Non mi sembra che altre fonti primarie, oltre a Milano Finanza, lo abbiano riferito: stando a quanto dice la testata, sembrerebbe che Tim e Vodafone vogliano fare patrimonio comune dei loro impianti d’antenna di telefonia mobile.
Questo, stando al quotidiano, dovrebbe consentire risparmi mettendo a fattor comune quasi 10mila siti, pagando una sola bolletta della luce, risparmiando sulla connettività e varie altre cosine, da realizzarsi nell’arco dei prossimi cinque-sei anni.
Non voglio scendere nello specifico, ma – per quanto MF indichi che la notizia sia di origine Dow Jones – a me sembra molto strano che nessun’altra fonte primaria ne parli. Infatti, mi rende perplesso che i due principali operatori di telefonia mobile, concorrenti tra loro, mettano a fattor comune un elemento essenziale della loro catena produttiva come le location per le celle.
Ammesso lo vogliano davvero fare, l’idea è quella di schiacciare Wind e 3 Italia. Le quali avrebbero come unica via di sopravvivenza – forse – quella di unirsi, come un tempo s’era lontanamente profilato all’orizzonte: Wind darebbe a 3 Italia una copertura 2,5G (sia pure solo a 1800 MHz: Wind non ha licenza per i 900 MHz) che 3 Italia non ha e 3 Italia darebbe a Wind una UMTS che Wind non ha, neanche lontanamente.
Lo credo bene che AGCOM e AGCM indugiano. Sarebbe un colosso di proporzioni davvero vaste. Sugli effettivi risparmi ci credo ancor meno: in cosa differisce un gestore da un altro se non nella qualità del servizio, che comprende anche la qualità radio? Dunque, ogni sito avrebbe due celle, non una. Pagherebbe il doppio dei consumi elettrici, non uno. Avrebbe antenne TIM e Vodafone, non antenne per entrambe. Il risparmio lo potrei vedere sulla locazione del sito, e quello forse c’è. Ma a quel punto che differenza ci sarà tra TIM e Vodafone?
Insomma, sono perplesso. Luminari, Quintarelli, Calamari, cosa ne dite? E tu, Dario? Che ne dici?
Forse interessano anche:
Tag trattati:
antenne cellulari, siti telefonia cellulare, telecom italia, tim, vodafone









[...] acquisizione sembra confortata dalle recenti indicazioni secondo cui TIM e Vodafone potrebbero unire i propri siti, cioè quei luoghi nei quali sono installate le stazioni radio base, con l’obbiettivo di [...]