Google, salute finanziaria e AdSense

Si è letto in questi giorni che Eric Schmidt, il number one di Google, ha annunciato che “a dispetto di uno scenario economico molto difficile nel quale dover operare Google è stata capace di mantenere le proprie posizioni, confermando come le dinamiche di business dell’azienda si siano definitivamente stabilizzate. Alla fine di Giugno Google poteva contare su poco meno di 20.000 dipendenti, in calo di 375 unità rispetto alla fine del primo trimestre 2009. L’azienda detiene al momento dispoinibilità liquide di poco inferiori a 20 miliardi di dollari”, dice Hardware Upgrade.

Benissimo. Insomma il 3 per cento di fatturato in più, con YouTube che ha ingranato, spiega Giorgio Pontico su Punto Informatico. Invece PC-Facile, per farla breve, dice che è ricco da far paura e forse ha pure ragione.

Poco si parla di AdSense, invece. Ho visto stamattina i resoconti relativi all’advertising AdSense sul New Blog Times e sono rimasto perplesso, ma non per la riduzione degli introiti: su quella sono in qualche modo “preparato”, so bene che la pubblicità – almeno ad oggi – aiuta molto ma non basta a coprire totalmente le spese.

Gli attuali CPM di AdSense

Gli attuali CPM di AdSense

Ora però mi sembra che a Moutain View stiano un pochino esagerando, cominciano a somigliare un po’ troppo allo Zio Paperone: lo scorso anno i costi per mille impression che Google stesso spiega qui, erano ben più generosi. Ora cominciano ad essere davvero miseri (vedi immagine, estratta dai resoconti di ieri, tenuto conto che ad oggi il NBT è intorno alle 2mila visite uniche al giorno).

Per poter racimolare qualche soldo da AdSense, quindi, un sito cosa dovrebbe fare? Essere per forza un grande quotidiano, un TechCrunch della situazione, raggranellare non meno di 100mila visite uniche al giorno per sperare di coprire le spese, pagarsi una pizza e poterla magari anche offrire a chi butta il sangue a scrivere “per la gloria”?

Ci credo che le casse di Google stanno a posto. Comincio anche a capire perché. Ma attenzione: tirando troppo la corda, si rischia, la storia lo insegna. Star lì a tener su gli annunci AdSense per racimolare pochi euro potrebbe convincere me (ma non solo me) a passare ad altri metodi. Preferibilmente senza intermediari. E finché lo faccio solo io, a Google non gli scuce un baffo. Ma se lo fanno in tanti, forse il baffo dovrà risagomarlo, altrimenti rischia di rasarlo.

Augh. Ho detto.

Forse interessano anche:

Tag trattati:
, , , ,

Lascia un commento

PUBBLICITÀ

PUBBLICITÀ

Ads

RSS

Classici in classifica

Collegati - BlogNews Theme by Gabfire themes