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Googliscali? Oppure Tiscoogle?

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20 giugno 2014 - 09:51 | Commenti 0 | Link breve

Se ci tenete alla vostra privacy e siete clienti Tiscali, attenzione: strana commistione con Google in corso.


La schermata da cui si notano i DNS assegnati sul Fritz Box 7390 (click per ingrandire)
La schermata da cui si notano i DNS assegnati sul Fritz Box 7390 (click per ingrandire)

Siete – come me – utenti ADSL di Tiscali? Cercate – come me – di non cedere troppo sul versante privacy? Allora fate attenzione, perché Tiscali potrebbe aver impostato il vostro DNS secondario su 8.8.8.8 che, come noto, è un DNS pubblico di Google. Non ci avete capito niente? Ok, ora vi spiego, sarò breve.

Per navigare su Internet normalmente uno dei servizi necessari è il DNS, che sta per Domain Name System, sistema dei nomi a dominio. Questo servizio permette di navigare utilizzando nomi anziché numeri: quando si clicca su un sito il cui indirizzo è “www.vattelapesca.it” e il click porta sulla relativa pagina Web, vuol dire che il servizio DNS ha “tradotto” quel nome in un numero (l’indirizzo IP). Funziona come l’elenco telefonico: si cerca il nome per avere il numero telefonico, in quanto sulla tastiera del telefono non si possono digitare nomi, ma solo numeri e ciò in quanto la rete telefonica capisce solo numeri, non nomi. Così la rete Internet: le apparecchiature riescono a mettervi in comunicazione con la pagina Web richiesta se conoscete il suo indirizzo IP, non il suo indirizzo “mnemonico” (quel “www.vattelapesca.it” di cui sopra). A questo serve la “intermediazione”, del tutto automatica, del DNS.

Ora, per ragioni accademico-tecniche, normalmente si usa assegnare a ogni cliente ADSL non uno, ma DUE indirizzi capaci di svolgere la funzione DNS: si chiamano “DNS primario” e “DNS secondario”. Il motivo è semplice: se non funziona il primo, lo sostituisce il secondo. Questa assegnazione è automatica: nel momento stesso in cui ci si collega al proprio provider e si è “online”, il provider “dice” al proprio apparato di rete (il “modem” ADSL) quali sono gli indirizzi per il DNS primario e secondario.

La schermata da cui si notano i DNS assegnati sul Fritz Box 7390 (click per ingrandire)

La schermata da cui si notano i DNS assegnati sul Fritz Box 7390 (click per ingrandire)

Stamattina, verificando sul mio “modem”, ho pizzicato Tiscali ad avermi assegnato un suo DNS come primario e un DNS di Google come secondario (vedi immagine).

Non mi sta bene, perché se per caso il DNS primario di Tiscali dovesse guastarsi, o non rispondere per tempo alle richieste perché sovraccarico, il mio collegamento Internet automaticamente “girerebbe” le richieste al DNS secondario, cioè a Google. Che così sa esattamente cosa faccio e dove navigo.

Naturalmente sono già intervenuto e ho rimosso l’assegnazione automatica, inserendo come secondario lo stesso indirizzo del primario.

Mi rendo conto che per voi può non essere così semplice, ma sappiate che c’è questa possibilità. Dunque, mettete in moto l’amico/a preparato/a e fatevi dare una mano, diversamente – sempre se siete del parere di tutelare la vostra privacy – spiffererete a Google ogni “luogo” in cui vi “recate” durante la vostra navigazione.

Non posso tacere che questa novità mi ha lasciato alquanto perplesso: per quanto Tiscali non versi in condizioni particolarmente brillanti, mi riesce difficile credere che non disponga delle risorse di capitale necessarie per tenere su un DNS secondario. Di conseguenza, il sospetto è uno ed uno solo: potrebbe aver siglato un accordo con Google.

Ciò infatti permetterebbe all’operatore:

  1. di sgravarsi di un carico di traffico non indifferente;
  2. di percepire (forse) qualcosa per la marea di informazioni che, con questo accordo, passano nelle mani di Google.

Naturalmente è solo un sospetto che, però, resta e resterà fin quando io stesso non dovessi essere contattato da un dirigente Tiscali che smentisca quanto qui ho ipotizzato. Se ciò accadesse, sarei ovviamente pronto a correggere questo post; ma qualora nessuno si faccia vivo, ci vorrebbe poco a trasformare il sospetto in una certezza.

Siamo italiani, non c’è niente da fare…

Marco Valerio Principato

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Sette anni fa già c'ero su Google: precisamente, con il sito IK0MHG - per allora qualcosa di estremamente...


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Marco Valerio Principato (1281 articoli)

Informatico sin dal 1980, ha quasi sempre svolto questa attività sia nella Pubblica Amministrazione che fuori. Ora libero professionista e laureato con lode in Scienze della Comunicazione, si dedica alla donna della sua vita, ai suoi hobby e ai suoi siti.

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