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Basta a questa «social-promiscuità»

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26 dicembre 2015 - 19:45 | Commenti 0 | Link breve

Credo sia giunto il momento di prendere un po’ di distanze dalla forte promiscuità in cui i social cercano di trascinare l’utenza. Ho altro da fare che star dietro alle fisime di Mark Zuckerberg e dei suoi simili.


Come da titolo...
Come da titolo…

Rapporto tra i miei siti, i social network, la mia presenza sugli stessi e le interrelazioni tra di essi: credo sia giunto il momento di tirare una riga.

Certamente ci sarà chi non sarà d’accordo, ma io non intendo trascorrere le mie giornate dietro a strumenti che, ormai, di social hanno ben poco.

Parliamoci chiaro: o sei uno di quelli che ha centomila fan o follower che dir si voglia, o ti ammazzi a star dietro a Klout e ad altri stumenti di Web e Social Reputation (il che finisce per condizionare la spontaneità della propria attività),  oppure il pubblicare sic et simpliciter sui social – che sia direttamente o che sia tramite i propri siti – ha completamente perso di senso.

I social ormai sono solo macchine “profilatrici” dove la speranza di un reach organico è nulla: è probabile (ma non sicuro) che ti legga solo chi interagisce molto spesso con te o chi viene di propria spontanea volontà sul tuo profilo a leggere cosa hai scritto. Oppure, ci sei perché stai facendo il Social Media Manager, perché ti occupi di Social Marketing per conto di qualcuno, eccetera.

Altrimenti, per essere letti nella propria normale spontaneità quotidiana bisogna pagare: così è su Twitter, così è su Facebook, così è su Instagram, così è su un po’ tutti. Si salvicchiano ancora Google Plus (ma l’«ambiente Google», come noto, non mi aggrada per tanti altri motivi) e Vkontakte, il concorrente russo di Facebook, che ha deciso per un modello di business diverso.

Dunque, mi dispiace: basta interazioni automatizzate tra il mio blog (cioè questo sito), il New Blog Times e i social. I loro account rimarranno, ma saranno gestiti manualmente e di quando in quando, con contenuti probabilmente diversi e nient’affatto allineati con quelli dei rispettivi siti “originatori”.

Anche Automattic, la società che è dietro a Wordpress, sta prendendo un andazzo che non mi piace. Ormai vuole spingere chi utilizza Wordpress.com per avere il proprio blog a utilizzare la sua piattaforma centralizzata di editing e pubblicazione, così può profilare fino in fondo. E sta cercando di fare la medesima cosa anche con i blog “indipendenti” (quelli che si dotano di proprio nome a dominio e di un proprio server, come i miei), attraverso il plugin Jetpack.

Il contenuto del kit del plugin Jetpack (click per ingrandire).

Il contenuto del kit del plugin Jetpack (click per ingrandire).

Quest’ultimo, tra l’altro, è diventato talmente grosso da rappresentare a tutti gli effetti “un altro Wordpress”: se guardate l’immagine di lato, osservate che all’interno del pacchetto del plugin ci sono ben 12 Megabyte di codice, tra PHP, CSS e script vari, quando l’intero kit di Wordpress sono 20 Megabyte. Ci credo che, quando quel plugin è installato e attivo, il proprio sito è più lento. Appunto: disattivato e rimosso.

Il mio blog radioamatoriale (oggi su ik0mhg.wordpress.com, al momento ancora poco usato perché non ho ancora ricominciato la mia attività radiantistica), è quello che mi ha fatto osservare la tendenza di Automattic a deviare l’utenza dall’interfaccia gestionale dedicata a quella centralizzata. Stessa cosa ho notato quando, nei mesi scorsi, ho messo su un blog “veloce” per la mia docente di Linguistica, la prof.ssa Maria Catricalà (vedi mariacatricala.wordpress.com).

Per quanto mi riguarda, sto valutando se spostarlo su Altervista, dove questa pretesa, a quel che vedo, non c’è e l’interfaccia di gestione è solo lievemente personalizzata.

Per quanto riguarda specificamente Facebook, ho intenzione di agire nel seguente modo:

  1. continuerò a impiegare la mia pagina predefinita di ingresso, come ho già spiegato, che ora punta a una lista battezzata MyNewsFeed; in essa sono compresi solo i social-amici da cui mi interessa realmente leggere;
  2. ho creato un’altra lista, battezzata MyBroadcast, in cui sono elencati i social-amici verso cui mi interessa inviare aggiornamenti di stato.

Questa tecnica farà sì che:

  • Facebook non veda più alcuna pubblicazione “verso tutti” da parte mia;
  • i miei aggiornamenti di stato saranno solo verso la lista MyBroadcast o, laddove lo ritenga opportuno per aree di interesse, verso una delle altre liste di cui dispongo, ma non più nemmeno verso “tutti gli amici”;
  • tutti gli altri social-amici con i quali non ci sono scambi ricorrenti, che non hanno interesse in quel che scrivo o che compaiono all’orizzonte solo in certi casi, sostanzialmente avranno l’impressione che io abbia abbandonato Facebook;
  • coloro i quali mi hanno chiesto amicizia (e l’hanno ottenuta) senza presentarsi, senza informarmi sul motivo per cui l’hanno chiesta, senza, insomma, giustificare la propria richiesta già si trovano nella lista “Con restrizioni” e, dunque, anche per loro sarà come se io avessi abbandonato Facebook;

Chi vorrà restare in contatto con me attraverso Facebook, dunque, potrà:

  • venire manualmente sul mio profilo e leggere, se e quando ne ha voglia, oppure
  • chiedermi se la propria utenza è o meno compresa nelle liste MyNewsFeed e/o MyBroadcast e io provvederò di conseguenza, a condizione che vi sia un interesse reale allo scambio comunicativo;
  • contattarmi attraverso Facebook Messenger.

Chi non intendesse adeguarsi, o sentisse lesa la propria maestà da queste mie decisioni, come diceva il Marchese del Grillo, me dispiasce, ma non so cosa fare. Il mondo è grande.

Del resto, ormai, è chiaro che il crescente successo di strumenti come PostPickr, Hootsuite, Buffer e simili (ma in particolare il primo, che trovo molto ben fatto) testimoniano proprio un cambio di paradigma: i social stanno ai ripetitori delle antenne e dei trasmettitori delle emittenti radio/TV come i contenitori di programmi radio/TV stanno ai siti/blog.

Il menù principale della mia utenza PostPickr (click per ingrandire).

Il menù principale della mia utenza PostPickr (click per ingrandire).

Non a caso – vedi qui di lato – in PostPickr una delle voci del menù principale, guarda caso, si chiama proprio Palinsesto (per i curiosi, qui c’è la storia del termine).

Dicono che il blog è morto da dieci anni. Io dico che tra dieci anni il blog (magari evoluto) esisterà ancora, mentre ad essere morti saranno i social network. Perché, ormai, anche basta: non c’è più altro da spremere, dunque qualsiasi ritocco, se da una parte alza il fatturato, dall’altra stanca qualcuno.

Ricordo, a chi avesse un interesse diretto (se tale interesse c’è; se non c’è… ciccia, come diceva Francesco Cossiga), che il modo migliore è il feed RSS. Ci sono fior di applicazioni, anche per smartphone, che consentono di ricevere feed RSS.

Ed è ovvio che la sede privilegiata in cui pubblicherò in prima istanza i miei scritti sarà una di quelle appena elencate. Poi, sui social, forse saranno inoltrati. Se mi andrà, se varrà la pena, se ci sarà un interesse, se qualcuno lo chiederà, se avrà ancora un senso, se servirà a qualcosa, eccetera eccetera.

Non vi piace? Desolato, ma…

Gentilmente segnalato da un'amica su Facebook, con la quale condivido molti modi di vedere...

Gentilmente segnalato da un’amica su Facebook, con la quale condivido molti modi di vedere…

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Marco Valerio Principato (1278 Posts)

Informatico sin dal 1980, ha quasi sempre svolto questa attività sia nella Pubblica Amministrazione che fuori. Ora libero professionista e laureato con lode in Scienze della Comunicazione, si dedica alla donna della sua vita, ai suoi hobby e ai suoi siti.


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