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Poste Italiane: raccomandata, scenda a prendersela, prego

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15 ottobre 2013 - 16:38 | Commenti 0 | Link breve

Questo è quanto d’ora in poi dovrete fare. Perché il postino, sappiatelo, le raccomandate dietro la porta di casa non ve le porta più, siete voi a dover scendere.


Massimo Sarmi

Massimo Sarmi

Oggi ho imparato una cosa nuova. Quando qualcuno vi spedisce una raccomandata (anche non A.R., cioè senza ricevuta di ritorno), il postino di Massimo Sarmi non viene più a portarvela: siete voi che dovete scendere a prendervela.

Non basta più nemmeno la bieca tendenza alla consegna in orari di improbabile presenza: ora accade anche qualcosa di molto simile a ciò che avevo lamentato a proposito di SDA Express Courier, il corriere espresso (ci vuole del coraggio per definirlo tale, ma tant’è) che se non ti spicci a scendere per ritirare il tuo pacco, se lo riporta via (se non fa di peggio).

Checché chiunque ne dica, da sempre – visto che per spedire una raccomandata oggi ci vogliono non meno di 4,50 euro, cioè ben 9mila delle vecchie lire – le raccomandate sono state consegnate a casa, con il postino che bussa sempre due volte e a cui firmi per ricevuta.

Oggi, invece, da me: citofono. “Chi è?”. “Postino, c’è una raccomandata”. “Prego”, e apro il portone. Non vedendo salire nessuno, mi affaccio e sbircio nell’androne: c’era il postino fermo lì, pensavo stesse riordinando la corrispondenza, perciò rientro in casa. Il postino se ne accorge e mi chiama: “deve scendere a prendersi la raccomandata”. Resto di sasso: a 53 anni, è la prima volta che mi accade. Ok, accenno a scendere e il postino mi viene incontro, firmo e ritiro. Il fatto che mi sia venuto incontro dimostra che si tratta di una novità: in coscienza, il postino sapeva benissimo che ora la gente ci si dovrà abituare.

Ora capisco come ha fatto Massimo Sarmi a portare in attivo Poste Italiane: aumentando i prezzi e riducendo la qualità dei servizi.

Così ero capace anch’io. Sarei stato molto meno esoso di Sarmi, che se nel 2006 guadagnava 438mila euro l’anno, oggi chissà quanto si porta a casa per queste brillanti soluzioni.

Ed è a questo signore che stiamo affidando l’incarico di (TSÈ) risollevare le sorti di (PFUI) Alitalia.

L’Italia, finché non si rimuovono certe teste, è definitivamente rovinata.

Perciò: Amministrazione Capitolina, Pubblica Amministrazione Locale e Centrale, onorevoli Deputati e Senatori, signor Presidente del Consiglio, signor Presidente della Repubblica, nonché dottor Sarmi e Poste Italiane, ascoltatemi bene:

MARCO VALERIO PRINCIPATO

NON RITIRA PIÙ RACCOMANDATE

DI NESSUN GENERE.

Se avete bisogno di me (questioni elettorali, legali, politiche, amministrative, multe, tasse eccetera) contattatemi con mezzi più moderni ma NON USATE LE RACCOMANDATE, perché erroneamente pensereste che sia emigrato all’estero (cosa che prima o poi farò: sto definitivamente perdendo il senso dell’essere cittadino italiano).

Sono su Facebook, su Twitter, i miei indirizzi email li avete, sta tutto qui sul blog, vi consento anche di contattarmi via fax. Ah, già, che stupido, il fax lo volevate togliere di mezzo. Beh, io ce l’ho ancora, riattaccate la spina a quel vecchio fax polveroso che avete messo in cantina (dimenticando che lo avete comprato con i nostri soldi) e potrete inviarmi anche così le vostre comunicazioni.

Non volete farlo? Affari vostri. Non potete dire che ciò che si scrive su Internet è pubblico solo quando vi fa comodo: anche questo mio post è pubblico e come tale fa parte del discorso pubblico, lo stesso a cui fate appello se qualcuno ne abusa. Perciò non potete dire di non saperlo.

Marco Valerio Principato

(Versione PDF di questo post)

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Marco Valerio Principato (1278 Posts)

Informatico sin dal 1980, ha quasi sempre svolto questa attività sia nella Pubblica Amministrazione che fuori. Ora libero professionista e laureato con lode in Scienze della Comunicazione, si dedica alla donna della sua vita, ai suoi hobby e ai suoi siti.


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