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Credetemi, sono un bugiardo!
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31 luglio 2015 - 09:45 | Commenti 3 | Link breve

Si conclude qui la… serie, dal titolo provocatorio, in cui mi diverto a confutare alcune contestazioni a mio avviso opinabili di lettori a una mia opinione su Windows 10.


Caro Windows 10, NON mi mancherai.
Caro Windows 10, NON mi mancherai.

La volta scorsa ho dedicato un po’ di tempo all'(ex, presumibilmente) lettore “Sergio”, che con una non indifferente dose di presuntuoso accanimento si è intestardito a voler dimostrare che Windows 10 non avrebbe introdotto un modello simile a quello di Google o di Apple e altre puntualizzazioni senza alcuna fondatezza, quando tutto è contro le sue affermazioni, compresa Microsoft stessa. Poco male, è un problema suo, anche perché – più che altro – il suo sottile piacere era quello di intessere un contenzioso con me circa l’uso della logica e la preparazione accademica: se gli fa piacere, gli dico di aver torto, buon per lui. Passi lunghi e ben distesi e arrivederci, la “rete-mondo” è grande.

Manca solo da confutare un ultimo commento di “Francesco”, secondo cui la cessione di Windows 10 sarebbe realmente “gratuita in tutto”, nessuno (o pochi) pagherebbe per avere Windows 10 (questo è vero, secondo me), lo scopo di Microsoft è l’unificazione mobile/fisso, il profitto non viene più dal software ma dai servizi, “Android è gratis, che ci guadagna Google a mantenere Android? I servizi, appunto”, l’account Microsoft e i suoi “vantaggi”, il Walled Garden, il sideload, eccetera.

Direi che quel lettore abbia buone probabilità di essere un dipendente Microsoft, oppure un MVP (Microsoft Valuable Professional) o un consulente molto “di parte”, altrimenti non si spiega come mai consiglia “… sempre di metterlo [l’account Microsoft online, ndB] agli amici e clienti così da avere le stesse impostazioni anche se si cambiasse computer o reinstallasse Windows, oltre ovviamente a servizi di sincronizzazione del calendario, contatti, posta ecc.”. Se avesse scritto “consiglio sempre agli utonti che non richiedono protezione della privacy di metterlo sempre” ci sarebbe anche stato.

In ogni caso, per i temi più importanti relativi alla sicurezza e alla privacy, rimando all’articolo di ieri sul New Blog Times, più che esauriente, dal quale si comprende perfettamente come a) il “gratis” sia solo monetario, ma Microsoft viene pagata sotto forma di dati personali, b) l’unica vera unificazione mobile/fisso che Microsoft sta compiendo è quella di trasformare un sistema operativo in un ecosistema dai meccanismi analoghi a quelli già creati da Google e da Apple, c) sull’account Microsoft mi sono già espresso e non mi ripeto, d) Google non ci guadagna affatto con i “servizi”, bensì con i dati che ricava dai servizi, la stessa cosa che sta iniziando a fare Microsoft.

Vorrei solo sottolineare l’uso del termine sideload. Ma, dico, scherziamo? In un sistema operativo che, da sempre, ha permesso l’installazione libera di programmi applicativi, ora per farmene installare uno che non provenga dallo store mi costringe al sideload, un’operazione “nata” per superare le “difese” di Apple e di Google grazie alle quali non si può caricare sugli smartphone alcuna App che non provenga da iTunes o da Google Play? Ma siamo impazziti? Questa è follia pura.

Posso capire dover fare sideloading su un BlackBerry 10 quando ancora non era stato introdotto l’Amazon Store. Ma che io debba farlo sul mio computer per installarci LibreOffice mi sembra assoluta follia. In ogni caso e comunque la pensiate, è un modello che personalmente non mi aggrada e al quale non intendo aderire.

Per il momento, dunque, resto ancorato come un polipo a Windows 7 (che non è mai stato, non è e continuerà a non essere il mio unico sistema operativo: ce l’ho solo perché alcune cose posso farle solo con quello). Quando, tra qualche anno, verrà posto in end of life, molto probabilmente l’unico luogo in cui, a casa mia, potrà girare Windows 10 (o quel che uscirà) sarà Virtualbox, fatto girare da altri sistemi operativi che non abbiano di queste fisime (e chi mi segue sa che su questo non scherzo).

E con questo l’argomento è chiuso. Ognuno faccia quel che vuole, se ne accorgerà. Per quanto mi riguarda, non intendo più farmi trascinare in simili spirali di negatività, che non portano da nessuna parte, non producono conoscenza, non fanno bene a nessuno e non migliorano una situazione di ipercontrollo, ipersorveglianza e invasione della privacy che la generale idiozia dominante, francamente, merita.

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Marco Valerio Principato (1279 Posts)

Informatico sin dal 1980, ha quasi sempre svolto questa attività sia nella Pubblica Amministrazione che fuori. Ora libero professionista e laureato con lode in Scienze della Comunicazione, si dedica alla donna della sua vita, ai suoi hobby e ai suoi siti.


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COMMENTI (locali)

3 commenti (locali) »

  • gintama ha scritto:

    Cari Marco e Alessio,
    concordo in toto con quanto sostenete, mi spiace per i “detrattori a tutti i costi”, quelli che denigrano a prescindere le soluzioni che adottano una certa tipologia di Licenza, quasi come il copyleft, licenze GNU, licenze Apache per i server servissero agli altri per invocare Satana, quando loro stessi ne fanno incetta nei propri apparati proprio perché non devono sborsare un quattrino. Eh già, perché Apple con unix (volutamente minuscolo) ha iniziato, Google con Linux (kernel) lo ha capito, Microsoft con 10 c’è arrivata si in ritardo, ma in grande stile direi!!!

    Le alternative esisitono, eccome!!! Svegliamoci ragazzi, le realtà del mondo open source/GNU sono affermate e avanzate, ci permettono di fare tutto ciò che vogliamo con un pc nella più totale semplicità. Smettiamola di pensare che un pc alternativo a Windows sia solo Mac, Linux è in grado non solo di sopperire a quasi la totalità del parco software a cui siamo abituati, ma è in grado di plasmarsi al bisogno di ogni utenza come nessuno oggi sa fare. Se poi vogliamo addentrarci nel discorso privacy, bè, il pinguino vince sul nascere.

    Un saluto
    gintama

  • Marco Valerio Principato ha scritto:

    Alessio, mi fa piacere che sia giunto alle mie medesime conclusioni. Ci sarebbe da aggiungere che, per avere un’App di lettura e decodifica DVD, Microsoft ora vuole 14,99 dollari. L’alternativa, come suggerisce Ghacks.net, può essere l’impiego di un software libero come VLC, ma ciò costringerebbe – secondo il commento del lettore “Francesco” – al sideload, non essendo una “App ufficiale”.

    E poi qualcuno dice che quello non è il “modello Google/Android”, ovvero (anche se in proporzioni minori) quello “Apple/iOS”… ci vuole un bel coraggio a far certe affermazioni.

    Ammiro la Sua determinazione e intraprendenza nel testare Windows 10 su macchina reale. Io, francamente, sin dalle prime letture, non me la sono sentita: far scorrazzare un “sistema operativo” del genere sui miei computer e sulla mia rete Intranet l’ho ritenuto subito un rischio da non correre. Per questo ho utilizzato VirtualBox, impostandone la connessione di rete come NAT (che previene la raggiungibilità di risorse sulla stessa netmask, per capirci) e creando su Windows 10 utenze incompatibili con quelle presenti nella Intranet.

    Vedrà che, presto, quando i dinieghi proverranno dal segmento enterprise, Microsoft sarà costretta – se vorrà sperare in una minima adozione – a rivedere molti dei suoi comportamenti sul tema. Il punto è che, personalmente, a quel punto non mi fiderei più: “il lupo perde il pelo, ma non il vizio”, dice il proverbio. E se fossi CTO di un’organizzazione che avesse un patrimonio da difendere in termini di dati, me ne guarderei bene dal ricorrere a un sistema del genere.

    Per chiudere… se a quel gioco non ci sta Lei a quarant’anni, si figuri se posso starci io a cinquantacinque, con trent’anni di attività lavorativa nel campo sulle spalle. Il triste è che tutti i ventenni-trentenni, ancora non abbastanza maturi per avvedersene, invece lo faranno, così come impiegano WhatsApp sul proprio unico smartphone, senza curarsi della disseminazione di dati (di altri, che è la cosa più grave) che operano.

    Un saluto cordiale e a presto.
    MVP

  • Alessio ha scritto:

    Ebbene si..il mio animo “nerd” mi ha portato a testare l’aggiornamento a Windows10 su macchina reale (niente virtualizzazioni).

    L’ho usato e sfruttato per una settimana e non posso che confermare quanto il sig. Principato ha riportato in quest’ultima serie di articoli.

    Windows10 in caso si aggiornamento da windows 7-8 è si gratuito…ma è concepito come una gigantesca macchina di profilazione e predisposta per bombardare di pubblicità l’utente. La tanto famigerata convergenza tra desktop e mobile non è stata diciamo 50 e 50…ma il mobile, con la sua macchina pubblicitaria è stato portato suoi nostri desktop.

    Addirittura l’abbonamento per giocare al solitario! Oppure ti becchi la tua dose di pubblicità che ogni tanto fà capolino.

    No, io a quarant’anni non ci sto a questo gioco. Ho ripristinato windows 7 che funziona bene e nel frattempo cercherò di imparare ad utilizzare al meglio qualche versione di linux, tanto ho tempo 5 anni per farlo.

    Se non ci saranno stravolgimenti chiaramente, Microsoft negli ultimi tempi ci ha abituato a ben più di un clamoroso dietrofront.

    Saluti

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