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Car Sharing Roma: si paga anche il rientro anticipato

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15 giugno 2015 - 09:00 | Commenti 0 | Link breve

Controllate le fatture, ve ne accorgete solo se le esaminate. Rientrate in ritardo anche 1 minuto? Sanzione, e questo si sapeva. Ma anche se rientrate prima, eccome!


Un'elettrica di Car Sharing Roma (credit: www.romafaschifo.com)

Un’elettrica di Car Sharing Roma (credit: www.romafaschifo.com)

Sapevate? Se utilizzate un’auto di Car Sharing Roma dovete essere degli accorti pianificatori. Perché non solo vi applicano pesanti sanzioni se rientrate in ritardo anche solo dieci minuti, ma pagate (pagate… si fa per dire: paghiamo!) anche il rientro anticipato, in funzione di quanto è anticipato rispetto alla prenotazione.

L'ultima fattura ricevuta (click per ingrandire)

L’ultima fattura ricevuta (click per ingrandire)

Il sospetto mi è venuto osservando una delle ultime fatture (vedi immagine a destra). Dopo la sanzione per il ritardo di dieci minuti della volta scorsa, mi sono detto: meglio largheggiare con l’orario di rientro. Questa volta, però, ci sono due ordini di questioni che non capisco.

La prima è una questione di “codifica”. Sulle voci le colonne sono intestate nel seguente modo: “Partenza (o arrivo) prenotata” e, sotto, “[Partenza (o arrivo) effettiva]”.

Voi cosa capite? Io capisco che l’orario riportato senza parentesi quadre è quello indicato all’atto della prenotazione, mentre quello riportato tra parentesi quadre è quello che effettivamente è si è verificato.

Osservate la prima colonna della prima uscita. Dice, seguendo il modello appena spiegato: “Partenza prenotata 10/03/15 ore 14:00” e, subito sotto, “[Partenza effettiva 10/03/15 ore 15:00]”. Ok, si evince che sarei partito un’ora in ritardo rispetto alla prenotazione.

Passiamo alla seconda colonna. Dice: “Arrivo prenotato 10/03/15 ore 14:45” e, subito sotto, “[Arrivo effettivo 10/03/15 ore 16:00]”. Se ne evince che sarei rientrato un’ora e un quarto più tardi rispetto a quanto richiesto in fase di prenotazione. Molto probabilmente è errato, perché altrimenti avrei dovuto pagare una sanzione, come la volta scorsa. Invece è addebitata una “Cancellazione < 24 ore Standard 07:00 – 24:00”.

Nella seconda uscita ancora meno chiaro: avrei prenotato dalle 07:45 alle 09:00 e invece, effettivamente, avrei utilizzato l’auto dalle 09:00 alle 13:30. Anche qui, dunque, riconsegna con grande ritardo e addebito, invece, di “Cancellazione” per anticipo.

Ma anche invertendo i criteri – supponendo cioè che siano sbagliati i punti di collocazione in colonna delle singole voci – non riesco a capire: non posso essere effettivamente partito all’orario di prenotato rientro, percorrendo 14 Km. E non posso neppure essere tornato alle 13:30 perché risulta una “Cancellazione” per rientro anticipato, non una sanzione per ritardata riconsegna.

L'email di conferma (click per ingrandire)

L’email di conferma (click per ingrandire)

E che la sanzione per il ritardo ci sia lo abbiamo già visto, che quella per l’anticipo ci sia lo vediamo stavolta, già confermato via email (vedi immagine qui a destra), e c’è persino lo “sconto del 50 per cento”: ma che buoni, che sono.

A questo punto ci vorrebbero esaurienti spiegazioni su questa fatturazione decisamente poco chiara, che ovviamente ho già chiesto da tempo via email. Ad oggi, tuttavia, nonostante un sollecito, un’assicurazione di risposta e una messa in mora, nulla è pervenuto: di qui la pubblicazione di questo post, acciocché la gente sappia e si regoli come meglio crede.

Ma al di là di questo, c’è anche una questione di strategie di marketing che a me paiono completamente sballate, associate a un comportamento commerciale assai poco trasparente: come si può pensare, in una città come Roma, di pretendere dal cliente una pianificazione dell’orario di rientro così precisa da avere almeno una, solo una, possibilità di non incorrere in una “Cancellazione” per rientro anticipato?

Mica siamo a Marina di Sopra, il paesino dove Antonio Albanese / Cetto Laqualunque ha girato il film Qualunquemente: a Roma, per non incorrere nella sanzione di riconsegna ritardata, si è costretti a valutare “a spanne”, avendo a che fare con un traffico dal grado di congestione assai scarsamente prevedibile, e ad essere, quindi, assai “larghi” nell’ipotizzare un orario di rientro. Il che equivale a dire:

  1. o si rientra in largo anticipo, evitando la sanzione per la ritardata riconsegna, ma garantendosi un aggravio per rientro anticipato;
  2. o si rientra leggermente in ritardo, anche solo dieci minuti, evitando l’aggravio per rientro anticipato ma garantendosi la sanzione per ritardata riconsegna.

Poiché Tertium non datur (Aristotele, Metafisica), non c’è una terza possibilità in termini ragionevoli, perché anche si trattasse di solo un quarto d’ora, in ogni caso si viene aggravati da un importo oltre la tariffa, importo decisamente gravoso in caso di ritardo e meno gravoso in caso di anticipo, ma in ogni caso da corrispondere. Il che sarebbe automaticamente risolto se Car Sharing Roma adottasse un “periodo cuscino” dichiarato, almeno intorno al quarto d’ora per il ritardo e alla mezz’ora/un’ora per l’anticipo. Ma naturalmente questa “fascia di garanzia” non esiste.

Prescindendo dalle sembianze non proprio corrette di questa configurazione di vendita del servizio – e lo farò giudicare da chi è competente in materia, riservandomi di ricorrere alle sedi competenti per il dovuto seguito – una cosa è certa: è un modello di business assolutamente perdente, che a mio sommesso avviso porterà Car Sharing Roma a un fallimento miserrimo.

Come dice una mia amica: sia benedetto Uber, nonostante le posizioni del Tribunale di Milano, ampiamente canzonate persino da illustri giuristi. Avevo già installato l’App e mi ero già registrato. Mentre le autorità si renderanno conto della loro anacronistica e astorica decisione, cercherò consumare il più possibile, e con la maggior precisione possibile, quanto Car Sharing Roma ha incassato anticipatamente sotto forma di incentivo per la demolizione della mia vecchia auto.

Ma come ho già detto, inutile aggiungere Rum su qualcosa che non è un babà, sperando di trasformarlo in babà. Resto ancor più dell’idea di aver fatto un grosso errore ad aderire a questa iniziativa e resto dell’idea, a meno di una radicale inversione di tendenza, di guardarmi bene dal rinnovare il contratto.

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Marco Valerio Principato (1279 Posts)

Informatico sin dal 1980, ha quasi sempre svolto questa attività sia nella Pubblica Amministrazione che fuori. Ora libero professionista e laureato con lode in Scienze della Comunicazione, si dedica alla donna della sua vita, ai suoi hobby e ai suoi siti.


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