Primi risultati riforma Brunetta
A quanto pare, nella riforma Brunetta sono contenute indicazioni per il decoro degli uffici. Indicazioni così restrittive che il dott. Vincenzo Grasso, dirigente del personale al Tribunale di Genova, ha pensato bene di imporre la rimozione dei calendari dei “divi” di gradimento delle impiegate, affissi al muro ormai da anni.
La colpa non è (solo) del dott. Grasso, no: il dirigente ha solo interpretato in modo restrittivo le disposizioni di un Ministro che, evidentemente, farebbe bene ad occuparsi prima di altri problemi molto più importanti.
Per esempio, Ministro Brunetta, è molto più importante che negli uffici si curi maggiormente la pulizia: riesce a vedere, nella foto qui di destra, il dito passato sulla base del monitor di una stanza dove da almeno quindici giorni non viene svolto alcun servizio di pulizia?
Riesce a vedere, qui sulla sinistra, la (normale) defoliazione invernale di una pianta da appartamento che dimostra come da almeno altrettanto tempo non si vede l’ombra di un addetto alle pulizie che le rimuova con un una semplice passata di «mop»?
Ecco, Ministro, vede: se invece di applicare le sue “riforme” maneggiandole come fossero una frusta, Lei si rendesse conto, dalla sua scrivania dove senz’altro di polvere non ce n’è, che esiste il concetto di priorità, forse potrebbe ottenere risultati migliori.
Tanto più che non sappiamo se l’ufficio di cui parla il quotidiano La Repubblica sia un ufficio che ha contatto con il pubblico: non tutti gli uffici ne hanno. E se dovesse trattarsi di un ufficio nel quale entrano solo le impiegate e il dirigente, bè, direi che forse un richiamuccio verbale al dott. Grasso per eccessivo rigore nell’esercizio del suo dovere ci starebbe bene. No?
Ti è piaciuto il post? Condividilo:
Etichette: pubblica amministrazione,renato brunetta,servizi



