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Sociologia della Comunicazione: fonti e materiali utili

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11 marzo 2012 - 11:23 | Letture 210 | Commenti 0 | Link breve

Ecco un po’ di materiale in più per ripercorrere gli argomenti iniziali di Sociologia della Comunicazione, tutti molto interessanti e senz’altro utili per fissare meglio alcuni concetti di tale disciplina, molto attuale



Per chi sta affrontando, come me, gli studi di Sociologia della Comunicazione, ho effettuato qualche ricerca e ho trovato del materiale che mi sembra utile da aggiungere a un testo come quello scelto presso l’Università di Roma Tre (Luciano Paccagnella, “Sociologia della Comunicazione”, edito da Il Mulino) e al materiale didattico predisposto da docente e assistente, per comprendere bene lo scenario.

Nello specifico:

  1. Qualche informazione in più su uno dei maggiori teorici, John Brookshire Thompson, professore all’Università di Cambridge, che ha avuto il “coraggio” di affrontare un campo fortemente empirico tentando di eliminare, dove possibile, la generalizzazione introdotta dall’uso poco ragionato e istintivo del termine mass media. Le sue teorie sono prese a base su molti testi e c’è una buona pagina su Wikipedia (in inglese: quella corrispondente in italiano dice poco e niente) che spiega la sua posizione e l’indirizzo principalmente ermeneutico che ne ha caratterizzato gli studi.
  2. Queste slide (in formato Powerpoint) di Istituzioni di Sociologia della Comunicazione, presenti sul sito di Scienze della Comunicazione presso l’Università Roma Tre, redatto dalla Prof. Romana Andò. Le slide illustrano le teorie dei media: marxista, funzionalista, struttural-funzionalista, della dipendenza e del determinismo tecnologico. Si soffermano poi sul rapporto tra comunicazione di massa e cultura.
  3. Queste slide (in formato PDF: prima e seconda parte), presenti sul sito di Scienze della Comunicazione presso l’Università Roma Tre, di cui non conosco l’autore. Ben preparate, si incentrano sulla nascita dell’interazione (interazione face to face, interazione mediata e quasi-interazione mediata).
  4. Queste slide (in formato Powerpoint) che dopo aver illustrato la nascita dell’interazione mediata conclude con specifiche osservazioni sul caso della televisione come strumento di comunicazione collocato nella quasi-interazione mediata. Dall’area tesi del sito dell’Università di Verona.
  5. Altrattanto interessante questo compendio di Michela Giangualano, accessibile come pagina Internet ma anche scaricabile in formato PDF. Molto articolato, illustra i diversi approcci allo studio della fenomenologia. Interessanti al riguardo anche le altre parti del sito.
  6. Un documento in formato Word (scaricabile come PDF tramite Google Documenti), redatto da Emanuela Magno Caldognetto (CNR), Isabella Poggi (Roma Tre), Piero Cosi (CNR), Federica Cavicchio (CNR). Esso tratta l’interazione mediata da computer nei processi di e-learning: può essere utile per chi ha scelto quel laboratorio come materia facoltativa. Il documento, tuttavia, non si limita genericamente a quel settore, ma entra nello specifico di alcuni elementi tipici, come l’analisi dei saluti (abbinati o meno a delle emoticon) nell’ambito delle chat e dei forum, prende in considerazione le c.d. “facce parlanti” (come ad esempio quella sul sito di Telecom Italia, per chi è registrato, che “accompagna” con la sua presenza e il suo ruolo di “assistente”, magari non sempre gradito) e ne analizza molti aspetti.

Se qualcuno non riuscisse a scaricare, mi invii una email: io li ho salvati tutti e posso inviarli per posta elettronica senza alcun problema.

Marco V. Principato (921 Posts)

Informatico sin dal 1980, ha quasi sempre svolto questa attività sia nella Pubblica Amministrazione che fuori. Ora libero professionista, studia Scienze della Comunicazione e si dedica alla donna della sua vita, ai suoi hobby e ai suoi siti.




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