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Giustizia è fatta: il Ministero dell’Interno HA PERSO la causa

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29 ottobre 2014 - 12:17 | Commenti 2 | Link breve

Ieri, in udienza di appello, il dicastero è stato condannato ad adempiere. Valga come lezione: non sempre le ciambelle riescono col buco.


Esito dell'udienza

Esito dell’udienza

Potrà sembrare strano, ma ogni tanto qualcosa di buono accade. Il Ministero dell’Interno, nell’udienza in appello di ieri, è stato condannato ad adempiere nei confronti miei e di altri colleghi funzionari per aver illecitamente operato un grave demansionamento, non riconoscendo per intero la qualifica professionale all’atto del transito in quell’amministrazione.

La condanna consiste nel ricalcolare per intero tutte le retribuzioni dovute a partire dal 27 settembre del 2007 ad oggi e corrisponderle, con i dovuti interessi, a noi appellati, calcolare e versare la differenza in termini contributivi illecitamente non versata e pagare la somma di € 4800,00 – quattromilaottocento/00 – per le spese legali, oltre al 15 per cento di spese forfettarie.

Certamente non può tacersi che l’intero processo sia stato lungo, troppo lungo. Ci sono voluti anni: la prima azione legale l’abbiamo avviata nel 2008, dunque ce ne sono voluti sei per giungere all’esito, anche grazie al rinvio di un anno dovuto alle leggi “promosse” dalla Fornero.

Resterebbe, in ultima istanza, ancora la possibilità del ricorso in Cassazione. Ma, come noto, la Corte di Cassazione non emette giudizi di merito ma solo di eventuale incostituzionalità, dunque il giudizio emesso ieri di fronte alla Corte d’Appello non può essere cambiato. Né sarebbe, peraltro, la prima causa del lavoro di questo genere, dunque sarà assai difficile che il Ministero dell’Interno ricorra in Cassazione.

Non posso che ringraziare, attese a parte, i magistrati dott.ssa Maria Rosaria Marasco, dott.ssa Tiziana Assunta Orrù e dott.ssa Maria Vittoria Valente, per aver ristabilito la legalità, come di certo è primario tra i loro obiettivi. Naturalmente un ringraziamento va anche allo studio legale che ci ha difeso con professionalità, competenza e determinazione, senza il quale non avremmo potuto ottenere alcun risultato.

L’esito di questo contenzioso serva dunque da lezione al Ministero dell’Interno: non sempre si riesce impunemente a disapplicare la legge senza conseguenze. E serva anche per coloro i quali, sfortunatamente, dovessero trovarsi in circostanze simili.

Ad maiora.

Marco Valerio Principato

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Marco Valerio Principato (1281 articoli)

Informatico sin dal 1980, ha quasi sempre svolto questa attività sia nella Pubblica Amministrazione che fuori. Ora libero professionista e laureato con lode in Scienze della Comunicazione, si dedica alla donna della sua vita, ai suoi hobby e ai suoi siti.

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COMMENTI (locali)

2 commenti (locali) »

  • Marco V. Principato ha scritto:

    Io invece sono molto spiacente per Lei, Danilo. Certo, ogni situazione è un caso a sé e andrebbe analizzata a fondo. In ogni modo Le auguro di disporre di ciò che Le occorre per superare agevolmente il disagio. Non so cosa, ma Le auguro che Le arrivi.
    Un saluto,
    MVP

  • Danilo ha scritto:

    Sono molto contento per Lei signor Principato, nel caso mio invece le prime due giudici che ha nominato ringraziandole, non soltanto hanno aiutato i cosiddetti poteri forti, ma hanno contribuito a massacrare la dignità, principio inviolabile di qualunque costituzione, di un onesto lavoratore…

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