Stampa post Stampa post
Home » Idee e pensieri
Cambia categoria:

Categorie


Fine 2016, fuga da Facebook. Almeno per me

  • Condividi su WhatsApp
  • Consiglia su Facebook
  • Condividi su Facebook
  • Condividi su Twitter
  • Condividi su LinkedIn
  • Condividi su Pinterest
  • Condividi su Google+
8 dicembre 2016 - 17:47 | Commenti 0 | Link breve

Quel social network non ha più niente di interessante: è pura mercificazione della socialità, deteriorato da una cospicua affluenza di masse di scarsa o nessuna qualità intellettuale. Cui prodest?


Le nostre strade si dividono. Gruppi, possibilmente chiusi, partecipazione limitatissima e bacheca vuota.
Le nostre strade si dividono. Gruppi, possibilmente chiusi, partecipazione limitatissima e bacheca vuota.

Il 4 dicembre 2016 abbiamo espresso il nostro voto sulla riforma costituzionale. Se potessi, esprimerei anche un voto su una riforma digitale social, perché alcuni giorni fa, dopo ben otto anni, ho deciso di azzerare completamente il mio account Facebook (e qualche altro, di cui scriverò più avanti). Cosa significa?

Significa che, con l’ausilio di alcuni strumenti informatici[1], pochi giorni fa ho proceduto a rimuovere dalla mia utenza Facebook tutti i post, “mi piace”, commenti, foto, video e quant’altro che, negli anni, si sono accumulati. Si tratta, nel complesso, di centinaia di migliaia di operazioni, al cui proposito va ricordato che:

  1. per un’utenza così “anziana” sarebbe letteralmente impossibile svolgere a mano una simile “aratura”;
  2. è scientemente reso assai arduo, pressoché impossibile per la maggior parte delle persone (se non, appunto, mediante un procedimento automatizzato che, guarda caso, Facebook non mette a disposizione), eseguire una pulizia così radicale della propria utenza, perché vengono meno, per Mark Zuckerberg[2], gli strumenti attraverso i quali realizza profitti: se l’utenza è priva di contenuti, non interagisce, non commenta e non riceve commenti, non concede alcun “mi piace” e non ne riceve, non condivide, non segue alcuno e via discorrendo, pur restando un’utenza in grado di leggere sul portale, vede ridotta moltissimo la propria capacità di fornire indicazioni su gusti, posizioni ideologiche, preferenze, interessi, relazioni e via discorrendo.

Qualcuno dirà: «ma non facevi prima a cancellare l’utenza?». Si, tecnicamente avrei fatto prima. Ma c’era una cosa che volevo “salvare” (oltre a tutto ciò che ho cancellato, già salvato prima di procedere con… l’aratro, grazie all’apposita funzionalità del portale di Facebook): le connessioni con le persone.

L’utenza, infatti, mi è utile per non dare alle fiamme anche i rapporti che, nel tempo, si sono creati con alcune persone – certamente ben poche, ma ci sono – che restano degne di considerazione e, in seconda battuta, per poter continuare a leggere, di quando in quando, senza limitazioni e mantenere così la percezione del polso di una società che non si sta accorgendo, in massima parte, di cosa è diventato Facebook.

Nel 2014 scrissi su una versione precedente di questo sito un articolo intitolato Facebook e Web: convergenze parallele?[3] nel quale, parafrasando il celebre ossimoro di Aldo Moro, riflettevo sul fatto che, pur essendo Facebook un sito Web a tutti gli effetti ed essendo, dunque, parte del Web, di fatto stava realizzando un altro Web, un’altra realtà parallela al Web, capace di essere “vissuta” dai propri utenti in totale autonomia, anche senza mai “uscire” sul “vero Web”. Direi che ormai tale stato di cose sia conclamato… (continua su Nelfuturo.com).


[1] Nello specifico, moduli di estensione di funzionalità per i browser normalmente usati su Personal Computer come Firefox, Chrome, Opera e simili. Un modo di interagire con la Rete e le sue realtà che, attualmente, non è praticabile attraverso uno smartphone o, per meglio dire, mediante un sistema operativo mobile, come Android di Google o iOS di Apple.

[2] Lo sanno tutti ma lo ricordo: Mark Zuckerberg è il “patron” di Facebook (ma anche di Instagram e di WhatsApp).

[3] Non più online su questo sito ma, laddove lo si volesse leggere, è accessibile sul mio blog personale a questo indirizzo: http://nibble.it/wp-content/uploads/2014/09/Facebook-e-Web-convergenze-parallele.pdf.

Marco Valerio Principato (1277 Posts)

Informatico sin dal 1980, ha quasi sempre svolto questa attività sia nella Pubblica Amministrazione che fuori. Ora libero professionista e laureato con lode in Scienze della Comunicazione, si dedica alla donna della sua vita, ai suoi hobby e ai suoi siti.


Su argomenti simili:

La notizia è questa: l'upload delle foto su Facebook da browser mobile, almeno sulla mia utenza, è...
È vero: da quando ho esternato su Nel Futuro la mia idea di stare alla larga da Facebook, cosa avvenuta...
Da quando c'è Facebook (ma anche MySpace, stessa sinfonia) non si fa che parlare di "amici": quella...
Me lo ha chiesto più di qualcuno. Si, ce l'ho ancora, per una serie di ragioni. No, non c'entra l'età....
La faccio breve. Se mi scrivete su Facebook Messenger, vi rispondo, anche se non siamo “amici”. Ma...


In questo post ho parlato di: , ,


  • Condividi su WhatsApp
  • Consiglia su Facebook
  • Condividi su Facebook
  • Condividi su Twitter
  • Condividi su LinkedIn
  • Condividi su Pinterest
  • Condividi su Google+
COMMENTI (Facebook)
COMMENTI (locali)

Lascia un commento (locale)

Aggiungi di seguito il commento, oppure trackback dal tuo sito. Puoi anche abbonarti a questi commenti via RSS.

Sii gentile. Massimo 1 link o sarà moderato. Pulizia nel testo e rimanere in tema. Niente spam, per favore.

Puoi usare questi tag:
<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

*