Cominciamo col distinguere: comunemente chiamiamo multe o contravvenzioni quelle che invece dovrebbero essere chiamate con il loro nome, cioè le sanzioni amministrative pecuniarie per atti di infrazione al Codice della Strada.

Multe sul parabrezza
Cos’è, in breve, e a cosa serve, perché è stata concepita la sanzione amministrativa pecuniaria nell’ambito del Codice della Strada?
Gli scopi della sanzione amministrativa pecuniaria, in soldoni e atecnicamente, sono:
- quello di costituire un deterrente: non infrango il codice della strada altrimenti mi infliggono una sanzione che sottrae denaro al mio bilancio
- quello di essere uno strumento di prevenzione: in vista del rischio di una sanzione, mi comporto con diligenza rispettando le norme del CdS
- quello di rappresentare un mezzo di esercizio del potere: la Pubblica Amministrazione Locale punisce chi non rispetta il CdS attraverso l’irrogazione di sanzioni amministrative pecuniarie (salvo commissione di reati più gravi)
Questi sono gli scopi, null’altro. Non è affatto previsto dalla legge che la sanzione amministrativa costituisca un mezzo ricorrente per rimpinguare le casse dei Comuni, un sistema di pochi scrupoli per sanare bilanci in rosso, men che meno un sistema di profitto su cui fare addirittura della pianificazione preventiva.
Eppure, da un’indagine svolta dall’Agenzia ADNKronos, risulta che in tutto il Bel Paese il trend italiano sia proprio questo. Leggendo il testo dell’Agenzia, di cui riporto qui di seguito un pezzo significativo, non si può non indignarsi:
“Le entrate per le infrazioni degli automobilisti sono infatti una voce irrinunciabile per far quadrare i conti e le amministrazioni comunali indicano in bella evidenza il gettito previsto per i prossimi esercizi nei bilanci di previsione. Una cifra, sempre crescente, che viene stimata tenendo conto delle entrate degli anni precedenti e, soprattutto, delle voci di spesa da compensare”.
Tutto questo, a mio personale avviso, è assolutamente vergognoso perché nuoce gravemente all’immagine della Pubblica Amministrazione e lede altrettanto gravemente la dignità dei cittadini onesti.
Un comportamento che pone l’Italia davvero all’angolo, peggio del terzo mondo, un vero e proprio sotterfugio per non confessare come le vere cause dell’assenza di fondi dalle casse comunali siano piuttosto da ascriversi a degli irresponsabili truffatori, che approfittando dell’assoluta impunità concessa loro da normative fatiscenti e artatamente rese lasche nei loro effetti, hanno sottratto fondi per scopi diversi da quelli ai quali erano destinati, sciupandoli in cellulari di servizio, auto blu (o non blu, comunque a sbafo) e quant’altro.
Un’etica, dunque, assolutamente assente che insegna ai cittadini come il candidarsi allo scopo di sedere in una delle poltrone delle P.A.L. sia un mezzo per godere di privilegi assolutamente scandalosi, piuttosto che lo svolgere una missione per la propria realtà locale, per i cittadini, con i cittadini.
E la colpa è anche nostra. Certo, di noi cittadini, che continuiamo a permettere a certe persone di pochi scrupoli di continuare a fare il proprio comodo impunemente, invece di cacciarle a pedate a coltivare orti.
Tutto ciò – sia chiaro – salvando l’onore di alcuni onesti e preparati funzionari e dipendenti pubblici, comunali e non, che svolgono il loro dovere con costanza e abnegazione: qualche esempio c’è senz’altro e purtroppo, per colpa degli altri, non ci fa davvero una buona figura.
Poiché si tratta di una denuncia che potrebbe scomparire, nel tempo, dal sito di ADNKronos, ho provveduto a salvare un’immagine dell’articolo stampato, scaricabile da questo link (formato TIFF).
Riassumendo, a tutti quegli amministratori locali che seguono questo insulso trend:
VERGOGNATEVI
Non meritate né stima, né fiducia, né rispetto da parte dei cittadini. Non lamentatevi se qualcuno di questi, magari con meno scrupoli, si “autotutela”. Non piagnucolate se nelle borgate i vigili urbani subiscono aggressioni, a volte anche molto serie. Non versate lacrime da coccodrillo se la gente cerca, a sua volta, di “fregarvi”, perché voi lo fate come e peggio di loro.
Pensate piuttosto a estirpare scandali assurdi come le migliaia di permessi per disabili distribuiti a chi di disabile non ha neanche un capello (vedi, ad esempio, Striscia La Notizia). A vietare e sanzionare severamente la circolazione e (soprattutto) la sosta a chi dispone di quel permesso ma viaggia senza il relativo disabile a bordo.
Tolto tutto questo marcio, forse potremo riparlarne. Non prima.
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