Non bastava zio Bill, ora c'è anche Google Update
Ieri ho scritto un articolo su Punto Informatico intitolato Se la Wii-Fit diventa un tappeto volante, uscito sul numero di oggi. Durante le ricerche sono uscite fuori – come sempre – decine e decine di pagine, tutte interessanti ma tutte soggette a quella scrematura a cui i lettori sono abituati: una delle ragioni per leggere un quotidiano è proprio quella di fruire di notizie già “ripulite”.
Naturalmente, alcune hanno «vinto» la citazione, sia perché si cerca, nei limiti del possibile e quando il materiale si trova online, di dare spazio alle fonti, sia perché si offre al lettore la possibilità di andare a scuriosare in proprio.
Ma la personalità del Web Writer, quella versione duepuntozero del giornalista tradizionale, in realtà è doppia, perché mentre fa il giornalista fa anche il navigatore e, preso dalla curiosità – com’è stato nel mio caso – prova in prima persona, sia per la Redazione per cui scrive sia per propria cultura.
Dopo aver spiegato ai lettori come si sarebbe comportata la pedana una volta connessa al PC per governare Google Earth, ho letto – e citato, naturalmente – la pagina in cui si parla del Plugin di Google Earth, attualmente ancora in Beta. In essa c’è il collegamento alla pagina su cui sperimentare l’azione di questo plugin che, una volta installato, sortisce l’effetto “programma Google Earth” all”interno del browser, questa.
Collegandosi, dunque, alla pagina Google Earth API, sotto al primo paragrafo si presenta un rettangolo dove chi non ha ancora il plugin troverà il pulsante per scaricarlo. Una volta salvato su disco lo si deve installare: è un kit di installazione in piena regola Microsoft. Ma davvero! Ed ecco perché lo enfatizzo:
- Al fine di impedire il saltuario utilizzo della CPU al 100 per cento da parte di SVCHOST.EXE, l’eseguibile Microsoft coinvolto in innumerevoli operazioni di sistema tra cui Microsoft Update (cosa che capita a più di qualcuno), adotto già da tempo la strategia di impedire gli eccessivi… automatismi con l’aiuto di questa procedura, che consiglio a chiunque abbia avuto lo stesso problema a patto di non dimenticare, poi, di riabilitare di quando in quando il servizio per aggiornare il sistema.
- Come conseguenza, il servizio BITS (Background Intelligent Transfer Service) sul mio PC è normalmente disabilitato.
- All’atto del lancio dell’installazione del plugin di Google Earth, mi son visto replicare: “Non posso procedere, perché il servizio BITS non è attivo”. La cosa mi ha già mal disposto, comunque ho fatto partire i servizi con il file batch costruito come spiegato sul sito, ho rilanciato l’installazione ed è partita, chiedendo immediatamente accesso ad Internet (Zone Alarm lo segnala).
- Accesso consentito, il kit ha scaricato del materiale – non ho verificato ma sarà certamente così – da Google e si è installato, precisando che sarebbe stato necessario riavviare i browser aperti.
- Browser riavviati, plugin attivo e funziona perfettamente.
Fin qui, tutto bene. La sorpresa l’ho avuta stamane: allo startup, Zone Alarm mi dice: “GoogleUpdate.exe vuole accedere ad Internet”.
Google Update?! E da dove spunta?
Bene, spunta da questa zona del disco fisso (ho cancellato i nomi con dati personali):
Ma la cosa più indisponente – almeno per me – è l’essermelo visto installato come servizio:
Servizio di cui ho immediatamente disabilitato l’esecuzione, ovviamente. E non escludo di rimuovere anche il plugin.
Forse starò invecchiando (dopodomani compio 48 anni), forse sarò sospettoso e brontolone: ma non è troppo installare un servizio per aggiornare un plugin Beta? Non bastano già i vari APPLE UPDATE, ADOBE UPDATE, MICROSOFT UPDATE a sottrarre memoria per svolgere un’attività – oltretutto (teoricamente) saltuaria – che non ne sottrarrebbe affatto se fosse svolta con un meccanismo più semplice e banale come il cron di beata memoria (per zio Bill, per Unix no, fortunatamente), che chi usa solo Windows molto probabilmente non sa neanche cos’è?
Mah!
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