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Et voilà: pulizia completata anche qui su Nibble
Pulizie portate a compimento, lo dimostra anche la maggiore velocità di caricamento delle pagine. C’è qualche pulsantino e qualche “Mi piace” in meno, lo so, ma preferisco stare tranquillo, i tempi che corrono non mi piacciono
Esattamente come preannunciato, pulizia completata anche qui: nessuna libreria esterna viene più caricata, Google Analytics non è più usato, nessun Javascript viene caricato da Facebook, Twitter o altri: tutto ciò che si carica – a esclusione di AdSense, ovviamente – è di provenienza locale, dunque nessun pericolo.
Tra l’altro, anche qui questo ha comportato una certa maggiore velocità di caricamento, neanche a dirlo. Restano, sotto ai post, i pulsanti per condividere, ma sono esclusivamente dei link, anche se sul New Blog Times sono una funzione interna, mentre qui sono gestiti da un plugin (questo, tenuto molto “a bada” sulle funzionalità).
Ho sostituito il contenuto del box qui sulla destra (Facebook e Twitter) con dei normalissimi link, in fondo alle pagine ci sono dei normali feed RSS, “inoffensivi” (non caricano alcuna libreria) e a sinistra c’è l’elenco degli ultimi commenti lasciati sul blog.
Tolto anche il plugin di LinksAlpha, ormai inutile: ci pensa Twitterfeed, visto che da FourSquare ormai mi sono sottratto senza alcuna remora. Medesima cosa sul New Blog Times, “alleggerito” di un altro plugin.
Nel frattempo, non ho neppure più nessun documento su Google Documenti, nessun nome nelle rubriche di Google Mail, le agende di Google Calendar sono state esportate e azzerate, man mano che navigo effettuo sostituzioni degli indirizzi email di Google, ovunque li abbia usati, con quelli gestiti dai miei nomi a dominio, gestiti da miei server, sui quali nessuno inferisce.
Qualcuno dirà: ma che ti succede? Nulla, mi sono solo stancato di tutte queste inferenze, c’è una specie di surrogato di Richard M. Stallman dentro di me, che è nel suo “momento di protesta”, tutto qui. Lo lascio fare, tanto non fa del male a nessuno.
E per rimanere in tema, vi do un’altra buona notizia: avete presente DropBox? Ne avevo parlato sia qui che sul New Blog Times. Bene, ho scoperto che è capace di gestire in maniera molto furba anche i file di TrueCrypt. In altre parole, se ci caricate sopra un file TrueCrypt da 50 megabyte, ci metterete del tempo una sola volta. Poi, quando altererete la vostra copia locale, al momento in cui “smonterete” il volume tramite l’interfaccia utente di TrueCrypt, Dropbox invierà solo le parti “cambiate” e il sistema ricostruirà nella “cloud” le sole modifiche ricevute, bit per bit. Ad aggiornarsi ci metterà pochissimo, secondo quante modifiche avete effettuato al suo interno e in che misura (in termini di byte o Kbyte o Mbyte).
Questo sarà il mio prossimo lavoretto in tema di privacy: non che su DropBox ci tenga nulla di riservato, però… visto che si può fare… visto che TrueCrypt è veloce, cifra bene e in maniera robusta, esiste sia per Linux, sia per Mac OS X, sia per Windows… perché no? Nessun file “in chiaro”: tutti volumi TrueCrypt, così da impedire qualunque sguardo “indiscreto”, per qualsivoglia ragione.
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