svedesi che combattono politicamente per farla reggere a galla e quelli di tutto il mondo che le danno visibilità. Lunga vita alla Baia, a tutta la Baia.