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Boicottiamo gli esercizi commerciali che non usano linee fisse

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Ci avete fatto caso? Da qualche tempo a questa parte si vedono sempre più esercizi commerciali, anche di un certo livello, che si pubblicizzano esibendo come recapito esclusivamente linee cellulari. Che c’è di strano? Di strano non c’è niente, c’è, invece, di “furbo”. Quegli esercizi non fanno che una cosa: scaricano sulla clientela, senza neppure fare distinzione alcuna tra quella potenziale e quella effettiva, il costo di un servizio “dovuto”.

Il cliente – di qualunque genere – potrebbe aver bisogno di contattare telefonicamente un esercizio commerciale per chiedere un’informazione. Se lo fa dalla propria linea fissa, paga il costo di una telefonata urbana o, al massimo, interurbana (con biasimo anche per tale differenza, ormai anacronistica, tanto è vero che la medesima differenza non esiste, a parità di distanze, tra cellulari).

Se il cliente deve invece chiamare una linea cellulare, tanto che chiami dal telefono fisso che mobile, il costo di quella chiamata sarà molto più elevato. Ma a pagare tale prezzo sarà il cliente, mentre l’esercente non spende assolutamente nulla se non i cinque-dieci euro l’anno di cui ha bisogno per tenere attiva una scheda ricaricabile.

Da un lato tale scelta può essere giustificabile nell’ottica del contenimento dei costi, ma il fatto è che di tali costi l’esercente così facendo si libera non sostituendoli con mezzi più economici, ma trasferendone l’onere sul cliente, anche quello potenziale.

Sempre che la situazione non sia grottesca e paradossale, come quella di un esercizio commerciale in cui ho personalmente riscontrato: 1) linea cellulare come unico contatto con la clientela, con tariffa a minuti inclusi, costo 15 euro/mese; 2) chiavetta Internet per l’accesso a Internet dal negozio, con i noti limiti che hanno tutti quegli abbonamenti, costo 20 euro al mese; 3) linea telefonica fissa tradizionale a solo uso fax, per i rapporti con i fornitori, costo medio 25 euro al mese. Totale: 55 euro al mese traffico fax escluso. Quando con una qualsiasi offerta di linea fissa più Internet di quelle oggi in voga si ottengono, per 25 euro al mese (a “botte” di uno o due anni, secondo contratti), una linea fissa adatta al fax, connessione a Internet di ben altra qualità e davvero senza limiti, nonché possibilità di aggiungere una o più linee telefoniche VoIP (che sono linee fisse a tutti gli effetti) senza spendere un centesimo in più per un totale, appunto, di 25 euro al mese che con un po’ di traffico possono arrivare a 35-40 euro massimo (ammesso di non usare soluzioni economiche come VoIPCheap, che limiterebbe la spesa a 30-35 euro/mese).

Ma come: le nuove frontiere del marketing si sgolano da anni per cercare di far capire che “il mercato è una conversazione” (prima tesi del Cluetrain Manifesto), paradigma che già da solo cambia tutto e mette “in crisi” il modello classico del marketing, costringendolo a reinventarsi e spingendo illustri autori a sostenerne la trasformazione in “societing”, e il commerciante si permette il lusso, anziché di favorire la conversazione con ogni mezzo, di frapporre un ostacolo?

Posso comprendere che i moventi sociali siano cambiati e il ricorso al cellulare “per default” è la concretizzazione del desiderio di portarsi appresso in qualunque momento la propria rete sociale, che è tipicamente una struttura a maglia dove ogni nodo vede l’altro in rapporto 1:1, dunque l’eventuale interposizione di un familiare che risponde al posto dell’interessato/a è giudicato socialmente un “intruso”.

Ma a tutto c’è un limite, tanto più che l’insulsa abitudine di tenere acceso il cellulare anche dentro casa ne ha vanificato il carattere di dispositivo “assolutamente personale”: quante volte capita, a chi usa il cellulare anche a casa con indifferenza, di lasciar rispondere a un familiare? Ebbene, sul piano del contatto sociale, a quel punto cosa cambia rispetto al telefono fisso? Nulla, questa è la verità.

L’unica giustificazione è che “è fico” (o figo, come volete). Se chi mi cerca sa che mi raggiungerà su un anonimo, sciocco, vecchio e normalissimo apparecchio telefonico, cerca una persona out, una persona non trendy, una persona non cool, che non cede al must have o al must do  imposto dalle reti sociali circostanti. Vuoi mettere, invece, cercare una persona che, quando la chiami, ti sta rispondendo da un fighissimo Samsung o da un fighissimo iPhone?

Pensate quello che volete. In ogni caso, per quanto mi riguarda, gli esercizi commerciali stabili che fanno uso di sole linee cellulari (esclusi venditori ambulanti e categorie simili che non potrebbero fare altrimenti) possono anche “chiudere bottega”: non sarò mai loro cliente. E se la gente aprisse gli occhi, dovrebbe fare altrettanto. Ma mi aspetto, per questa mia posizione, la totale indifferenza o, al massimo, delle canzonature e dei commenti derisori, ai quali neppure risponderei.

Riflettete. Deve essere il vostro cervello a dirvi se è il caso di agire così o meno. Alla peggiore delle ipotesi, avrete letto l’ennesimo post inutile. Non fa niente, di tempo e soldi se ne perdono tanti, non saranno cinque minuti “persi” in più a peggiorare la situazione.

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Marco Valerio Principato

Informatico sin dal 1980, ha quasi sempre svolto questa attività sia nella Pubblica Amministrazione che fuori. Ora libero professionista e laureato con lode in Scienze della Comunicazione, si dedica alla donna della sua vita, ai suoi hobby e ai suoi siti.

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