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Google AdSense e i click non validi

12 agosto 2007 Letture: 168 12 commenti Short Link

Nei giorni scorsi per la seconda volta abbiamo avuto la sorpresa della sospensione dell’account Google AdSense. Di questo bel servizio si può ringraziare certamente qualche buontempone, che forse si è divertito a cliccare come un pazzo sugli annunci. Oppure qualche PC infestato da chissà quale malware, che nel disperato tentativo di acchiappare indirizzi e-mail ha fatto lo stesso.


A prescindere dal danno economico, che certamente esiste ma rappresenta solo una minima parte del danno complessivo, la cosa peggiore è che Google (giustamente), essendo la seconda volta, non ha più elementi per “poterci perdonare”. Se ci è successo una seconda volta, pensano, perché non dovrebbe accadere la terza? Gli inserzionisti vanno tutelati, senz’altro: anche a me non farebbe piacere sapere che i miei annunci, per cui pago a click, siano cliccati fraudolentemente costringendomi a pagare per nulla.


Sarà quindi molto difficile (direi impossibile) che Google possa riattivare l’account: grazie, grazie molte per questa bella azione, davvero degna di una Internet che comincio a non riconoscere più per quello che era. A perenne ricordo di questa bella azione rimarrà lo storico www-old.mvpnetwork.it che, essendo la vecchia versione, rimane immutato, naturalmente senza pubblicità di Google, ora.


Se qualcuno, forse invidioso, forse desideroso di schiacciare un sito come MVPNetwork che sta assumendo sempre maggiore popolarità ogni giorno che passa, ha pensato con questo di dargli una severa lezione, be’, si ricreda: il sito rimarrà al suo posto. Ormai è stato spostato in Hosting esterno, per cui a difenderne le interiora adesso ci sono strutture molto più possenti di quelle che, pur potenti, ci sono state finora.


Se MVPNetwork ha dato fastidio a qualcuno, be’, quel qualcuno si prepari, perché di fastidio gliene darà altro, e sarà sempre di più. La rete è “libera dentro”, da questo punto di vista. Non c’è alcun modo di schiacciare definitivamente qualcuno.
Come dicevo, non tutti i mali vengono per nuocere. L’assenza di Google AdSense mi ha costretto ad analizzare anche altre proposte e soprattutto, a riflettere sulla congruenza che un prodotto come AdSense può avere con un sito come MVPNetwork.


Ben analizzato, Google AdSense può essere considerato un vero e proprio prodotto “Plug and Play”. Ci si registra, si sceglie il formato degli annunci, si personalizzano colori e forme, si inserisce un minimo di etichette per capire se un determinato formato di annuncio ha dato risultati più di un altro e si inserisce il codice HTML (generato automaticamente da Google) dentro alle proprie pagine.


A tutto il resto pensa Google: a “leggere e capire” il contenuto della pagina in cui si trova, scegliere l’annuncio più pertinente tra quelli più consoni ad essere presentati su quella determinata pagina e inserirlo in tempo reale nella pagina. Semplice, no? Forse troppo semplice. Mi sono chiesto, infatti, se l’eccessiva semplicità, la totale impossibilità di scegliere le forme di remunerazione (Costo per click, costo per 1000 impressioni, costo per azione, costo per vendita… ce ne sono molte), la totale impossibilità di condizionare, sia pure minimamente, l’argomento degli annunci sia esattamente quel che ci vuole per un sito i cui contenuti sono abbastanza specifici.


Negli ultimi tempi, infatti, rilevavo la presenza di una categoria predominante di annunci: erano quelli che pubblicizzavano in modo ripetitivo e anche monotono, sempre gli stessi prodotti. Ovvero “ADSL senza canone”, “Canone Telecom”, “Migliori offerte Voip”, e così via, con una cantilena che aveva quasi iniziato a stancarmi. Solo in determinate pagine, magari contententi argomenti a proposito dei quali Google evidentemente disponeva di annunci più idonei, si trovava qualche annuncio meglio inquadrato nell’argomento della pagina.

L’argomento predominante lo aveva scelto Google: cosa peraltro non vera e, quel che è peggio, assolutamente non influenzabile né modificabile se non con “sporchi” interventi di presenza di parole chiave artatamente disposte nel testo per imbrogliare i motori di contestualizzazione.
A questo punto, devo dire, sono quasi contento di questo evento. Primo, perché mi ha costretto ad affrontare in modo più metodico l’argomento dell’online advertising, cosa che di certo, nella mia vita di informatico, non aveva mai trovato spazio se non adesso. Farlo mi ha permesso intanto di arricchirmi di una esperienza che, forse, diversamente non avrei avuto tempo e modo di fare. Mi ha costretto ad analizzare l’efficiacia di AdSense anche su altri siti; a capire il target di utilizzatori che sceglie AdSense, a leggere le opinioni di altri su analoghi o simili servizi erogati da altri.


La personale opinione che, al momento, mi sono fatto è questa: AdSense è un prodotto Plug and Play, destinato a ragazzetti che aprono un sitarello o un blog e, con un po’ di fortuna, sono anche abbastanza richiesti. Questo permette loro di arricchire la propria “paghetta”, a volte anche in modo abbastanza consistente, senza dover fare alcuno sforzo analitico. Oppure, è destinato ai grossi siti che i soldi già li hanno in abbondanza e tutto fa brodo per alzare il fatturato: siti che hanno 1000 visitatori al minuto per cui per forza bruta, pertinente o no, AdSense porta altri dobloni.


Mi sono anche chiesto, contemporaneamente, perché i grandi portali e le grosse “istituzioni” su Internet difficilmente impiegano AdSense. Casomai impiegano AdWords, per farsi conoscere sempre di più o per tenere alto il numero delle visite, ma si guardano bene dall’usare AdSense. Un motivo ci deve essere. E la risposta non può essere la banale “guarda il loro codice HTML e scoprirai che i loro Advertising Server sono interni: fanno direttamente loro i contratti di pubblicità”.


No, la risposta non può essere questa. Primo, perché guardare il loro codice HTML, come è ovvio, è la prima cosa che ho fatto. Secondo, perché nell’epoca in cui anche l’idraulico cambia le guarnizioni usando l’outsourcing, ho delle difficoltà a credere che le grandi strutture decidano di mettere su in proprio una colossale struttura informatica solo per questo.


Secondo me ci sono altre ragioni, ben più imponenti. Lo sto studiando ed è molto interessante. Grazie a Google AdSense che molto probabilmente ci ha “segato”: altrimenti, forse questo argomento non lo avrei mai affrontato.


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12 commenti »

  • Marco Valerio Principato ha scritto:

    Cara Lorella,
    agenzie che faranno questo per lei ne trova quante ne vuole, basta farsi un giro in rete. Non le faccio nomi per ovvi motivi. Io l’ho potuta utilizzare per via di conoscenze personali, ma non e’ davvero difficile trovarne.
    Che i rendimenti di Google si siano abbassati molto non c’e’ dubbio e, purtroppo, non esiste alcun modo per verificare in proprio i click non validi. Google tiene segreto il proprio metodo: e’ un orientamento comprensibile per certi versi, estremamente criticabile per altri, perche’ non consente di tutelarsi in via preventiva in nessun modo. D’altro canto Google agisce da “grande”, adottando una politica che vada bene nel 90% dei casi; il restante 10%, anche se fa “rumore” con denunce, petizioni, eccetera, non crea alcun problema al gigante di Mountain View, che continuera’ a privilegiare quel 90% a cui tutto va bene ignorando del tutto il resto. Non resta che farsi “furbi”: limitare il numero di esposizioni e, soprattutto, verificare che il CPM non superi il 2%, 3% massimo. E’ ovvio che se su 1000 impressioni ci sono stati 900 click, Google mangia la foglia, ma come poter escludere che la cosa possa verificarsi, anche saltuariamente, in un quadro di perfetta legittimità?
    Non resta che essere “candidi come colombe, ma accorti come serpenti”, come disse Nostro Signore. E a volte neanche basta.
    Saluti

  • Lorella ha scritto:

    opss ho scritto errato i miei rendimenti si sono ridotti AD un terzo e anche meno..scusate la precisazione ma è fondamentale

  • Lorella ha scritto:

    Ciao ho letto tutta la pagina e devo darti ragione su ogni punto.
    Io ho adsense da ormai oltre un anno, non mi hanno cacciato, per ora, ma mi succede una cosa strana e dopo oltre 10 mail alla loro assistenza non ho avuto che risposte prefatte e del tutto inutili.
    Spero Tu che sicuramente ne sai più di profani come me leggerai questa mia e potrai darmi una risposta.
    Improvvisamente di colpo restando invariati ingressi sito, clik e tutti i parametri, i rendimenti si sono ridotti di un terzo.
    Ora io non so come e dove vedere clik invalidi o se hanno abassato il valore a clik insomma è un mistero assoluto.
    Alla fine verrò bannata e non saprò mai perchè, dove li vedo io i clik non validi e quanti sono e se ci sono?.
    Chiudo, visto che Tu scrivi di esserti rivolto ad un’agenzia se è possibile sapere quale lo farei volentieri anche io credo sia la strategia più giusta, la mia mail la vedi se non puoi scriverlo pubblicamente
    Cordiali saluti e complimenti per il blog molto utile.
    Lory

  • markvp ha scritto:

    Semplice… dopo ormai molti mesi (il post e’ di agosto 2007) sono arrivato alla conclusione: tutto l’ambaradam della pubblicità va fatto gestire da terze persone, meglio ancora se e’ un’agenzia, che decide se e quando mettere AdSense o altri. Meglio ancora se all’estero, come nel mio caso. E con loro, di solito, Google e’ meno schizzinoso, primo perche’ si fida di piu’, secondo perche’ sa che le agenzie sanno come regolarsi. E Google ha mille modi per accorgersi che la cosa e’ gestita da persone specializzate, anche se non gli si comunica. Staremo a vedere.
    Saluti

  • Marco ha scritto:

    Quello che mi chiedo, dopo aver letto tutta la questione è: come mai dunque su questa pagina continuano a comparire gli annunci adsense?

    saluti.

  • Pilbeam M. ha scritto:

    Internet sta diventando sempre più un “territorio” pericoloso, ormai sorprese del genere sono all’ordine del giorno.

  • markvp ha scritto:

    Sono spiacente di non concordare con Lei. Sara’ il mercato stesso a dare a Google le indicazioni, a viva forza. Personalmente non mi sento disposto a farlo, per esperienza: tra giganti non ci si tocca, mentre i piccoli, di solito, soccombono. Proprio per questo ho preferito scriverlo nel blog: sta li’, nessuno lo tocca e, come lo ha trovato Lei, lo troveranno anche altri e si faranno la loro idea. Che, moltiplicata, produrra’ gia’ da sola quanto basta per impedire un introito corrispondente al risarcimento che, in caso di ingiusti provvedimenti, un gigante dovrebbe corrispondere.
    Resto a Sua disposizione per ogni chiarimento ma, ribadisco, non intendo avviare alcuna azione legale ne’ materiale oltre al lasciar traccia in rete di quanto accaduto.
    Cordiali saluti e a presto.

  • Peter Lewis Geti ha scritto:

    Caro Marco,

    leggo in ritardo il Suo commento.
    Purtroppo, concordo in pieno… Google è difficilmente arrivabile.
    Eppure, proprio questo è un punto di forza, visto che il discorso del piccolo consumatore schiacciato dal colosso multinazionale avrebbe parecchio presa in giro a livello mediatico.

    A questo aggiungo, lamentarsi è un atto dovuto.
    Perchè altrimenti nessuno deciderà mai a muoversi.

    Inoltre, è chiaro che la “opposizione” che Google ADSense permette non ha alcun valore, così come la decisione di estromissione dal programma, attesa la totale discrezionalità e lìimpossibilità di accedere ai LOG…
    che li tirino fuori e ci facciano vedere COME vedono la frode.
    Ah, dimenticavo la risposta: se lo facciamo, rischiamo di rivelare il funzionamento del Ns. algoritmo…

    Infine, perchè disattivano gli account di noi piccoli? mentre le utenze di certi Grandi restano immutate nonostante la palese violazione del contratto?
    Es. DADA.net, in seguito la registrazione di un nome a dominio invece di pubblicare la scritta “Under Construction” crea una pagina piena di spazzatura pubblicitaria di google!
    Es. l’altro giorno ero su internet su un sito di giochi online in flash. A parte la pagina PIENA di link e banner pubblicitari, per avanzare e giocare dovevo prima clickare sui banner!!!

    Da qui, la propostaccia da hacker:
    boicottiamo gli account di questi Grandi, di modo che LORO (che hanno interessi economici senza dubbio più elevati dei miei 100 dollari racimolati in 3 mesi) si lamentino con Google!

  • markvp ha scritto:

    Caro Peter,
    dubito che, per quanto si possa aver ragione, difficilmente si abbiano chances di cambiare le epiche proporzioni tra Davide e Golia. Purtroppo, cio’ che conta per certi giganti e’ la media: se quella e’ soddisfatta, l’eccezione la si schiaccia.
    Non resta che… cambiare fatto epico e passare al famoso Ulisse, che dicendo di chiamarsi Nessuno acceco’ Golia.
    Tra l’altro, avra’ rilevato che quando scrive a Google in realta’ le risponde un sistema CRM, non un essere umano. Questo rende la vita ancora piu’ difficile e costringe alla carta. Ma con quali tempi?… Ci ragioni sopra, e mi legga anche tra le righe.
    Cordiali saluti
    Marco

  • Peter Lewis Geti ha scritto:

    E’ successo anche a me al raggiungimento dei 107$

    Sono praticante avvocato, coordinatore di un sito giuridico. Mi hanno bloccato l’account perchè i click erano illeciti.
    Ho presentanto “opposizione”, ma hanno dichiarato il mio sito un pericolo per i loro clienti!

    Voglio organizzare un’azione di massa! Purtroppo le cifre singole sono poche, ma insieme con pochi euro ciascuno possiamo provare a citare per danni google.
    Mi studio meglio la questione (tribunale competente, contratto, sistema di rilevazione degli illeciti).

    Per contatti: peter.geti@gmail.com

    Cari saluti
    Peter

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