Roma: nuova ATAC, nuove fregature per i clienti

Ah, quant’era meglio quando c’era solo l’Àtacche (l’ATAC detto con forte inflessione romanesca, notare l’accento sulla prima A). Ecco a voi la nuova rimodulazione del patrimonio TPL, ce la spiega abbastanza dettagliatamente Il Giornale.

Avremo una nuova ATAC. Essa incorporerà MetRo e Trambus, le due società sinora deputate rispettivamente al trasporto pubblico locale su ferro e su gomma. Con nuovo presidente, nuova board, nuovi stipendi, di certo non inferiori ai precedenti.

ATAC diventa quindi gestore unico. Essa, è bene ricordarlo, si occupa anche di multe e vigilini, un altro sporco metodo per farli poi transitare nella Municipale senza concorso. E un altro sporco metodo per incassare percentuali milionarie.

Ma non basta: il presidente uscente di MetRo va a star meglio, va a rappresentare il TPL in seno al Campidoglio, in preparazione della creazione di una nuova Holding capitolina. Forse al Campidoglio credono di essere lo Zio Paperone.

Verrà poi creata Roma Servizi e Mobilità S.r.l., che “avrà le funzioni di pianificazione, coordinamento e controllo dei processi di mobilità pubblica e privata nella capitale”. Dunque, sarà quest’ultima a gestire e pianificare le corse dei mezzi pubblici.

Per chiudere, “per quel che riguarda il patrimonio disponibile di Atac, questo è stato conferito alla nuova società Roma Patrimonio Srl, presieduta da Claudio Massimini, che subentrerà alla vecchia Atac Patrimonio srl, il cui amministratore unico è Gioacchino Gabbuti, nominato dall’assemblea dei soci del 30 aprile 2009″.

Il che significa che della titolarità amministrativa dei beni (vetture, rimesse, manutenzioni, contratti, appalti e subappalti, ecc.) se ne farà carico quest’ultima.

A questo punto mi domando: c’è già chi organizza e gestisce il servizio. C’è già chi ne cura (ahem) la parte amministrativa. La nuova ATAC a che serve, allora? Ma chi volete prendere in giro?

Non solo: se prima far arrivare un reclamo all’esercente del servizio era già arduo compito, ora più che mai. Le corse sono sempre in ritardo, le vetture sono poche e sempre sovraffollate? Chiami l’ATAC, che ti dice che dipende da Roma Servizi e Mobilità. La chiami (ammesso ci si riesca) e ti diranno che dipende dalla ditta in subappalto che gestisce le corse in “quella zona” di Roma.

Stessa cosa se si vuol protestare per vetture sudicie, per mancorrenti rotti, finestrini difettosi, segnalazioni di richiesta fermata non funzionanti o altre cose simili: chiami ATAC, che ti manda da Roma Patrimonio, che ti risponde che è la ditta X che gestisce le riparazioni.

Perché nessuno fa una legge che dica: “l’azienda al vertice di un consesso di rami d’azienda collegati è tenuta a rispondere in prima persona, facendosi carico di tutto l’iter, di qualsiasi reclamo provenga dalla clientela”. Se no, ripeto, ATAC S.p.A. che ci sta a fare?

Ah, che bei tempi quando gli autobus erano questi qua sotto!

Autobus a Roma anni 70

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Autobus a Roma anni 60

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2 Riscontri per “Roma: nuova ATAC, nuove fregature per i clienti”

  1. francesco scrive:

    Ecco uno dei problemi di questo passaggio da Atac a Atac, Roma Patrimonio, ecc.: il parcheggio di scambio a Rebibbia praticamente ultimato. Mi chiedevo perché non lo aprivano pensavo dipendesse da problemi alla struttura, invece… è che Roma Patrimonio è subentrata al posto di Atac, ma ancora non ha i soldi per pagare i debiti… Così gli utenti hanno disagio perchè non sanno dove lasciare la macchina, l’impresa che ha realizzato l’opera ha sostenuto spese, e ancora non ha visto neanche un euro…

    Fino a pochi giorni fa, seguendo il passaggio pedonale che dalla stazione metro di Rebibbia porta su via Casal dei Pazzi, si vedevano fervere i lavori di raddoppio del parcheggio auto, mediante una struttura Fast-Park, un’opera del costo di oltre 2.600.000 Euro, per realizzare un parcheggio di 471 posti auto. Durata dei lavori otto mesi circa.

    Opera costruita addirittura sotto l’egida del Sindaco Commissario Straordinario all’emergenza parcheggi, cosa che dovrebbe assicurare una corsia preferenziale dal punto di vista burocratico e finanziario ad una serie di interventi volti ad alleggerire il problema della sosta di Roma.

    Una pia illusione se guardiamo i risultati: per adesso sembra che questo sia l’unico cantiere in piedi, e con quali tempi.
    Gara d’appalto indetto il 10/02/2008.
    Inizio dei lavori il 30/09/2009 oltre 18 mesi dopo la gara d’appalto.

    Ma negli ultimi tempi i lavori sono rallentati, fino a fermarsi del tutto, anche se il cantiere, a meno di particolari, sembra ormai finito. Che succede? Abbiamo sentito telefonicamente il titolare dell’impresa appaltatrice, la Cemenfer, il quale ci ha detto che l’impresa è in difficoltà perché l’ATAC non paga e ad opera quasi finita non ha ancora pagato nemmeno un euro.

    L’ATAC è la società incaricata dal Comune per realizzare l’opera e dovrebbe assicurare il flusso di denaro necessario per questo scopo.

    Perché l’ATAC non paga?
    Perché dal primo gennaio la competenza della costruzione e gestione dei parcheggi è stata trasferita ad un nuovo gigantesco carrozzone che si sta organizzando al comune di Roma: Roma Patrimonio.
    Benissimo e allora perché Roma Patrimonio non paga?
    Perché è ancora una scatola vuota che si limita a stipendiare, con stipendi principeschi alcune decine di dirigenti in attesa che la cosa si organizzi.

    Solo alla fine di aprile è stato comunicato ufficialmente all’impresa che l’interlocutore è cambiato e quindi che i soldi li deve chiedere non più all’ATAC, ma a Roma Patrimonio. Ma forse questo non doveva succedere il 10 Gennaio? E non si dovevano predisporre tutti gli strumenti amministrativi per dare continuità alle opere ed alle attività in corso?
    Chi sono le teste d’uovo che progettano queste operazioni di fantaburocrazia senza sapere da dove cominciare?
    Il dilettantismo è sempre dietro l’angolo, poco si addice alla gestione di una realtà enormemente complessa come il Comune di Roma, e a un’operazione di chirurgia burocratica che fa venire i brividi solo a pensarla, con sistemi da circolo bocciofilo rionale.
    E intanto un’opera costosa, fortemente attesa dalla popolazione si ferma, un impresa di costruzioni è allo stremo e nessuno si muove.

  2. Uapa scrive:

    Parole sante. Ancora ci piango per quegli autobus verdi.
    Facevano un gran rumore, ma i sedili non erano imbottiti ed erano sempre puliti; i finestrini funzionavano e quando li aprivi passava davvero l’aria, non come quelli di oggi, che sono una presa in giro: sono piccoli piccoli, perché sennò l’aria condizionata (che non funziona mai) si disperde; i posti a sedere erano molti di più e non erano appollaiati su improbabili gradini ammazza-vecchietti; i sostegni per reggersi durante il viaggio erano disposti in modo intelligente, non in posti irraggiungibili o davanti al sedile, che per sederti devi calpestare la gente.
    Il servizio che l’atac offre oggi è vergognoso. E basta con la storia che mancano i fondi, perché già con i nuovi tornelli metro sono riusciti ad intascare qualcosa. Un applauso (addosso) all’amministrazione che spreca i nostri soldi per comprare inutili televisori da piazzare in metro, anziché migliorare i sevizi, magari spendendo qualcosina in più, ma sicuramente guadagnandoci, in denaro e soprattutto in stima.
    Grazie per questo articolo!

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