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Lubuntu 14.04 LTS. E la vita scorre serena

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2 febbraio 2015 - 16:37 | Commenti 0 | Link breve

Qualche spiegazione sui motivi che mi hanno spinto a scegliere Lubuntu 14.04 LTS e alla compilazione di una lista di «integrazioni» per l’uso quotidiano.


Meditate pure...

Meditate pure…

È trascorso qualche tempo dal mio post “divulgativo” intitolato Lubuntu 14.04 LTS, compendio di variazioni per l’uso. L’ho aggiornato più volte – otto, finora – e non è detto non aggiunga ancora qualcosa.

Direi che ormai possa considerarsi un buon punto fermo per chi volesse seguire la stessa strada, tant’è che ho deciso di lasciarlo in “evidenza”, ossia nel box in alto a destra sulla Home Page del blog.

Perché, dunque, scegliere Lubuntu 14.04 LTS come sistema operativo “di lavoro”? Le ragioni ci sono e risiedono sostanzialmente in una ben precisa filosofia di approccio.

Molti esperti e appassionati mi hanno in certo qual modo contestato una delle motivazioni che mi hanno spinto a questa scelta: l’adozione, da parte di quella distribuzione, dell’interfaccia grafica basata su LXDE anziché su Gnome, che le permette di essere – nonostante il Kernel recente – molto “leggera” e di girare agevolmente anche su computer non più nuovissimi, come il mio Mac Mini di fine 2009 (Intel Core 2 Duo 2,6 e 4 GB di RAM) e persino il mio netbook, di certo lontano dall’essere veloce.

La contestazione consiste nel notare che LXDE può essere anche installato su una più “pulita” e non “compromessa” Debian, conferendo anche ad essa la medesima “leggerezza”.

Verissimo. Questa, infatti, è stata la scelta che ho fatto all’atto della sostituzione del sistema operativo su cui poggia il mio blog radioamatoriale IK0MHG (ora spostato su Wordpress.com, ndB). Quel computer, ben più datato del Mac Mini, è basato su un AMD Athlon 64/3500 e 2 GB di RAM, su piastra base Asus A8V. Naturalmente l’interfaccia grafica è disabilitata, operando da server, ma qualora occorresse è presente ed è anche lì impostato per default l’ambiente grafico LXDE, non certo Gnome. La scelta è quindi caduta su Debian + (eventuale) LXDE in sostituzione di una molto più spinosa Centos 6.

Non altrettanto si può dire su una workstation di lavoro.

Se non si desidera possedere una stazione di lavoro “ingessata”, dove senza notevoli manomissioni non funziona Flash, non c’è Java, non si possono ascoltare file MP3/MP4 e simili, non si leggono DVD, non si decodificano file DVX e vari altri limiti, tutto solo in nome dell’immolarsi sull’altare del “software libero puro”, allora Debian non è una scelta valida.

È questo il motivo per cui a suo tempo è nata Ubuntu (che, ricordo, è una distribuzione Debian-based, ossia basata su Debian): fornire tutta la solidità e la stabilità di Debian lasciando, però, la possibilità di fare un uso “umano” e ragionevole del computer, il che significava e significa tutt’oggi dotare la distribuzione di tutto quanto è necessario, compresi alcuni software pur legali ma “non liberi”.

L’idea era – ed è – ottima, se si prescinde dalla scelta dell’interfaccia Unity, che come noto ho sempre guardato con estremo distacco. Canonical ha iniziato ad adottarla dalla versione 11.10 in poi. E da allora ho abbandonato Ubuntu, che invece prima impiegavo con estrema soddisfazione.

Lubuntu, e specialmente la versione 14.04, che è una LTS (sigla di Long Term Support, supporto a lungo termine), colma le due lacune: permette di ottenere una distribuzione Debian-based, esattamente come Ubuntu e con tutti i vantaggi di poter disporre di tutto ciò che ne rende possibile un uso “completo” di tutto, senza gli svantaggi e il “peso” di Unity e Gnome.

Come ho già scritto, la “base” Ubuntu e l’interfaccia grafica LXDE, pacchettizzate in Lubuntu, rendono perfettamente funzionali e “scorrevoli” anche i computer datati. Tutte le modifiche e integrazioni da me proposte nel post citato in apertura derivano dalla relativa gioventù di questa distribuzione.

Ecco perché a mio avviso è una scelta da prendere in considerazione prima di arrivare a dire “basta, cambio computer”: posso assicurare che Lubuntu farà girare anche macchine ben poco performanti, senza lasciare rimpianti per non aver deciso di acquistare un computer nuovo.

Perciò, coraggio: chi stava per farlo, ci ripensi e dia un’ulteriore opportunità di… ringiovanimento al computer. Senz’altro sarà ripagato/a di tutti gli sforzi.

Marco Valerio Principato

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Marco Valerio Principato (1281 articoli)

Informatico sin dal 1980, ha quasi sempre svolto questa attività sia nella Pubblica Amministrazione che fuori. Ora libero professionista e laureato con lode in Scienze della Comunicazione, si dedica alla donna della sua vita, ai suoi hobby e ai suoi siti.

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