Idee e pensieri

Web libero? Macché. Schiavo

Si, è vero. Il “Web libero” non esiste più. Il Web – e anche il social, direi – è ormai schiavo della pubblicità. Qualsiasi cosa si faccia, dietro ci deve essere il profitto. Come ti muovi, ci deve essere dappertutto pubblicità che ti spunta come funghi sotto al naso, sopra all’articolo, accanto, dietro, davanti, e devi cliccare “Mi piace” se no non ti faccio vedere il post, e così via.

Senza contare tutto quel che l’advertising e i siti più aggressivi “accumulano”: qualsiasi ricerca fai viene osservata (ne ho fatte alcune apposta, “mirate”, in questi giorni e osservo i risultati su Facebook) e poi ti bersaglia con ciò che “presumibilmente”, ti interessa.

Questo non è più Web libero. E nemmeno social libero. Da una parte dice bene Ethan Zuckerman, quello che per primo ha inventato i PopUp e la profilazione a scopo pubblicitario: «bisogna capire che è arrivato il momento di abbandonare la filosofia “gratis è meglio” e cominciare a pagare per i servizi che davvero ci interessano».

Dall’altra no, non dice bene: perché anche se volessi dare fiducia a uno strumento come WhatsApp, facendo finta di non sapere che è di Mark Zuckerberg, starei pagando per dare comunque informazioni al medesimo. Se decidessi di pagare Google per utilizzare Google Documenti, non significherebbe affatto che, pagando, Google non mi profili.

Vivere questa schiavizzazione del Web è una cosa che comincia a piacermi davvero poco. Concordo con Stefano Quintarelli quando dice «ho solo io la percezione che Google stia progressivamente assomigliando ad una sovra-autorità, privata, sovranazionale?», ma anche con il frame VII di http://public.it: Google (e Facebook &C) NON sono Internet. Se mai sono realtà in convergenza parallela, come ho già scritto. Il problema è farlo capire alla gente.

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Marco Valerio Principato

Informatico sin dal 1980, ha quasi sempre svolto questa attività sia nella Pubblica Amministrazione che fuori. Ora libero professionista e laureato con lode in Scienze della Comunicazione, si dedica alla donna della sua vita, ai suoi hobby e ai suoi siti.

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2 thoughts on “Web libero? Macché. Schiavo”

  1. Sono d’accordo con Lei, Salvatore. Temo, però, che attenzioni del genere le adottino in pochi: forse… io e Lei e basta? No, magari solo noi no, ma quasi… ecco perché i giganti se ne fregano altamente delle “nostre” rimostranze: per qualche scocciatore con cui “non si passa”, ci sono altri centomila inebetiti da circuire!
    Saluti
    MVP

  2. Oggi ci vuole Firefox con AdBlock, Ghostery e Noscript, praticamente un filtro permanente che pero’ spesso ti snatura le pagine (e qualche volta non te le fa proprio vedere). Ma girare sul Web con Internet Explorer così com’e’ e’ solo da pazzi.

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