Chi segue Punto Informatico da sempre avrà notato i molteplici cambiamenti a cui la celebre rivista è andata incontro. Anche se, dopo gli avvenimenti legati alla sua cessione al gruppo Edizioni Master e, da ultimo, l’uscita definitiva di Paolo e Andrea De Andreis dal board, il seguito della rivista è irrimediabilmente cambiato.
Riassumendoli, c’è stata l’apertura di una nuova sezione, quella dedicata all’intrattenimento, prima assente. Da notare che il nuovo design grafico, annunciato qualche tempo fa, continua a riguardare solo il sito principale ma non è stato esteso al resto delle pubblicazioni (PI Telefonia | PI Forum | PI Gadget | PI Video | PI Lavoro).
È stata poi introdotta una nuova forma di pubblicità, costituita da due banner verticali 160×600 pixel, la cui visualizzazione ha come presupposto l’impiego di un schermo wide, in quanto tali banner compaiono ai lati del corpo pagina, in alto. Una scelta che, francamente, non condivido per due ragioni:

Le risoluzioni video adottate: la Wide è ancora in netta minoranza (click sull'immagine per ingrandire)
Dalle statistiche è facile vedere che la maggior parte degli schermi sono ancora a 1024 x768 pixel o a 1280 x 1024 (vedi figura 1, le statistiche Google del New Blog Times dal 1 dicembre a oggi), il che nel caso del primo impedisce del tutto la visualizzazione di tali banner e, nel caso del secondo, la visualizzazione è possibile solo parzialmente e solo portando la finestra del browser a pieno schermo (vedi fig. 2). Dunque, candidati alla piena visione di quelle creatività sono solo quei monitor impostati a 1440 x 900, oppure 1680 x 1050, oppure 1366 x768 o 1920 x 1200 che sono ancora, come si può osservare, una decisa minoranza. Quelli a 1280 x 800, pur essendo wide, non li considero neanche: sono quei monitor-TV a bassa risoluzione, economicissimi, tipicamente acquistati nelle grandi catene, i cui proprietari sono un pubblico tutt’altro che hi-tek, che invece (forse) si trova tra quei pochi che affollano la schiera – ancora esigua – dei monitor a 1920 x 1200, cioè quelli dei monitor-TV, o anche solo monitor, ma Full-HD. I quali difficilmente usano il browser portato a pieno schermo.
- Per come è concepito quello spazio-publisher le creatività richiedono di essere prodotte in coppia, per destra e sinistra. Un costo più elevato per una probabilità di impression molto ridotta che, francamente, mi fa chiedere se per caso Punto Informatico non pratichi sconti del 70-80 per cento su quegli spazi: io, da inserzionista, non glieli comprerei mai.

Fig. 2 - Anche su uno schermo a 1280 x 1024 pixel la pubblicità laterale è tagliata (click sull'immagine per ingrandire)
Sempre nel campo dell’advertising, è ora comparso un annuncio a larghezza piena e altezza ridottissima, sotto la barra delle sezioni, attualmente occupato da Poste Italiane e sotto a cui compare un’ulteriore informazione pubblicitaria in forma di link testuale.
Ci sono poi delle sorprese nei menù dei siti del network: han fatto la loro comparsa nuovi acquisti come Linux Magazine, che prima non c’era. E il menù si è anche suddiviso in “testate” e “blog”: una suddivisione che in altre occasioni si è fatto del tutto per occultare e che, invece, ora si cerca di evidenziare. E anche tra i Tech Blogs compaiono nuovi acquisti.
Dall’inizio di ottobre non si legge più la penna di Federica Ricca, una nuova leva che sembrava avesse trovato equilibrio nella redazione e che invece, evidentemente, non si è poi rivelato tale. Peccato, mi sembrava una buona penna, tutto sommato.
Anche Luca Annunziata e Gaia Bottà, ormai “promossi” editor, scrivono piuttosto raramente e anche questo è un peccato perché tra i pochi rimasti che hanno lavorato a stretto contatto con Paolo e dal quale hanno assorbito molto.
Tempo fa qualcuno commentava che gli effetti si vedranno non proprio immediatamente. Non so se concordare o meno: finché all’interno della redazione resteranno ancora “vecchie” leve (Gaia, Luca o Alfonso Maruccia che, a quanto pare, resiste), per quanto mi riguarda un’occhiata ancora gliela do spesso. Se dovessero, un domani, scomparire dalla scena di PI, sempre per quanto mi riguarda la rivista dovrebbe superare un esame piuttosto difficile per rimanere tra quelle che “frequento”.
Come sempre, in bocca al lupo, ragazzi.
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