Idee e pensieri

Facebook «off». O quasi. Ed altro

La faccio breve. Se mi scrivete su Facebook Messenger, vi rispondo, anche se non siamo “amici”. Ma non mi taggate, non scrivete post sulla mia bacheca (o diario, come la chiamano ora), perché ho tutte le notifiche disattivate e qualsiasi attività sarebbe elegantemente ignorata. Ammesso che Facebook, finora, vi abbia di quando in quando ricordato che esisto.

Non cancello l’account, no. Per i gruppi: quelli ancora li uso, non sono (ancora) affetti dalla prioritizzazione algoritmica, di cui ho già parlato. Ci sono gruppi che mi interessano o mi servono e per quelli serve essere utenti di Facebook.

Per il resto – così come è oggi, perché prima non era così – semplicemente Facebook non mi interessa, non mi serve assolutamente a nulla.

Per un certo periodo di tempo mi sposterò su Twitter: vediamo come butta e come si comporta. In caso negativo ci metto poco a fargli fare la stessa fine di Facebook. Poi eventualmente toccherà a LinkedIn, ma tutto questo in tempi abbastanza brevi: non mi va più di alimentare questa grossa bolla.

Come già anticipato, il mio blog radioamatoriale (ik0mhg.wordpress.com, che presto tornerò ad impiegare più attivamente) passerà su Altervista perché Wordpress.com in sé mi ha stancato. Sempreché anche Altervista non esageri: la diffida vale anche per loro.

Quanto ai due siti principali, questo e il New Blog Times, per ora non tocco nulla ma semplificherò: manterrò tutti i post online sia sull’uno che sull’altro, ma mi piace molto poco il fatto che i temi mobili da me scelti (WP-Touch Pro) abbiano deciso per la formula SaaS.

Poterli usare comporta un obolo annuo che, se da un lato è giusto corrispondere (c’è dietro attività di sviluppo e supporto), dall’altro a me non va di spendere. Dunque, molto probabilmente cambierò temi e adotterò temi Open Source gratuiti e responsive. Non sarà il massimo dell’estetica, ma basta regalare soldi.

Per quel che vale il pubblico oggi, che con le dovute eccezioni è di una mediocrità, una superficialità e un’ignoranza senza pari, non vale la pena investire denaro: io non sono (e non voglio essere) un’entità dedita allo “sfruttamento delle masse”.

Sciao, Mark Zuckerberg, sciao. Anzi, ciaONE proprio.

Marco Valerio Principato

(Versione PDF)

Commenti Facebook
Tag

Marco Valerio Principato

Informatico sin dal 1980, ha quasi sempre svolto questa attività sia nella Pubblica Amministrazione che fuori. Ora libero professionista e laureato con lode in Scienze della Comunicazione, si dedica alla donna della sua vita, ai suoi hobby e ai suoi siti.

Contenuti correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*