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Ubuntu 10.04 va in pensione, Chrome lo saluta. E anch’io

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1 aprile 2013 - 08:28 | Commenti 1 | Link breve

Ubuntu 10.04 è giunto a fine viaggio: essendo aprile 2013, va in pensione. Google Chrome è già pronto a salutarlo e, obtorto collo, anch’io. Quale Linux per il futuro?


L'avviso di Chrome sotto Ubuntu 10.04

L’avviso di Chrome sotto Ubuntu 10.04

Non è un pesce d’aprile: piaccia o no, siamo ad aprile del 2013 e in ossequio al relativo calendario, Ubuntu versione 10.04 termina il suo ciclo di vita, così come deciso da Canonical. E Google è già pronta a mandargli i suoi saluti attraverso Chrome.

Lanciando, infatti, il browser made in Mountain View, come si può osservare dalla copia video in testa, si viene avvisati: «Google Chrome has stopped updating and no longer supports this version of your operating system». Detto in maccheronico: Google Chrome ha smesso di aggiornarsi e non supporta più questa versione del tuo sistema operativo.

E così, naturalmente, ora inizierà ad accadere per la maggior parte delle applicazioni, le cui compilazioni per Ubuntu 10.04 verranno gradualmente abbandonate dagli sviluppatori: è ovvio, se Canonical non supporta più questa versione, equivale a dire che ne ha decretato la morte. La cosa non stupisce, si sapeva; quel che invece fa riflettere – almeno me – è la strada da prendere per quanto concerne Linux.

Da calendario, infatti, la situazione è questa:

  1. la 10.04 va in pensione, e va bene (anzi, no, ma… ubi maior, minor cessat);
  2. la 10.10 e la 11.04, non essendo delle LTS, sono già andate in End Of Life;
  3. la 11.10 è ancora valida, ma ha un mese di vita (scade il 9 maggio 2013);

Non resta che la 12.04 la quale, essendo una LTS, scadrà ad aprile 2017. Quella versione, però, per quanto mi riguarda, pone un grosso problema.

Infatti, come ho già scritto, Unity -l’interfaccia utente ormai adottata da Canonical-  non mi piace e continua a non piacermi. Anche perché tenta, come del resto fa Windows 8, di portare sulla scrivania del computer di casa quella visione del mondo compiuta attraverso delle Applicazioni, una filosofia molto simile a quella adottata dai sistemi operativi mobili più diffusi (iOS di Apple e Android di Google), il che a me non piace per niente, è una filosofia che non accetto.

Dunque, per il momento non posso che “abbandonare” le varie installazioni attive di Ubuntu 10.04 che ho e precisamente: una sul PC di casa al mare, una sul PC di servizio che ho a Roma e una sul Mac Mini che pure ho a Roma.

Pazienza per i due PC: entrambi hanno Windows 7 montato, che va benissimo (anche se preferirei usarlo il meno possibile, amando privilegiare sistemi Open dai quali emergano meno rischi possibile in tema di privacy).

Il problema si pone molto sul Mac Mini: lì sopra c’è -oltre a Mac OS X, che non uso più– anche Windows XP, utile per lavori ben precisi e che, quindi, fino alla data del suo effettivo End Of Life (il prossimo anno) non intendo abbandonare. Ma per “lavorarci” tranquillo un Linux dovrò sceglierlo ed è assai difficile che la scelta possa cadere su Ubuntu, per le ragioni appena dette.

Potrebbe essere carino utilizzare OpenSuse, ma trovo lo abbiano reso troppo “pesante” e non mi piace molto il sistema di gestione dei pacchetti “rpm”. Anche la Debian “originale” mi attira, pur costringendo a notevoli personalizzazioni (che si trovavano già fatte in Ubuntu, che ne è una derivata, anche per questo ha avuto notevole successo). Si potrebbe provare con una Centos, che pur adottando il sistema “rpm” dei pacchetti è molto meno pesante rispetto a OpenSuse.

Insomma, non so, ci devo ancora pensare e fare un po’ di prove, ma per adesso -preso come sono dallo studio, visti gli esami che dovrei sostenere a giugno- non credo avrò tempo di farlo.

Una cosa è certa, però: per quanto mi riguarda, l’avventura Ubuntu si conclude qui. Non posso, tra l’altro -per principio- accettare “imposizioni” fino a questo punto da Canonical, che ormai ha un atteggiamento più da ducetto che da paladino dell’Open Source.

Marco Valerio Principato (1277 Posts)

Informatico sin dal 1980, ha quasi sempre svolto questa attività sia nella Pubblica Amministrazione che fuori. Ora libero professionista e laureato con lode in Scienze della Comunicazione, si dedica alla donna della sua vita, ai suoi hobby e ai suoi siti.


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1 commento (locale) »

  • Ash ha scritto:

    Mi trovo in una situazione simile alla tua. Debian è leggerissima e stabile però necessita appunto di quelle personalizzazioni di cui Ubuntu 10.04 non aveva bisogno e dell’installazione manuale di driver proprietari (nel caso del wifi può capitare). Probabilmente è la scelta migliore, sicuramente la più simile. Mepis non è affatto male però ha kde e una comunità molto più ristretta.
    E’ un vero peccato che terminino il supporto perché è una distribuzione fantastica, probabilmente il miglior sistema operativo che ho usato. Anche a me Unity non convince.

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