Idee e pensieri

Microsoft, inutile fare aggiornamenti serrati…

Punto Informatico racconta che Microsoft ha intenzione, a partire dal 2020, di rendere gli aggiornamenti obbligatori ancor più obbligatori. E chi preferisce il software di Microsoft in versione perpetua – ossia installato e non online – dovrà adeguarsi, altrimenti, una volta superato il periodo di supporto garantito, «i clienti perderanno l’accesso alle versioni business di OneDrive e Skype e dovranno acquistare una sottoscrizione al summenzionato Office 365 per rimediare».

Luigi Bertozzini ai suoi tempi migliori di quando era pugile.
Luigi Bertozzini ai suoi tempi migliori di quando era pugile.

Personalmente, queste minacce di Microsoft mi estorcono un sorrisino compassionevole e, al contempo, mi stimolano una voglia irrefrenabile di prenderli a schiaffi, uno io e uno il muro, finché non diventano dispari, come diceva nonno Luigi Bertozzini, il profumiere-pugile1. L’azienda di Redmond non si è ancora resa conto che non serve (più) a niente.

Sono anni che ho relegato all’angolo i loro sistemi operativi, rinchiudendoli in macchine virtuali sotto VirtualBox (“just in case”). Le mie macchine sono tutte gestite da Linux, eccetto il Mac Mini sul quale, ovviamente, gira Mac OSX. Con Linux mi ci sono laureato, segno evidente che può sostituirli egregiamente entrambi.

Il mio Lumia 640XL, immediatamente aggiornato a Windows 10 Mobile, tra i pochi che Microsoft ha «salvato» dall'obsolescenza precoce.
Il mio Lumia 640XL, immediatamente aggiornato a Windows 10 Mobile, tra i pochi che Microsoft ha «salvato» dall’obsolescenza precoce.

Hanno appena dichiarato morto Windows Phone 8.2, gettando di fatto nel dimenticatoio quei (pochi) clienti che hanno creduto in loro. Quegli altri (pochi) clienti che hanno saputo guardare più lontano hanno aggiornato a Windows 10 Mobile (vedi foto).

Facebook: sul Web è una situazione, su Windows 10 Mobile un'altra...
Facebook: sul Web è una situazione, su Windows 10 Mobile un’altra…

Peccato che Windows 10 Mobile, al pari della versione 8, sia poco più che un giocattolo: mancano molte App che negli ecosistemi più seri esistono già da tempo; quelle che ci sono spesso fanno castronerie a raffica (vedi foto); inoltre, quanto a privacy, mi fiderei tanto quanto affidare a un ladro la custodia della mia automobile.

Nell’arco di un anno, secondo me, dichiareranno morto anche Windows 10 Mobile.

Si sono comprati LinkedIn, ed è diventato una realtà perfettamente inutile2: è solo un ulteriore sistema per rastrellare informazioni da incrociare con quelle che, in grande abbondanza, con metodi surrettizi scorrettissimi, già rastrellano con Windows 8 e 10 su PC e con Windows 10 Mobile.

Se sopravvivono è solo perché la maggior parte delle persone sembra davvero avere il cervello piatto, incapace di reagire in maniera critica a quel che la tecnologia, piegata dall’essere umano, piazza loro davanti. Persone del tutto ignare, in certi casi volutamente, pur di non perdere il giochino o di non dover cambiare abitudine, alle quali codesti pescecani fanno di tutto, spremendole come limoni.

Ma nessuno dice niente. Nessuno reagisce davvero. Nessuno le canta chiare come sono. Nessuno che metta con le spalle al muro questi pescecani, che non esitano un nanosecondo a sfruttare ogni minima disattenzione. Nessuno che riaccenda quel maledetto cervello e lo faccia funzionare. Nessuno che abbia voglia di adottare un atteggiamento critico, che si traduce in un atteggiamento politico, col quale prendere posizione.

Ecco perché quella degli italiani è una società votata prima alle conquiste tecno-politico-coloniali silenziose, poi alla sottomissione, quindi all’estinzione.

Siamo un popolo senza rimedio, una nazione senza rimedio. Abbiamo ceduto il controllo del nostro Leviatano a qualcun altro. Lasciamoci invadere e conquistare pure, tanto non valiamo più niente.

Marco Valerio Principato

(post in formato PDF)


1 Luigi Bertozzini è colui che avviò la famosa profumeria Bertozzini di via Cola di Rienzo a Roma. Lo fece tornando dall’America, dove era pugile (e dalla foto, per allora che il doping non esisteva, si vede benissimo il fisico più che atletico) e dove conquistò le simpatie di grandi case come la Arden, con le sue abilità di profumiere.

2 Non sono solo io a dirlo: lo afferma, in maniera ben circostanziata, Marco Cremonini, ricercatore del Dipartimento di Informatica dell’Università di Milano, nell’articolo L’inutile discussione sul futuro di LinkedIn, Apogeo Online, 16/06/2016, in http://www.apogeonline.com/webzine/2016/06/16/linutile-discussione-sul-futuro-di-linkedin.

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Marco Valerio Principato

Informatico sin dal 1980, ha quasi sempre svolto questa attività sia nella Pubblica Amministrazione che fuori. Ora libero professionista e laureato con lode in Scienze della Comunicazione, si dedica alla donna della sua vita, ai suoi hobby e ai suoi siti.

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