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Facebook: studenti e professori possono essere “amici”?

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7 dicembre 2011 - 09:29 | Letture 419 | Commenti 0 | Link breve

La questione si è posta negli Stati Uniti e ha trovato una soluzione intelligente. In Italia, invece, è tutto “in aria”: alcuni istituti hanno preso iniziative arbitrarie, altri non se ne occupano. Riflettendoci: quando e quanto ha senso?



Avrete senz’altro letto della curiosa diatriba in circolazione in questi giorni: possono uno studente e un professore (tra i quali intercorra una relazione binaria(1) studente<->professore da un punto di vista didattico, s’intende) essere anche “amici” su Facebook?

Un riquadro tratto dal film "The Social Network", in pratica la storia di Facebook

Un riquadro tratto dal film "The Social Network", in pratica la storia di Facebook

Tutto parte da un provvedimento che – riferisce(2) il quotidiano La Repubblica - nello Stato del Missouri (USA) è legge e vieta espressamente questa circostanza. E che in Italia si è concretizzato in una posizione – come al solito – del tutto arbitraria e conflittuale: in una scuola ligure una circolare lo ha “vietato” esplicitamente di propria iniziativa. Tempo fa, invece, si era letto di un preside torinese che vantava una folta schiera di amici su Facebook (un migliaio o poco meno).

Come fa usualmente, un quotidiano come La Repubblica non si limita solo a riportare il fatto ma provvede anche a illustrare una pluralità di scenari, dai quali si evincono posizioni spesso duali(3) tra loro: ci sono studenti che vorrebbero poter essere “amici” dei professori, altri no. Ci sono docenti che lo ritengono utile, altri disdicevole, altri ancora che rifiutano l’idea a priori.

A quanto riportato dal quotidiano vi aggiungo una cosina io, che nessuno ha precisato. Lo Stato del Missouri aveva (si, aveva, tempo imperfetto, non presente) vietato l’”amicizia” tra docenti e studenti. Se non che a quella legge, che doveva entrare in vigore il 28 agosto 2011, è stata fatta un’opposizione molto forte. Grazie ai ricorsi presentati, lo Stato del Missouri l’ha pesantemente emendata e l’ha trasformata(4) in un obbligo, per gli istituti didattici, di emanare delle norme interne che regolino tale attività non solo e specificamente su Facebook, ma su qualunque social network.

Se ci si riflette, è la soluzione più intelligente in quanto toglie l’arbitrarietà (come accaduto in Italia) conferendo all’istituto didattico un potere ben preciso e non più arbitrario mediante delega. Permette altresì a chi è vicino, vicinissimo alla realtà su cui l’eventuale dettato normativo deve avere efficacia, di stabilire caso per caso (ovvero istituto per istituto) quale sia il migliore scenario da “imporre”. Resta la concezione di fondo: l’amicizia tra docenti e studenti - sempre intesa in seno ai social network – deve in qualche modo essere “regolata”. Riflettiamo un attimo sui presupposti di tale necessità.

Normalmente studenti e docenti hanno età diverse, ruoli diversi, autorità diverse, competenze diverse, interessi diversi. L’ordine in cui ho esposto non è casuale: prima di tutto, l’età. Preso a sé, quanto ha senso che una persona di almeno 30 anni possa essere “amica” di una persona di 12-20 anni? Già di per sé, abbastanza poco. Dunque, dipende molto dallo scenario: in uno scenario tipicamente scolastico, la differenza è particolarmente acuta, mentre in uno scenario universitario tale differenza può essere ugualmente rilevante, ma può anche invertirsi.

Nel mio caso personale, ad esempio, mi trovo a essere (in media) pressoché coetaneo della maggior parte dei docenti del corso di laurea che sto frequentando: io oggi ho 51 anni, alcuni dei miei docenti sono più grandi di me, altri sono grosso modo miei coetanei, altri sono più giovani, alcuni sono molto più giovani(5).

Già “a senso”, va da sé che una “amicizia” tra me e un docente, grosso modo mio coetaneo, avrebbe un senso molto diverso da quello che avrebbe la stessa “amicizia” tra quello stesso docente e un mio compagnuccio d’Università dell’età di 19 anni. Occhio: parliamo sempre di un docente con cui esista anche una relazione studente<->docente. Ciò nonostante, potremmo condividere una passione extra-didattica, un qualsiasi interesse comune. Ciò non significa che, una volta rientrati entrambi nell’”ambito didattico”, ciascuno non torni a occupare il proprio ruolo, io quello dello studente, lui/lei quello del docente.

Perché tale ritorno possa svolgersi senza indugi, ostacoli, remore, “secondi fini” ed esitazioni, occorre un grado di maturità che i giovani difficilmente hanno, ed è giusto sia così: altrimenti non sarebbero giovani.

Nonostante questa osservazione, pur non da poco, un’altra valida ragione per considerare caso per caso un eventuale rapporto di “amicizia” social è legata anche al singolo docente, oltre allo studente. Infatti, in certe circostanze potrebbero essere le discipline insegnate a far sì che lo sfruttamento del social network possa costituire a sua volta un’occasione didattica. Oppure, in relazione al grado di confidenza e/o conoscenza che quel docente ha del mondo della Rete, sfruttare il social network potrebbe essere uno strumento, un mezzo per dialogare velocemente ed efficacemente con gli studenti.

Nell’Università che frequento io, ad esempio, non c’è alcuna prevenzione contro l’uso dei social network, tutt’altro. Diversi docenti sono attivi in questo senso: per esempio il Prof. Vito Michele Abrusci, che insegna Logica, è su Facebook(6), oltre ad avere aperto un blog specifico(7) per il corso; il Prof. Raffaele Simone, che insegna linguistica, è su Facebook(8); e nessuno di loro è “giovane”, sono entrambi un po’ più grandi di me.

Ciò non toglie che si torna a chiedersi: quale senso può avere una “amicizia” tra uno dei due esempi in parentesi e un giovane di 19-20 anni, che fino a due ore prima, in aula, si è fatto “riprendere” perché sorpreso più volte a non prestare attenzione e occuparsi invece di diteggiare velocemente sul proprio smartphone, producendo con i propri compagni vicini di banco un brusio fastidioso e molesto sia per il docente che per chi vorrebbe seguire la lezione in santa pace?

Vista dagli studenti (giovani), come spiegava La Repubblica, la questione può assumere gli aspetti più disparati: dal vederla come una opportunità per acquisire una confidenza “oltre le righe” a una circostanza imbarazzante, in cui una persona adulta “vede” quella giovane assumere atteggiamenti a rischio di essere “giudicati”, facendo venir meno quel (falso) senso di libertà che il giovane prova mentre frequenta liberamente Facebook.

In conclusione, circostanze come questa sono un’eccellente occasione per riflettere su un’opportunità: quella di rivalutare e riesaminare in chiave più oggettiva lo stesso concetto di “amicizia” su un social network. Essa non ha assolutamente nulla a che vedere con l’amicizia vera e propria: definirla tale è semplicemente un trucco linguistico, del quale si servono i social network per attirare le persone. Da una social-amicizia, poi, può anche nascere una vera amicizia, perché no; ma si tratta di futuro, non di presente.

Voi che ne pensate?

MVP


Note, link, fonti

  1. Wikipedia, Relazione binariahttp://it.wikipedia.org/wiki/Relazione_binaria
  2. Caterina Pasolini, Prof e alunni su Facebook le amicizie sono da vietare?, La Repubblica.it, http://www.repubblica.it/scuola/2011/12/06/news/prof_alunni_facebook-26155010/, 06/12/2011
  3. Intesa in senso logico come opposta
  4. Legge USA, Stato del Missouri, n. 0248S.02T, sezione 12.069: “By January 1, 2012, every school district must develop a written policy concerning teacher-student communication and employee-student communications. Each policy must include appropriate oral and nonverbal personal communication, which may be combined with sexual harassment policies, and appropriate use of electronic media as described in the act, including social networking sites. Teachers cannot establish, maintain, or use a work-related website unless it is available to school administrators and the child’s legal custodian, physical custodian, or legal guardian. Teachers also cannot have a nonwork-related website that allows exclusive access with a current or former student. Former student is defined as any person who was at one time a student at the school at which the teacher is employed and who is eighteen years of age or less and who has not graduated”, Senato USA, http://www.senate.mo.gov/11info/BTS_Web/Bill.aspx?SessionType=R&BillID=4066479
  5. Docenti universitari, largo ai giovani talenti, su questo blog, http://nibble.it/?p=6555, 14/10/2011
  6. Vito Michele Abrusci, profilo personale su Facebook, https://www.facebook.com/profile.php?id=1519039912&ref=ts
  7. Blog dedicato al dialogo con gli studenti aperto dal docente, http://abrusci-logica1.blogspot.com/
  8. Raffaele Simone, profilo personale su Facebook, https://www.facebook.com/raffaele.simone1
Marco V. Principato (1036 Posts)

Informatico sin dal 1980, ha quasi sempre svolto questa attività sia nella Pubblica Amministrazione che fuori. Ora libero professionista, studia Scienze della Comunicazione e si dedica alla donna della sua vita, ai suoi hobby e ai suoi siti.




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