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Car Sharing Roma: per risolvere ti «chiede amicizia»

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16 gennaio 2015 - 18:55 | Commenti 0 | Link breve

Per un azienda certificata ISO 9001 una possibile soluzione a una propria «ottusità» è tutta «social»: basta chiedere amicizia su Facebook. Lo sapevate?


Degustazione di un babà, dolce tipico napoletano (anche se originario della Polonia)

Degustazione di un babà, dolce tipico napoletano (anche se originario della Polonia)

Dopo qualche ora dal mio post precedente, regolarmente inoltrato sul loro profilo Facebook, Car Sharing Roma si è fatta viva. Su Facebook, naturalmente. Se poi stia tentando anche di chiamarmi al cellulare, questo non lo so: sono giorni che ricevo di nuovo chiamate da numero riservato, che regolarmente abbatto (e se insisterà, impiegherò di nuovo il meccanismo di smascheramento).

Mezzo di contatto a parte, Car Sharing Roma dice, rispondendo in commento al post su Facebook: «Ciao Marco Valerio. Ti abbiamo risposto con messaggio privato dal nostro profilo di Agenzia per la Mobilità». Infatti il messaggio c’è, e dice:

Ciao Marco Valerio. Dopo aver verificato con l’Amministrazione, abbiamo riscontrato che non risulta pervenuta nessuna segnalazione nei giorni successivi a quello in cui è stata riconsegnato in ritardo il veicolo.

In questi casi, per richiedere una verifica, si può utilizzare la nostra mail carsharing@agenziamobilita.roma.it, già da te utilizzata diverse volte per altre questioni. Ricevuta la segnalazione in un paio di giorni possiamo fare le verifiche sul sistema di risposta del call center e, se riscontrata la mancata risposta, possiamo provvedere allo storno della penale addebitando la penale prevista dal contratto al call center stesso.

Non avendo ricevuto nulla questo non è stato possibile, perchè non possiamo essere a conoscenza della mancata risposta del call center. Di conseguenza la penale è stata attribuita in automatico dal sistema. Come sai, è obbligatorio richiedere un prolungamento corsa in tempo utile. Per farlo è possibile utilizzare anche il proprio cellulare per comunicarci il ritardo della riconsegna della vettura. Ti avremmo rimborsato il costo della chiamata. Per qualsiasi altro chiarimento è a tua disposizione la mail carsharing@agenziamobilita.roma.it

Il messaggio è nella mia cartella “altri”, naturalmente, perché io e Agenzia per la Mobilità non siamo “amici”. Infatti, Agenzia per la Mobilità, presa da un attacco di socialite zuckerberghiana acuta, oltre a darmi del “tu” senza che fossimo mai andati a cena insieme neppure una volta, ha pensato bene di chiedermi addirittura amicizia.

Secondo voi che faccio? La accetto? Lo faccio? Clicco? Ma neanche per sogno. Allora:

  1. Sarò anche “antiquato”, ma ho cinquantaquattro anni (e mezzo) e pertanto posso sorvolare con la pizzaiola sotto casa che, al mio «grazie, arrivederci» risponde «ciao, grazie» (anche con lei mai preso neppure un caffè insieme): non è all’altezza e la perdono. Ma un’azienda certificata ISO 9001 no, non posso perdonarla.
  2. L’azienda fa orecchio da mercante, e io so bene di aver parlato – anzi, scritto – chiaro: ci sono ben tre chiamate da me effettuate, in presenza di testimoni, quindi il non aver potuto avvertirla non è dipeso da me. Inoltre, trattandosi di 10 – lo ricordo, dieci – minuti, in una città dove persino negli uffici è tollerato il quarto d’ora di ritardo e nelle università vige il famoso quarto d’ora accademico, entrambi volti a tollerare i ritardi, posso anche pensare che la chiamata sia stata rifiutata ritenendo il ritardo entro limiti più che accettabili, specie da un’azienda certificata ISO 9001 che non starà mica lì con il fucile spianato, sapendo di operare a Roma, no?
  3. L’aver affidato il servizio di gestione della clientela a un call center, come ormai è prassi, consente all’azienda l’ormai tradizionale scaricabarile: dimostrami cosa hai fatto e poi (forse) io indagherò, facendola “pagare” alla ditta appaltata, altrimenti “è il sistema che agisce, non io”. Quando, invece, a proposito di “sistema”, bastava controllarne i registri di attività nella data di impiego della vettura da circa un’ora di anticipo rispetto alla data di riconsegna. Ma no, troppa fatica. E anche questo, da un’azienda certificata ISO 9001, non è accettabile.
  4. Indubbio che avrei potuto chiamare con il mio cellulare, il rimborso della chiamata non serviva, oggi abbiamo tutti “i minuti”. Peccato che, essendo sera dopo cena, avevo la batteria scarica e questo non può e non deve essere, per un’azienda certificata ISO 9001, un buon motivo per scaricare altro liquido dal barile.
  5. Infine, il tanto “sospinto” indirizzo email carsharing@agenziamobilita.roma.it è un indirizzo che c’è, ma è tipicamente gestito “alla maniera della pubblica amministrazione”: riceve (e questo è già tanto), ma per fargli produrre una risposta deve esserci qualcosa di molto importante o molto grave, altrimenti, semplicemente non risponde nessuno, non arrivano ricevute di ritorno, non arrivano conferme di consegna né di lettura. E anche questo, da un’azienda (e non pubblica amministrazione, dalla quale però essa “deriva”) certificata ISO 9001, è inammissibile. Specie dopo le mie email collaborative, delle quali ho copia e con cui mi sono messo a disposizione per aiutare un altro cliente a riprendersi le chiavi che aveva dimenticato in auto. Email rimaste, naturalmente, prive di seguito.

Il problema di fondo è che dietro l’ottusità si è anche perso completamente il senso pratico, dimenticando che il marketing può aiutare a migliorare ciò che è già buono, ma non può trasformare ciò che è “meno nobile” in un babà, come dicono i napoletani. E a quel che vedo, per Car Sharing Roma, il marketing è come il rum: sono pochi coloro i quali sanno quando, come e su cosa impiegarlo.

(La foto d’apertura è di Alessandro Farese, su Flickr)

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Marco Valerio Principato (1281 articoli)

Informatico sin dal 1980, ha quasi sempre svolto questa attività sia nella Pubblica Amministrazione che fuori. Ora libero professionista e laureato con lode in Scienze della Comunicazione, si dedica alla donna della sua vita, ai suoi hobby e ai suoi siti.

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