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Perché, alla fine, meglio WhatsApp che Viber o WeChat

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31 luglio 2013 - 08:00 | Commenti 0 | Link breve

Come scrisse qualche tempo fa Neelie Kroes su Twitter, è ora che le TLC si rendano conto di queste nuove realtà. Ma quale scegliere? Quale di queste è «meno peggio»?


Logo WhatsApp

Logo WhatsApp

(Nota: questo post è precedente all’acquisizione di WhatsApp da parte di Facebook, per questo la mia posizione sul tema era diversa, anzi, “inversa”. Inoltre, il post era stato scritto come articolo per la vecchia edizione del sito Nelfuturo.com, dunque non è più online, ma è possibile consultare la versione PDF originale).

Privacy, questa sconosciuta. Quasi nessun cittadino della Rete se ne occupa in concreto. Tutti si lasciano sopraffare dal turbine delle appropriazioni indebite di dati personali, operate da tutti i più grandi player della moderna società dell’informazione. Specie sul mondo mobile, dove le prime scoperte di aziende intente a trafugare dati dalle rubriche fece scandalo, ma oggi sembrano infischiarsene pressoché tutti.

D’altra parte, se dici a qualcuno “ti sembra giusto che la tua rubrica memorizzata nel tuo smartphone, piena di informazioni personali che i relativi detentori ti hanno concesso di memorizzare nella convinzione che tu adoperi ogni diligenza nella loro custodia, finisca nelle mani delle aziende che producono le App che usi, in quelle di Google, di Yahoo!, di Apple, e via discorrendo?” la risposta che ottieni è “eh, lo so, ma se non lo fai le App non funzionano, e poi io non ho niente da nascondere”.

(Continua lettura su Nelfuturo.com)

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Marco Valerio Principato (1280 Posts)

Informatico sin dal 1980, ha quasi sempre svolto questa attività sia nella Pubblica Amministrazione che fuori. Ora libero professionista e laureato con lode in Scienze della Comunicazione, si dedica alla donna della sua vita, ai suoi hobby e ai suoi siti.


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