Stampa post Stampa post
Home » Idee e pensieri

Mi sono cancellato dalla mailing list di Slashdot

18 febbraio 2012 Letture: 20 0 commenti Short Link

Slashdot ha rinnovato la sua mailing list, ma non solo per abbellirla e renderla più leggibile: perché ha affidato la sua distribuzione a un’azienda di email marketing. Nuova profilazione? Perfetto: è stato un piacere, bye bye



Ero iscritto da secoli. Non che tramite Slashdot arrivasse chissà cosa, però ogni tanto qualcosina di interessante c’era, ed era comodo ricevere la loro mailing list. Sempre ammesso che sull’attuale tech-journalism si possa ancora fare affidamento: come scriveva qualche giorno fa Dan Lyons, technology editor di Newsweek, benvenuti nella Silicon Cesspool, ossia nella Fossa Biologica di Silicon Valley (leggetevi quel pezzo, resterete senza fiato).

La schermata del "Webserver" raggiunto cliccando il solo nome a dominio di un link contenuto nelle nuove mailing list di Slashdot (click per ingrandire)

La schermata del "Webserver" raggiunto cliccando il solo nome a dominio di un link contenuto nelle nuove mailing list di Slashdot (click per ingrandire)

Qualche tempo fa l’aspetto del messaggio con cui Slashdot spediva la sua list è “mutato”, ha cambiato schema grafico. Ma non era un semplice restyling, no: ora la mailing list di Slashdot non arriva più direttamente da loro. Se ci si fa caso, tutti i link ipertestuali puntano a www.elabs10.com, un “webserver” (così lo chiamano, vedi immagine) di EmailLabs. Peccato che fa capo a Lyris, azienda di email marketing.

Usare quello strumento è un diritto sacrosanto, per carità. Però comincio a stancarmi di tutta questa mercificazione di qualunque cosa si faccia in Rete. Non passa giorno che qualunque azione si compia la si sfrutta (almeno) due volte: per l’azione stessa e per profilare. Anch’io ho un diritto sacrosanto: quello di non voler essere profilato, o almeno il meno possibile.

Google ti profila, Facebook ti profila, le mailing list ti profilano, le banche ti profilano, gli ecommerce ti profilano, eBay ti profila, Paypal ti profila, Yahoo ti profila. Apple ti vende i suoi gingilli, poi permette a qualche sviluppatore di pochi scrupoli di appropriarsi della cosa più privata del mondo come la tua rubrica telefonica, e nessuno – o quasi – si muove.

Comincio davvero a stancarmi, non è più un fatto episodico, qui sta diventando una regola ferrea. Persino sulla cassa del supermercato Billa c’è una striscia di carta attaccata di fronte alla cassiera (un pezzo di rotolo di scontrini lungo una settantina di centimetri, affisso in orizzontale a mo’ di striscione) con scritto sopra: “Carta Billa, ricordati sempre di chiederla, proponila!”. Già, le “carte fedeltà”, che con la scusa di accumulare punti e farti qualche scontarello o farti prendere in regalo merce di valore prossimo allo zero, ti profilano accuratamente.

Comincio ad averne le (censura) piene.


Ti è piaciuto il post? Condividilo (i pulsanti sono semplici link):
  • Facebook
  • Twitter
  • FriendFeed
  • LinkedIn
  • Google Reader
  • Blogger
  • Diggita
  • PDF
  • Segnalo
  • Techmeme



Etichette: ,,,,



Lascia un commento

Aggiungi di seguito il commento, oppure trackback dal tuo sito. Puoi anche abbonarti a questi commenti via RSS.

Sii gentile. Massimo 1 link o sarà moderato. Pulizia nel testo e rimanere in tema. Niente spam, per favore.

Puoi usare questi tag:
<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Questo è un blog abilitato Gravatar. Per avere il tuo Gravatar, riconosciuto ovunque, registrati su Gravatar.