Napoli, statuine Berlusconi sanguinante

Italiani: guai a chi si lamenta del proprio paese, son botte da orbi a chi osa aprir bocca al riguardo. Ma vi rendete conto? Stamattina ho preso la metro e, come faccio spesso, per ingannare le attese ho portato con me uno dei giornalini gratuiti distribuiti nelle stazioni.

Statuine Berlusconi sanguinante, pubblicate su Metro

Statuine Berlusconi sanguinante, pubblicate su Metro

Inizio a sfogliare, titolo: Internet e le piazze limitate per decreto. L’argomento è ovvio: dopo le bravate su Facebook, si sono messi in mano al Governo gli strumenti per attuare la solita attività repressiva alla chiudi il cancello quando ormai le pecore son fuggite. Ma poco male: la cosa simpatica è la foto, sottotitolata con “A Napoli sono già in vendita per i presepi le statuine di Berlusconi sanguinante”, la vedete fotografata qui di lato con il cellulare (non avevo uno scanner a portata di mano).

Sono rimasto senza fiato, non sapevo se ridere o disperarmi, ho fatto entrambe le cose. Ho riso per la (prevedibile) tempestività dei napoletani che, come al loro solito, con una velocissima pennellata di rosso hanno riciclato delle statuine già esistenti (infatti nella foto si vede, nonostante la sfocatura, che Berlusconi è ritratto sorridente).

La foto pubblicata da The Guardian, riprodotta da Metro (click per ingrandire)

La foto pubblicata da The Guardian, riprodotta da Metro (click per ingrandire)

Mi sono disperato perché è stato un lampo concludere come la versatilità mentale, tipica napoletana, ha fatto polpette di un fatto gravissimo, che già ci è valso delle clamorose prese per il c..o da parte dei quotidiani internazionali, molti citati ieri sera a Ballarò ma molti altri non citati, come ad esempio il “Politics alla puttanesca” che ci ha riservato The Guardian, dove tra l’altro ho ritrovato quella stessa immagine pubblicata dal giornalino gratuito, scattata da Roberto Salomone per AFP/Getty Images (perdonatemi se la riproduco, ma la gravità del fatto lo richiede), che ha fatto da foto in testa a un altro articolo del Guardian che racconta la vicenda.

Volete divertirvi? Fate un giro su Google News USA con la ricerca “Berlusconi”, ordinate per data e leggete i titoli.

A questo punto, chi osa lamentarsi delle eventuali censure inflitte sarà fustigato e messo alla gogna. Si, perché siamo degli imbecilli e ce lo meritiamo, ci sta bene, proprio come un paio di guanti.

Vergognamoci!

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