Palazzo Chigi: dirigenti, nomine e spese, chi controlla?
Certo, la fonte da cui leggo la notizia è una fonte “di parte”: si tratta del quotidiano l’Unità, notoriamente impegnato politicamente nella sinistra. Ma si tratta pur sempre di un quotidiano e, dato per scontato che non scriva sciocchezze, l’apprendere (ancora una volta) che si assumono dirigenti in barba a leggi, concorsi e sindacati, che si attribuiscono loro poteri particolari e bonus economici ancor più particolari non fa che provocare un sentimento: indignazione. Per non parlare del Ministro Brambilla (mi rifiuto di chiamarla ministra): una serie di benefit davvero ver-go-gno-si.
Ormai davvero non c’è più saliva per urlare lo sdegno che un cittadino onesto dovrebbe provare nei confronti di simili scempi. Che, nota bene, vanno sulle spalle di tutti i cittadini, non certo di pochi.
Se la svignano (come sempre) soltanto coloro che occultano i propri capitali, che non compaiono, che “ci sono ma non ci sono”.
Quel che mi fa adirare ancora di più è che questa non è una caratteristica di un governo di destra o di sinistra: è una caratteristica di qualunque governo italiano di oggi, comunque si formi e a chiunque faccia capo.
Sono veramente stufo. Se non fosse per questioni familiari che mi impediscono di farlo, davvero avrei avuto voglia di ripudiare la cittadinanza italiana. Lo dico e lo ripeto ad alta voce: al cospetto del mondo, mi sto vergognando come un ladro di essere italiano.
E ora, leggetevi l’articolo.
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