RAI, alla faccia del portale per tutti
Che bella cosa la RAI tivì… specie quando taglia fuori senza complimenti chi non può (o non vuole) utilizzare SilverLight… ma non avevate detto che certe cose non le avreste più fatte succedere?
Ecco come la RAI mette a disposizione di tutti, tutti indistintamente i propri contenuti. Lo fa in modo subdolo, perché se si va con un netbook o una qualsiasi altra macchina dotata di Linux sull’ex-RaiClick (ora spostato su rai.tv) a vedersi un episodio del Commissario Montalbano, tutto funziona: si viene invitati a montare MoonLight 1.0 di Novell e il gioco è fatto.
Viceversa, cliccando sul menù in alto e andando su quel che tanto è stato spinto, decantato, sospinto e sponsorizzato, cioè il digitale terrestre, quel che spetta all’incauto che si avvicini non provenendo da un PC dotato di Windows o di MAC OSX è un sonoro ceffone.
Bisogna “installare Microsoft Silverlight”:

Ecco il ceffone riservato a chi, con un PC dotato di Linux, dopo aver visto Montalbano, clicca su DTT del sito RAI
Niente da fare, RAI. Non ci siamo. Non è così che fate sentire noi abbonati contenti di pagarvi.
Sarebbe appena il caso che la faceste finita con queste smancerie: altrimetti legittimate il pensiero di chi sospetta che Microsoft vi abbia spintaneamente convinto a far fuori una fetta d’utenza, badate, che più passa tempo e più s’allarga.
Il 7 settembre prossimo (non prima: direbbe “non trovato) leggetevi quest’articolo: così come Internet Explorer 8 inizia a vedere le corde del ring più da vicino, così accadrà per tutto il resto.
Estote parati.
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