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Candeggina ACE? Non inquina, però non devo gettarla in fognatura?

Il flacone di ACE in questione
Il flacone di ACE in questione

ACE, un nome, una garanzia. Prodotta da Procter & Gamble, una delle più grandi industrie multinazionali attive nel settore. È la “candeggina”, un prodotto chimico composto da una soluzione al 5 per cento di sbiancanti a base di cloro, ma al di là delle altisonanti formule chimiche, è quella che ho sempre usato per sbiancare, pulire, smacchiare i tessuti bianchi.

I suggerimenti di impiego (click per ingrandire)
I suggerimenti di impiego (click per ingrandire)

Che ho sempre aggiunto all’acqua (calda o fredda) in una bacinella e in cui ho immerso slip, calze, fazzoletti, T-shirt, qualunque tessuto (di solito bianco) bisognoso di perdere macchie, aloni o grigiore da calcare. Oppure l’ho aggiunta al detergente per lavatrice, come da istruzioni chiaramente riportate sull’etichetta. In essa si legge (vedi foto): “Versa la candeggina ACE nello scomparto CL fino al livello indicato”. C’è anche la soluzione alternativa per lavatrici che non hanno lo scomparto dedicato.

Be’, tutto normale, no? Neanche per idea: leggendo l’altro lato dell’etichetta mi sono venuti i sensi di colpa. Sulle prime, ho capito che compiendo queste operazioni ho riversato (per anni) e continuo a riversare nelle fognature  un composto chimico dichiarato pericoloso per l’ambientealtamente tossico per gli organismi acquatici. Non lo sto inventando, lo dice il produttore stesso sulla confezione.

L'altro lato dell'etichetta, con i ''divieti'' (click per ingrandire)
L’altro lato dell’etichetta, con i ”divieti” (click per ingrandire)

Girate il flacone e leggete l’etichetta dall’altra parte anche voi, oppure, se non avete voglia, ingrandite la foto qui di lato. Oltre agli abituali “irritante per gli occhi e la pelle” e simili, oltre a quanto detto sopra, ci sono altre frasi che mi hanno congelato e cioè: non gettare i residui nelle fognaturenon disperdere nell’ambiente, riferirsi alle istruzioni speciali/schede informative in materia di sicurezza. Di seguito, tutto in maiuscolo e a carattere grande, campeggia la scritta “NON DISPERDERE NELL’AMBIENTE DOPO L’USO“.

Mi sono sentito quasi un verme… Significherebbe che ACE (ma non solo quella, anche le altre simili) in pratica non si deve utilizzare: sia quando scarico la bacinella, sia quando la lavatrice scarica, è evidente (e inevitabile) che io faccia finire i residui nelle fognature e che siano dispersi nell’ambiente. Per come capisco, se dovessi rispettare alla lettera gli avvisi, dovrei provvedere a raccogliere il liquido usato e avviarlo allo smaltimento rifiuti speciali/tossici.

L’ultima frase, quella in maiuscolo, sembra riferirsi al contenitore: nel qual caso, non debbo gettarlo nella raccolta plastica ma nei rifiuti  non riciclabili, altrimenti inquina anche lì.

A questo punto ho voluto leggere cosa dicono queste “istruzioni speciali/schede informative”: le ho cercate sul sito di ACE indicato in etichetta, www.acelavitachemipiace.it, ma non sono riuscito a trovarle. Forse perché sul sito c’è scritto

Il sito è in fase di aggiornamento, torneremo presto online con interessanti novità.

Lo staff di Ace.

Home Page del sito di Procter & Gamble (click per ingrandire)
Home Page del sito di Procter & Gamble (click per ingrandire)

Sconsolato, ho tentato presso la casa madre, il sito di Procter & Gamble Italia. La schermata è molto amichevole, il sito è ovattato, elegante e perfetto, ne emerge un’immagine dell’azienda soft, attenta all’ambiente, rispettosa dei diritti umani, attenta alla qualità della vita e alla responsabilità sociale. Possibile che non ce ne sia traccia? Eppure non le ho trovate.

Ho allora pensato al buon vecchio Google e grazie a lui mi sono imbattuto nel sito di Fassa Coop, il centro acquisti della Val di Fassa, che sul suo sito ospita quella scheda in formato PDF ed è il primo che si trova. Purtroppo su quella scheda non vi è altro che una sequela di rimandi alle Direttive UE, dei quali l’utente comune come me non sa cosa fare, non sono molto chiari.

Comunque ho insistito nell’esame della scheda. Al punto 6, “Misure in caso di fuoriuscite accidentali”, dice:

Evitare versamenti nelle fogne o nelle acque di superficie. […]

e di nuovo mi sono sentito in colpa: cosa arriva nelle fogne se un palazzo in città vi riversa lo scarico di 20 lavatrici in un giorno? Vuoi vedere che ho sbagliato per anni a usarlo? Eppure, al punto 12 della scheda, “Informazioni ecologiche”, si legge:

Il prodotto è destinato ad un ampio uso e può essere versato nello scarico dopo l’uso. Il prodotto è classificato come altamente tossico per gli organismi acquatici ma non causa effetti avversi a lungo termine sull’ambiente.

Insomma, mi sento combattuto: non capisco cosa devo fare. Se un’intera città fa uso di quel prodotto e simili, gli effetti avversi a breve termine (pur sempre avversi) sono rinnovati con costanza, tutti i giorni, diventando così effetti avversi destinati a perpetuarsi e rinnovarsi fintanto che quel prodotto (e gli altri simili) sarà sul mercato. In breve, per come capisco io, mi sembra un po’ tutto e il contrario di tutto:  dice che il prodotto è tossico e inquinante, ma che non fa danni. Dice di non gettare i residui (del prodotto, immagino?) nella fognatura, però poi dice che il prodotto può essere versato nella fognatura. Sono alquanto confuso.

Giusto per non lasciare nulla di intentato, una telefonata al numero verde 800420430, impresso sull’etichetta, si può fare: forse mi chiarirà le idee. Si tratta di un “servizio consumatori” attivo dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 17. Avendo però io chiamato al mattino presto, non ho potuto sapere altro che quello: lì per lì sono rimasto “a bocca asciutta”, a quell’ora il risponditore telefonico non offre altro, come ad esempio un menù che fornisca almeno qualche informazione preregistrata.

Chiamando nella fascia oraria indicata, un risponditore automatico dice di premere 1 se si è rivenditori, 2 se si desidera la famosa scheda informativa, o di attendere per parlare con un operatore. Segue un avviso dal quale si apprende che la conversazione sarà registrata “per motivi didattici” e qualora non si desideri, avvertire l’operatore che risponderà.

Al primo tentativo (che per tutelare la mia privacy ho condotto con numero oscurato), alla domanda: cosa si intende per “non gettare i residui nelle fognature”?, un’operatrice ha detto di star cercando informazioni e di attendere ma, dopo circa un minuto, la sfortuna ha colpito: è caduta la linea. Al secondo tentativo, sempre con numero oscurato, tutti gli operatori risultavano occupati, attesa indefinita, come pure al terzo. Utilizzando un altro cellulare (sempre con numero oscurato), stessa attesa indefinita. Ho tentato anche con il numero visibile, ma tutti gli operatori erano occupati.

Dunque, dopo circa mezz’ora, nuovo tentativo, che ha avuto successo. Alla stessa domanda, la seconda operatrice è rimasta perplessa, poi ha riferito “si intende di non gettare il flacone, che va smaltito secondo le procedure di smaltimento locali della zona in cui si getta”. Quindi, l’operatrice ha confermato che “l’eventuale residuo del prodotto può essere gettato nel lavandino, magari diluito in acqua“. Nessuna risposta alle perplessità circa le caratteristiche inquinanti, per le quali ha rimandato alla scheda.

E quanto alla scheda di sicurezza, ci si arriva con l’opzione 2 del “servizio consumatori”. Questa trasmette un testo registrato in cui fa lo spelling di un sito dal quale prelevarla: si tratta di www.scienceinthebox.com, sito in più lingue (italiano compreso) sempre facente capo a Procter & Gamble, sul quale non sono riuscito proprio subito a trovare la pagina dove è possibile scaricare la famosa scheda, la pagina non è molto chiara. Chi fosse interessato la trova direttamente a questo link ed è, naturalmente, la pagina da cui, intelligentemente, anche Fassa Coop ha scaricato e messo a disposizione le schede relative ai prodotti che rivende.

Un giretto con calma su quel sito confermerà ancora una volta quale meticolosa attenzione ponga l’azienda nell’improntarsi all’insegna del rispetto per l’ambiente, del grande investimento in Ricerca e Sviluppo e degli sforzi in direzione della sostenibilità. Incuriosito, ho cliccato su “Sicurezza”, che esordisce introducendo:

Leggete per sapere di più sui controlli di sicurezza e le procedure per la valutazione dei rischio che rendono i prodotti P&G sicuri per voi, per la vostra famiglia ed anche per l’ambiente.

al click si viene trasferiti alla pagina esplicativa, dove compare un più interessante link “Tutela dell’Ambiente”. Purtroppo la pagina collegata è in inglese, e non ho trovato una corrispondente pagina in italiano. Magari non proprio tutti hanno la fortuna di conoscere l’inglese come me, forse sarebbe bene provvedere alla traduzione, altrimenti la tipica “donna di casa” o il tipico “uomo di casa” di qualunque ceto e cultura potrebbero non essere in grado di servirsi di tale risorsa, per di più in una lingua diversa dalla propria e con un linguaggio non proprio alla portata di tutti.

In breve, lì si spiega come Procter & Gamble studia l’impatto ambientale, quali mezzi e quali metodologie usa, ma non sono riuscito a trovare qual’è l’impatto ambientale di ciascun prodotto. Anche sulla valutazione del rischio, stavolta in italiano, il sito spiega come la si effettua, ma non parla dei rischi concreti connessi con i prodotti in qestione, che restano per me consumatore un elemento ignoto.

Forse mi sto preoccupando troppo, ma le parole dell’etichetta ancora le sento minacciose, mi fanno sentire “egoista”, come se me ne infischiassi perché “fa comodo così”, ma io non voglio fare cose che non vanno fatte, per questo mi preoccupo. Del resto, siamo di fronte a una multinazionale enorme, che anche se in Italia è una semplice Srl a socio unico con un capitale sociale versato pari a Euro 15.102.000,00, stando alle sue stesse dichiarazioni produce “un giro d’affari di circa 2 miliardi di euro” e vi risultano collegati un elenco di marchi registrati da capogiro, li conosciamo tutti:

Dash®, Ariel®, Bolt 2in1®, Ace®, Lenor®, Mastro Lindo®, Swiffer®, Viakal®, Noxzema®, Az®, Kukident®, Vicks®, Olaz®, Pantene®, Head&Shoulders® , Herbal Essences®, Wella®, Duracell®, Gillette®, Oral B®, Braun® e fragranze come Hugo Boss®, Lacoste®, Puma®, Laura Biagiotti®, Dolce e Gabbana, D&G, Gucci®

Mi spaventa ancora di più l’apprendere, sempre dal loro sito, che “4 miliardi di volte al giorno, i prodotti P&G entrano nella vita delle persone di tutto il mondo”. Non saranno 4 miliardi di dosi di candeggina, ma temo ugualmente, se sbaglio, di causare “effetti avversi a lungo termine sull’ambiente”. Anche se, da come viene presentata, così non sembrerebbe.

C’è qualcuno in ascolto, in grado di darmi qualche chiarimento?

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Marco Valerio Principato

Informatico sin dal 1980, ha quasi sempre svolto questa attività sia nella Pubblica Amministrazione che fuori. Ora libero professionista e laureato con lode in Scienze della Comunicazione, si dedica alla donna della sua vita, ai suoi hobby e ai suoi siti.

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3 thoughts on “Candeggina ACE? Non inquina, però non devo gettarla in fognatura?”

  1. Grazie… la Sua, Simone, è una situazione abbastanza comune. Io, per parte mia, ho voluto solo “approfondire”; ma tanto sappiamo che ci si può far poco, oltre al rinunciare, quando possibile, a certi prodotti.
    Saluti
    MVP

  2. Depuratori?? ammesso che funzionino! nella mia città ( Pescara ) ce ne sono diversi, dei quali forse uno funziona ( e pure male ) , e come risultato abbiamo questo splendido fiume, inquinato a più non posso da industrie e soprattutto CASE, che porta il suo bel carico di schifezze nell’Adriatico.
    Bisognerebbe tornare ai prodotti semplici di una volta, tutta questa chimica, sì, ci sbianca la camicia al momento, ma ci cancella anche il futuro! Quando saremo saturi di composti chimici tossici residui, allora che faremo?
    Cordiali Saluti! e complimenti per l’articolo molto interessante!

  3. ciao!
    prima scusa il mio italiano ma ho un livello basso.

    Non ti preocupi per questo, perchè in realtà non si lascia nell’ambiente. Dopo il suo uso, quest’acqua “contaminata” va a il impianto di depurazione della tua città, dove viene trattata prima di essere inviata ai fiumi

    Salutti!

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