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Ubuntu Lucid 10.04 LTS: davvero usabile

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16 giugno 2010 - 06:06 | Commenti 2 | Link breve

Più passa tempo, più Ubuntu non si usa solo se non si vuole usare. E questo vale anche per la pubblica amministrazione


Il desktop di uno dei miei PC, con Ubuntu 10.04 e Mac4Lin installato (click per ingrandire)
Il desktop di uno dei miei PC, con Ubuntu 10.04 e Mac4Lin installato (click per ingrandire)

Chi mi segue sa bene che, pur impiegando tanto Mac OSX quanto Windows, ho la tendenza a propendere per Linux. Non è una «fissazione» né una propensione a sfondo politico: dipende dalla mia formazione.

E non c’entra la formazione universitaria: ai miei tempi si studiava su uno Sperry Univac 1100 e sui sistemi IBM 3270, quindi questo “pretesto” non c’è. Dipende, invece, dalla formazione “vera”, quella con cui mi sono fatto davvero le ossa, studiando come un pazzo per anni alle scuole post-universitarie di ELEA Formazione (e portando a casa 11 diplomi, che non è proprio poco).

È lì che è nato il mio “amore” per il sistema operativo Unix: da là a Linux il passo è breve, brevissimo. Oggi, senza tema di smentita, posso affermare d’autorità che una distribuzione come la Ubuntu 10.04 “Lucid Lynx”, a prescindere da qualsiasi intervista e presentazione fatte dalla stampa e dalla Rete, di fatto è davvero usabile e non la si usa solo se non si vuole.

Che io sia un po’ “fissato” con il look and feel del Mac OSX è vero, lo ammetto e lo confesso candidamente. Insisto, sulle mie macchine, a installare Mac4Lin (il post prosegue after the jump):

Il desktop di uno dei miei PC, con Ubuntu 10.04 e Mac4Lin installato (click per ingrandire)

Il desktop di uno dei miei PC, con Ubuntu 10.04 e Mac4Lin installato (click per ingrandire)

Ma devo ammettere che anche senza installare questo abbellimento (che non appesantisce la macchina: ne cambia solo l’aspetto, a differenza di analoghi sistemi per il mondo Windows), la 10.04 LTS ha già di suo un aspetto decisamente accattivante e, soprattutto, usabile anche così com’è.

Nel corso della mia esperienza come informatico nella P.A., infatti, ho testato più volte installazioni capaci di lavorare nelle Intranet ministeriali. Su mia iniziativa, non me lo ha chiesto nessuno (purtroppo): le politiche di quasi tutti i ministeri, infatti, non ne prevedono l’impiego, come peraltro la maggior parte delle istituzioni e degli enti della pubblica amministrazione (purtroppo, ancora).

Il che non depone certo bene: per una pubblica amministrazione che piange miseria a destra e a manca, insistere in certe scelte – sulle quali non faccio nomi in quanto non autorizzato ma che ricadono quasi tutte, come è facile supporre, nel mondo Windows – sarebbe cosa santa, invece, avvalersi di Linux e di software Open Source il più possibile. Ma sono solo in pochi (troppo pochi) i dirigenti che hanno iniziato a capirlo e a contrastare la corrente.

Potrei dire che, al Ministero dell’Interno (ma non è il solo), fa eccezione proprio il sistema di accesso a Internet, che avviene tramite un proxy centralizzato al fine di controllare la durata delle sessioni e di impedire l’accesso a siti non rispondenti alle politiche di accesso prestabilite (per esempio YouTube o Facebook): fa eccezione perché impiega… Squid, esatto, proprio lui. E quel proxy serve milioni di richieste (tutti gli uffici del ministero e tutti quelli collegati) funzionando sempre, dunque sembrerebbe proprio una scelta valida. Probabilmente Squid lo hanno fatto funzionare su un server Windows, questo non lo so, ma poco importa: resta il fatto che è uno strumento validissimo, esistente in tutte le salse, tant’è che chi ne ha fatto il porting in ambiente Windows è ACME Consulting, che è un Microsoft Gold Certified Partner, a indicare bontà e insostituibilità del prodotto.

Le workstation in uso, nella maggior parte dei casi, sono Windows: prima con Windows 2000, poi con Windows XP e ora (purtroppo) con Vista. Di Windows 7 ancora neanche l’ombra: è presto. Eppure usando Linux si riesce perfettamente a svolgere, nella maggior parte dei casi, esattamente le stesse attività. E, neanche a dirlo, l’impiego risulta più veloce e più sicuro.

Dunque, non si risparmia perché non si vuole risparmiare. E si tratta, con migliaia e migliaia di Workstation per i soli ministeri, di cifre con parecchi zeri.

Ministro Maroni (per citare il ministero più importante, ma non solo, l’invito è rivolto a tutta la pubblica amministrazione, centrale e locale): perché non ci fa, anzi, non ci fate un  pensierino? Vi darebbe così fastidio alleggerire le casse da una grossa fetta di un gravame di spese a dir poco cospicuo?

Marco Valerio Principato (1277 Posts)

Informatico sin dal 1980, ha quasi sempre svolto questa attività sia nella Pubblica Amministrazione che fuori. Ora libero professionista e laureato con lode in Scienze della Comunicazione, si dedica alla donna della sua vita, ai suoi hobby e ai suoi siti.


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2 commenti (locali) »

  • luca ha scritto:

    ubuntu + seven = non mi aspettavo tanto

    Concordo pienamente ma windows mi sembra ancora indispensabile.
    Ottimi (presi dal “verso” giusto) entrambi.

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