Pubblicità sul sito o blog? Lasciate stare Heyos

Heyos Advertising è una delle possibili alternative a Google AdSense, cioè una delle possibilità che i blogger individuano nel caso in cui a) siano insoddisfatti di AdSense o, b) non siano più in condizione di usare AdSense perché “bannati” (cacciati fuori per troppi click non validi e simili). Ebbene, la notizia è che… non è niente di eccezionale, non ha nulla da invidare ad AdSense, non dà nulla di più, casomai dà meno.

The New Blog Times e questo blog, durante l'iscrizione ad Heyos (click per ingrandire)

The New Blog Times e questo blog, durante l'iscrizione ad Heyos (click per ingrandire)

Tra le prime cose a cui ho fatto caso iscrivendomi, c’è che vi sono molte inserzioni pubblicate in “cooperazione” con altri circuiti: ho spesso individuato, ad esempio, banner appartenenti al circuito TradeDoubler. Va da sé che la resa non può essere certo superiore a quella che offre TradeDoubler stesso (minima, ne parlerò in un post dedicato).

Anche con Heyos si presenta il problema della modalità con cui sono definite le inserzioni, presentate con la pretesa di essere contestuali (cioè il sistema sceglie quali annunci pubblicare in base al contenuto della pagina), ma con un’aderenza al contenuto del testo abbastanza limitata.

Le configurazioni PPC (Pay Per Click) sono presenti ma pagano pochissimo. Senza contare che la qualità delle creatività, un fattore a mio avviso estremamente rilevante, in molti casi lascia a desiderare. Questa non è responsabilità integrale del circuito, sia ben chiaro, ma contribuisce a uno scarso coinvolgimento del lettore.

Oltre alla normale modalità di presentazione, è possibile usufruire anche di altre forme: tra queste vi sono lo Slide In, che è quell’annuncio che scorre da un lato e si posiziona in evidenza, attendendo un click per interesse o un click di chiusura. Lo trovo molto invasivo.

Vi è poi la possibilità di adottare i PopUp e PopUnder, due strumenti che fanno comparire un banner in una finestra separata che si sovrappone (PopUp) o si sottopone (PopUnder) alla finestra principale in cui si sta leggendo. A parte che con le miriadi di programmi concepiti per bloccare tale modalità di presentazione (AdBlocker e simili, oltre alle funzioni ormai incorporate nei browser stessi) l’efficacia della scelta a mio avviso è estremamente bassa, come per lo Slide In considero questa forma di pubblicità estremamente invasiva. Per questo, assieme allo Slide In stesso, non l’ho mai presa in considerazione.

Si può anche scegliere di impiegare i ToolTip, ovvero l’incuneazione contestuale automatica di link nel testo, che a discrezione e disponibilità del sistema diventano link ipertestuali, passando il mouse sui quali si aprono delle nuvolette, simili a quelle che Windows presenta nella TaskBar quando deve comunicare qualcosa, in cui vi si trovano inserzioni. Se ignorate, hanno una permanenza a video di due o tre secondi e anche queste, francamente, le trovo poco significative – anche per la frequente irrilevanza contestuale dei loro contenuti – e, di conseguenza, di scarso interesse per chi legge. Sono anche abbastanza invasive e tendono a confondere, a mio avviso.

La resa di Heyos in circa un mese di impiego (click per ingrandire)

La resa di Heyos in circa un mese di impiego (click per ingrandire)

Sotto il profilo della resa, sempre a mio personale avviso, siamo sotto terra: si raccattano davvero pochi centesimi, almeno in siti di nicchia. E infine la ciliegina: non ha alcuna compatibilità con OpenX, uno tra gli Advertising Server più diffusi (anche perché Open Source), per cui non vi è alcun modo di tener traccia “in proprio” dell’andamento delle proprie pubblicazioni di banner.

Risultato: ho cancellato l’account, spiegando sinteticamente quanto ho scritto in questo post.

Vedere un banner sui miei siti deve essere un piacere, non una costrizione. L’ho sempre detto che dell’attuale tendenza del mercato delle inserzioni – che spinge a occupare spazi pubblicitari gratuitamente e a pagare il publisher solo in caso di vendita – a me non interessa proprio nulla. Chi vuol fare inserzioni in questo modo, secondo me, trova spazio solo in siti prezzolati, dove si parla di un qualcosa perché si è pagati dal produttore per farlo. Ciò spiega, come scrivevo sul New Blog Times, alcuni “sorrisi a 84 denti” che tutto sono, fuorché sorrisi spontanei e “sentiti”.

Ma quando si tratta di fare pubblicità seria, lo ripeto, provate ad andare da un quotidiano, una rivista o un sito di un certo tono, e ditegli che gli pagate i banner solo se vendete: vedete cosa vi risponde, un “marameo” è la risposta più gentile che si possa aspirare a ottenere.

Chi mi credo di essere per pensare di poterlo fare anch’io? Nessuno, però lo faccio. In piena libertà di disporre dei miei spazi come credo opportuno. A chi non garba, dico: ci sono 4 punti cardinali. Sceglierne uno, andare in quella direzione e buon viaggio.

Pronto per la cancellazione dell'account

Pronto per la cancellazione dell'account

Sintesi della motivazione della cancellazione dell'account inviata a Heyos

Sintesi della motivazione della cancellazione dell'account inviata a Heyos

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3 Riscontri per “Pubblicità sul sito o blog? Lasciate stare Heyos”

  1. Giuseppe scrive:

    mado’…sei trooooppo negativoooooooooooo

  2. Marco V. Principato scrive:

    Non sarà perché dico la veritàaaaaaaa?

  3. Ciao,

    sto testando Heyos in questi giorni a causa di una disattivazione di Adsense: al momento la resa economica è molto bassa, circa 1/6 di Adsense, ma non tanto per il valore medio del click quanto per il loro numero.
    I click sono 1/10 rispetto a prima con Adsense; probabilmente gli annunci sono poco contestualizzati e non è possibile adattare la grandezza del font (mi hanno detto però che ci stanno lavorando).

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