Markbook

Markbook del 2 ottobre 2017

Lunedì 25 settembre 2017

Una cosa che a questi riesce alla perfezione: gigioneggià e magnà. Per il resto… stendiamo un velo pietoso. 👿

Dal Fatto di oggi
Dal Fatto di oggi

Martedì 26 settembre 2017

Giorno d’esame. 30 in Storia Contemporanea 1 Specialistico 6 CFU (sul razzismo) con il prof. Adriano Roccucci. Molto felice, perché con Roccucci, a domanda, devi andare dritto al sodo: se vede che tergiversi o cambi discorso sei fritto, preferisce che tu dica “non lo so” o “non mi ricordo”, ma non ama sotterfugi. Dopo l’esperienza della laurea triennale, dove gli ho strappato un 28 su un corso di Istituzioni di Storia Contemporanea da 12 CFU, con oltre 1500 pagine da studiare e interrogazione avvenuta alle 19:20 stando in aula dal mattino alle 9:30 (eravamo, tra triennale e magistrale, oltre 100 studenti), direi sia un risultato di cui è giusto essere fieri. 🙂

Il voto di oggi in Storia Contemporanea 1 Specialistico.
Il voto di oggi in Storia Contemporanea 1 Specialistico.

Anche stavolta i libri non erano pochi: quattro. Quattro libri è la “cifra” di Roccucci, a cui io ho aggiunto un quinto libro (quello in basso nella foto), non richiesto ma secondo me utile per ciò che chiarisce e per le linee interpretative teoriche che offre, e che poi è quello che ha usato in aula come “guida”. Totale: poco più di mille pagine.

I libri che ho usato per questo esame (click sulla foto per ingrandire).
I libri che ho usato per questo esame (click sulla foto per ingrandire).

Ad maiora, avanti un altro, peones. 😎

Mercoledì 27 settembre 2017

Il Tempo ce l’ha con Fabio Fazio: «più lo paghi e più cambi canale», parafrasando la celebre frase di Nino Manfredi quando pubblicizzava il caffè, «più lo mandi giù e più ti tira su». Peccato che a pagarlo sono io/siamo noi. Un fallimento targato Moiro Orfeo (cit.), imbecille che non è altro, invece di pagare una persona seria come Milena Gabanelli, va ad arricchire questo vacuo figuro che manco Mediaset.

Fazio: più lo mandi giù, più ti tira giù.
Fazio: più lo mandi giù, più ti tira giù.

Oggi nelle prime dei giornaloni, alcuni a edicole unificate (cit.), dominano: l’arraffo di residenze fasulle ad Amatrice (per fottersi 900 euro, poi, mica per arricchirsi), l’affondo dello Ius Soli (moderato solo da Avvenire), la vergogna nazionale dei concorsi truccati per docenti universitari, in prima sul Mattino (e grazie: la Federico II coinvolta è davvero scandaloso), e il sottile e provocatorio titolo dell’Osservatore Romano, «Pyongyang si considera in guerra con gli Stati Uniti», unica vera fonte di preoccupazione (i rispettivi capi di stato sembrerebbero entrambi alquanto matti e ignoranti).

E mettiamoci l’editoriale di Travaglio di oggi (link solo abbonati, per ora) sull’alzata di testa del prof. Philip Laroma Jezzi, «ministro subito», ché almeno una laurea ce l’ha davvero – non come qualcun altro, che senza averla o quasi dirige il Ministero dell’Istruzione – ed è – coincidenza irrilevante – anche bravo come docente. Mi sta riprendendo la voglia di fare il concorso per la scuola di dottorato. Anche se, vista la mia età non più da fessacchiotto giovane, c’è il rischio che per non rischiare non mi facciano neanche entrare per depositare la domanda.

Giovedì 28 settembre 2017

Apple propone un update ad iOS, il sistema operativo degli iGingilli. Acconsento, ben ricordando che, però, la versione 11 (e spicci) sarà l’ultima che permetto ad Apple di installare: è il terzo upgrade di versione da quello originale con cui i miei iGingilli sono “nati” e, dal quarto in poi, inizierebbe il percorso di obsolescenza programmata. Che sarà respinto al mittente fino a non prima del compimento del quinto anno dei miei iGingilli (che poi sono un iPhone 6S 128GB e un iPad Air 2 cellular 128GB): solo dopo deciderò se comprarli nuovi, ma non posso permettere a Tim Cook alcuna “eutanasia” senza averli ammortizzati almeno per quel periodo. A lui non piacerà, ma non me ne può fregar di meno.

Oggi, poi, altra giornata di ripasso per l’esame di domani: Editoria Libraria Specialistico, con il prof. Gianluca Mori. L’esame non è difficilissimo, la materia è anche piacevole, ma è bene non sottovalutarla.

La chicca odierna: Il Giornale, con il suo articolo di apertura, scritto con i piedi peggio del solito. Ricordo che il verbo consistere regge la preposizione semplice in e quelle articolate corrispondenti, cioè nel/nello/nella/negli/nelle ma assolutamente non concorda con le preposizioni di, a, da, con, su, per, tra, fra. Ma c’è di peggio: un comitato è un nome comune di cosa, dunque lo si riconnette con esso e non con lui, e peggio ancora c’è la solita h “persa” nella scrittura del verbo avere alla terza persona. Ma il direttore non si vergogna? Mi rifiuto di continuare a leggere l’articolo.

Ma questi l'italiano l'hanno studiato? Lo conoscono?
Ma questi l’italiano l’hanno studiato? Lo conoscono?

E poi, vabbè, nasce il colosso dei cantieri navali con l’Italia al 51% (di cui quell’1% è “prestato” dalla Francia con riserva), la sassaiola tra romani e ROM a Roma Est (da quel dì che dico che andremo a finire alla guerra civile), Ryanair che lascia tutti a terra, i sindaci che dicono “prima gli italiani” e adesso li etichetteranno come razzisti, il papa che dice di accogliere i migranti a “braccia ben aperte” (perché non li ospita lui, che ha tante strutture e tanto spazio?) e il codice antimafia, che la mafia si passerà su e giù come al solito.

Do’ un’occhiata al Fatto Quotidiano e me ne vado a studiare, che è meglio.

Venerdì 29 settembre 2017

Giornata della minchia, si può dire? Palestra di buon mattino come al solito, doccia, ultimi ripassi per l’esame di Editoria Libraria. Pranzo di corsa e via all’Università. Il prof. arriva puntuale alle 14:30, ma vedo facce scontente e dubbiose. Viene fuori – dicono gli studenti, ma sono giovani e bisogna ricordarselo – che il prof. sarebbe intenzionato a fare domande alla Rischiatutto: «dimmi qual è l’editore più importante del 1800, quali pubblicazioni principali ha fatto nell’epoca, in quale settore e perché è stato o è importante». Se per caso non lo si ricorda, il prof. si “impunterebbe” e inizierebbe a girarci intorno perché ci si “deve” arrivare. Se sarà così – penso tra me e me – me ne andrò (non senza dirglielo): non è così che ho impostato il mio studio, non siamo da Mike Buongiorno e io non sono la Signora Longari. Tra l’altro un simile nozionismo non serve assolutamente a nulla, né a me, né – men che meno – ai ragazzi.

Inoltre, dalle 14:30 alle 19 circa, pare non si riescano ad esaminare più di sei studenti. E che caspita: vuole tenerli quasi un’ora ciascuno? Manco alla tesi di laurea… breve, ha diviso il gruppo in due e gli altri saranno fatti lunedì mattina dalle 8,30 in poi, me compreso. Esattamente quel che mai avrei voluto, perché mi scombina una marea di impegni e mi farà diventare la giornata praticamente piena dal mattino alla sera, facendomi anche saltare la palestra. Vorrà dire che trascorrerò il weekend a cercare di memorizzare un minimo di cronologia precisa con qualche nome di riferimento, preparandomi una scheda riepilogativa. Speriamo bene, perché è una materia obbligatoria (ed è giusto che lo sia, in un simile corso di laurea), purché non resa  nozionistica fuori luogo. Situazione poco gradevole e poco gradita.

Quanto alle notizie, per oggi ho soprasseduto…

Sabato 30 settembre 2017

07:00 – Passeggiata di buon mattino: 4 Km a piedi, cosa che cercherò di fare anche domani in vista del “salto” della palestra di lunedì. Per il resto… giornata dedicata al ripasso in vista dell’esame di lunedì mattina.

Domenica 1 ottobre 2017

06:50 – RaiNews24, che da qualche tempo seguo al mattino, dispensa le notizie e per oggi me le faccio bastare. Apprendo che lo stato biscazziere, nel 2016, ha incassato 10,5 miliardi – si, diecimiliardiemezzo – di euro dal gioco. E ora aumenta le aliquote per le vincite superiori a 500 euro (dal 6 al 12 per cento: raddoppio), mentre istituisce un “numero verde antiludopatia”. Te li darei io, le une e l’altro: fossi nei “ludopati”, appunto, rimarreste con le tasche vuote.

Vorrei capire di più sulla questione indipendentista catalana: il fatto che l’Europa condanni questa posizione e sia tacciata di populismo mi fa pensare che potrebbe anche avere qualche buona ragione, approfondirò in seguito, magari nello speciale che annunciano per le 18.

Sulla querelle tra quanto affermato da Di Maio e i sindacati («o i sindacati si riformano da soli, o quando saremo al governo ci penseremo noi») preferisco non commentare: dei sindacati non ho affatto una buona opinione. Quando si è trattato di difendere la mia persona da un’ingiusta mobilità, l’unica cosa che hanno preteso è la quota annuale d’iscrizione, ma risultati zero: se non fosse stato per lo stuolo di fior di avvocati da me pagati, sarei ancora alla ricerca di una soluzione. Perciò i rispettivi vertici, stipendiati a oltre 100mila euro l’anno, tacciano, ci fanno miglior figura. Quanto a Brunetta, che si permette di ironizzare, almeno si ricordi – ammesso e concesso che i 5 stelle debbano ritenersi dei “miracolati” perché ammessi a fare quel che loro fanno da decenni – che loro, ammesso, lo fanno “solo” da quattro anni. Non si può sentire nemmeno MDP, che rispolvera demagogicamente “puzza di ventennio”: i primi a emanare “cattivo odore di ventennio” sono proprio loro, somigliano sempre di più agli estensori delle fantasiose teorie francesi sulla “bromidrosi fetida” dei tedeschi (per chi non ricordasse, leggere qui).

E niente… anche oggi passeggiata mattutina ossigenante:

Al mattino è il momento migliore.
Adoro l’aria del mattino presto.

e giornata di studio… ci si rilegge al prossimo Markbook.

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Marco Valerio Principato

Informatico sin dal 1980, ha quasi sempre svolto questa attività sia nella Pubblica Amministrazione che fuori. Ora libero professionista e laureato con lode in Scienze della Comunicazione, si dedica alla donna della sua vita, ai suoi hobby e ai suoi siti.

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