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Cookie Law, la farsa tutta europea

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22 febbraio 2016 - 14:03 | Commenti 2 | Link breve

La Cookie Law, così come è applicata, è diventata una farsa di prim’ordine. E oltre a essere inutile, è anche causa di un danno economico.


... DOVRAI leggerli oggi stesso, o sono botte, capito?
… DOVRAI leggerli oggi stesso, o sono botte, capito?

Io non so se i garanti privacy di tutta Europa si rendano conto della farsa, dell’atteggiamento istrionico assunto dai vari siti, Google compreso (vedi screenshot in testa), a causa della normativa che impone la lettura delle varie paginette con cui ogni realtà Web è costretta a confrontarsi e obbligata a propinare – anzi, a somministrare con l’imbuto – agli internauti.

Non serve a niente. Non è mai servita a niente, e ora, a distanza di quasi un anno, serve ancora a meno. L’unico scopo che ottiene è quello di rompere gli zebedei, in modo particolare a chi naviga da device mobili.

C’è chi è riuscito a – o ha potuto – fare implementazioni meno invasive: Google, nonostante tutto; Wordpress; alcuni siti che non hanno particolari esigenze di tracciamento; e pochi altri.

Ma per la maggior parte degli internauti è un’autentica scocciatura. Da smartphone, poi, la stragrande maggioranza trova una “X” o un tasto “chiudi” così piccoli da non provare neppure a usarli.

Ciò significa che la lettura delle famose “pagine” continua a non farla nessuno e il gesto che si fa è semplicemente quello di scrollare, nella speranza che il banner non sia statico e copra metà schermo senza lasciarsi scomparire.

In quest’ultimo caso, in particolare per quanto riguarda i signori giornali, c’è chi ha pensato bene di “rilevare” lo scrolling e prendere in parola la norma: se scrolli, allora accetti, quindi io sono libero di infilarti altri quindici cookie e dodici Javascript che ti tracceranno ogni battito di palpebre, perciò sono “costretto” a obbligare il tuo device mobile a ricaricare la pagina, completa di tutte le schifezze.

A dispetto di tutte le baggianate sulla velocità 4G, propinate indistintamente da tutti gli operatori mobili, ricaricare la pagina significa un’altra snervante attesa e, naturalmente, altro traffico che erode il “monte giga” di cui si dispone. Ma di questo nessuno si preoccupa: tanto il danno è a carico degli internauti.

Forse sarebbe ora di fare basta. Che quest’impiego dei cookie e di altri barbatrucchi di tracciamento, segmentazione e profilazione ci sia, ormai lo sanno tutti, così come sanno tutti che WhatsApp si appropria dell’intera rubrica telefonica di tutti gli smartphone in cui si trova (esclusi i miei, ma di pazzi come me ce ne sono pochi).

Stranamente, però, i garanti della privacy di WhatsApp e del suo rastrellamento di massa di dati non si sono occupati con altrettanta solerzia o, per meglio dire, non se ne sono occupati affatto. Chissà, forse perché loro stessi lo usano nei loro smartphone. Eppure si tratta di una sottrazione dati inimmaginabile e dal valore inestimabile, molto, ma molto maggiore di quello ricavabile da cookie e tracciamenti vari.

C’è forse da sospettare che Zuckerberg abbia fatto giungere agli alti piani delle stanze dei bottoni un po’ di sano lubrificante? A me il dubbio comincia a venirmi. E non è da oggi che invito alla riflessione.

Per quanto riguarda questo blog (e a breve, no, fatto anche per il New Blog Times, dal momento che AdSense non serve più a una beata fava e mi ha appena pagato, ben 80 euro in otto mesi, grazie, l’elemosina non mi serve e non sto lì a fare a chi ce l’ha più lungo… il contatore delle visite: chi vuole mi legge, chi non vuole… il mondo è grande, sciao), visto che il problema è quello, ho fatto una bella pensata. Niente banner sui cookie e altri barbatrucchi per un semplice motivo: niente cookie e niente barbatrucchi.

Mi rifiuto di pubblicare un avviso obbligatorio per i soli cookie tecnici, perché quelli non sono l’eccezione: sono la regola.

Se quella regola non la conoscete, gentili garanti, studiatevi la storia tecnica del Web e vi accorgerete che solo la prima pagina Web, quella pubblicata da Tim Berners-Lee nel 1991, non usava alcun cookie (e neanche sono troppo sicuro).

Sarebbe come obbligare per legge ogni condominio ad affiggere un avviso sulla porta di ogni ascensore perché “è elettrico, dunque, in caso di assenza di energia elettrica, potrebbe fermarsi”.

Svegliaaaaaaa!

Marco Valerio Principato

(Post in formato PDF)

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Marco Valerio Principato (1279 Posts)

Informatico sin dal 1980, ha quasi sempre svolto questa attività sia nella Pubblica Amministrazione che fuori. Ora libero professionista e laureato con lode in Scienze della Comunicazione, si dedica alla donna della sua vita, ai suoi hobby e ai suoi siti.


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COMMENTI (locali)

2 commenti (locali) »

  • Marco Valerio Principato ha scritto:

    Lo ricordo perfettamente… e ha fatto bene. Se c’è una cosa che non mi piace, è “appecoronarsi” e seguire “la massa”.
    Saluti
    MVP

  • Antonio ha scritto:

    Mi fa piacere che abbia preso questa decisione. Io l’ho preceduta, non avendo mai implementato sul mio sito il banner di avviso dei cookie. 🙂

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