Markbook

Markbook del 23 ottobre 2017

Lunedì 16 ottobre 2017

09:00 – Palestra bella tosta… ma l’idea di andarci tutti i giorni, associata a una dieta, funziona: la bilancia sta scendendo, sia pure meno di quel che ci si potrebbe aspettare (massa grassa sostituita parzialmente da massa magra).

16:00 @Università Roma Tre – Lettere e Filosofia – Terza lezione di giornalismo specialistico con Paolo Castiglia. Lui è sorpreso – e io non di meno – che nella prova che ha fatto fare il primo giorno di lezione, quella di scrivere un articolo, ci sono abbastanza pochi strafalcioni in italiano e il “taglio” è spesso azzeccato. Ora ha affidato un compitino da svolgere con calma, per la lezione successiva che non sarà lunedì prossimo in quanto lui sarà assente, ma quello dopo. Sono in gruppo con quattro colleghi, tutti giovani: mo’ vediamo che esce fuori… si tratta di scrivere un’intervista, “seduta”, come si dice in gergo. Al fine di non… disperdere le forze, ho subito creato il gruppo su Messenger. Staremo a vedere.

Martedì 17 ottobre 2017

09:00 – Sto lavorando a un “update tecnologico”: i miei NAS cominciano a battere la fiacca (sono i QNAP TS-219P e hanno sette anni, ormai), specie con i dischi da 6 Terabyte. Ho dunque provveduto ad acquistare dei TS-253A, analoghi ma molto più recenti, con interfacce più veloci, più memoria (8 GB invece di 4) e maggiore potenza di calcolo. Certo, il trasferimento dei dati è lungo – sostanzialmente per via della lentezza di quelli vecchi a leggere e inviare – ma non c’è altra strada: in un paio di giorni dovrebbe finire.

Sarà tutto più veloce: sia la replica a distanza via VPN, che così potrà sfruttare tutta la velocità della fibra, sia le copie locali di sicurezza, che avverranno via USB 3.0 anziché USB 2.0 e la differenza è enorme.

18:00 – Sono circa due ore che mi sono tuffato nella lettura di un po’ di notizie. Una fatica immane, perché la stampa è asservita al potere, c’è poco da fare, per cui per capire come stanno le cose bisogna andare a spulciare “a mano”. Non sono solito mischiare con una “bacheca” sana e distesa le questioni politiche (di solito lo faccio sul mio sito principale e relativa pagina), ma sono veramente stanco di queste facce di bronzo, che pur di non perdere le poltrone sono capaci di tutto.

Non entro nel merito con nomi e cognomi, non faccio le parti di nessuno, non è questa la sede adatta, ma dichiaro ai quattro venti che continuerò a dare il mio sostegno politico solo ed esclusivamente al MoVimento 5 Stelle, perché non c’è altra possibilità. E qui mi fermo, su questo tema e in questa sede. Chi non è d’accordo si metta l’animo in pace: non sono disposto a cambiare idea né ho voglia di ripetere le ragioni per le quali non darò mai (più) il mio voto ad altri.

E basta, per ora, m’è venuto il mal di testa.

Mercoledì 18 ottobre 2017

09:30 – Mattina presto in palestra a parte, giornata dedicata alla sostituzione del vecchio NAS, come già detto, e ad altri lavori di “manutenzione informatica”.

22:00 – I trasferimenti e il deployment del nuovo NAS sono finiti: funziona tutto perfettamente.

Giovedì 19 ottobre 2017

09:30 – Come scrivevo martedì scorso, con i nuovi NAS è tutta un’altra cosa: sembra di avere davvero dei dischi locali, non ci si accorge più di tanto che si sta usando un disco in rete. Be’, ecco: diciamo che sette anni – l’età che avevano i miei precedenti NAS – oggi è da considerarsi una “età massima” oltre la quale la maggior parte delle tecnologie non solo risultano obsolete, ma in certo qual modo “fanno pagare” la loro obsolescenza. E bisogna decidersi, dunque – se ancora se ne ha bisogno – a mandarle in pensione, c’è poco da fare.

18:30 – La bilancia mi sta ripagando dei “sacrifici” di un mese di dieta, di palestra tutte le sante mattine e di chilometri a piedi nel weekend. Quattro chili abbondanti (sostanzialmente di ciccia addominale) in meno, non mi lamento affatto. E mi sento pienamente in forze, sollevo pesi che è una bellezza, nessuna debolezza, niente di niente. Se continua così bene, quasi quasi mi rimetto a fare pesistica non dico come quand’ero giovane (ero piuttosto “armadioso”, sia pure in modo garbato e composto, del tutto natural), ma magari dedicandoci più tempo. Rimettersi abiti nuovi che non entravano più non ha prezzo.

Venerdì 20 ottobre 2017

09:00 – Oggi notizie un po’ “da venerdì”… niente di nuovo, sapevamo già tutto. Molti di voi si chiedono come mai, in linea di massima, quel che leggiamo sui giornali lo sapevamo già. Be’, è semplice: è un fenomeno che è in atto già da anni e si chiama settimanalizzazione, ossia un cambio nel modello di offerta delle notizie.

È dovuto, appunto, al fatto che il giornale ha perso il suo ruolo di “portatore di notizie”: aveva senso 30 anni fa, quando non c’era Internet, i social e tutti gli altri canali attraverso cui veniamo informati. I quotidiani, essendo cartacei, necessariamente riportano le notizie del giorno prima, per cui per non essere da subito usati per incartare il pesce, debbono dare qualcosa in più: retroscena, indiscrezioni, schede, approfondimenti, esami, analisi, proiezioni, interviste, corsivi, commenti, il tutto rivolto a consentire di capire meglio ciò che si è saputo il giorno prima. Ecco, questa è, in breve, la settimanalizzazione.

Simpatica questa vignetta del Fatto Quotidiano di oggi sulla legge elettorale. In effetti un po’ di PIDI-cure farebbe solo bene:

Vignetta sul Fatto Quotidiano di oggi.
Vignetta sul Fatto Quotidiano di oggi.

E ora dedichiamoci a qualcosa di più produttivo, va’.

13:40 – Non resisto: devo prendere in giro Adriana Bellini, giornalista conduttrice di oggi del TG di La7.

Adriana Bellini conduceva oggi il TG La7.
Adriana Bellini conduceva oggi il TG La7.

Ma non solo lei, eh, sia chiaro: tutti coloro che leggono il telegiornale delle 13:30 su La7 fanno la stessa cosa, e cioè: una parola, un “heeeee”, una parola, un “heeeeee”, una parola, un “heeeeee”, e così via.

Questa moda l’ha lanciata Enrico Mentana, forse pensando di darsi così un tono da intellettuale riflessivo che esita prima di parlare (errore, anche per lui, ma lui se lo può permettere: è un “personaggio noto”, come sono note la sua autorevolezza e la sua autorità di giornalista; poi non tutto ciò che pensa è condivisibile, ma questa è altra questione). Non altrettanto per gli altri “lettori di TG”: sono solo volti noti perché li vediamo spesso, ma per noi sono dei perfetti sconosciuti, dai quali ci aspettiamo professionalità, non esitazioni esibite una parola si e un’altra no pure. Ebbene, quell’infarcire di “heeeeee” le parole, a mio personale avviso, denota:

  1. scarsa professionalità (ascoltate, durante i servizi, se c’è nessuno che faccia la stessa cosa, verificate pure nell’edizione di oggi, la stessa che ho preso in giro poco più avanti); sembra quasi si voglia allungare il brodo per riempire tempi “morti”;
  2. mancanza di personalità: sentire il bisogno di imitare qualcun altro è indice di scarsa fiducia in sé stessi, esibizionismo, emulazione di un idolo, perfettamente inutile perché Mentana è direttore, voi no, nonché sintomo di insicurezza; in termini psicologici, un goffo tentativo di ricalcare l’immagine di un’altra persona sulla propria autoimmagine;
  3. ineleganza dialettica: provate a comportarvi così quando rispondete a un professore durante un esame universitario. È il viatico per iniziare da subito a dimenticarsi un 30 solo perché, se si è studiato (e chi legge un TG non lo fa mai così, al volo, in diretta: legge tutto prima), si tratta di esitazioni ingiustificabili ad eccezione dell’ormai raro caso dell’arrivo in diretta di una velina d’agenzia con una notizia di importanza straordinaria, ovviamente mai letta prima.

Ergo, ecco, ho qui esagerato, ma tutto sommato mica poi tanto:

Heeee… ennàmo, su, cercate di fare le persone serie.

Sabato 21 ottobre 2017

06:45 – Sulle prime pagine di oggi ho visto una delle tante strumentalizzazioni, Il Secolo XIX è uno di quelli che l’ha messa in prima pagina nell’occhiello del titolo di apertura:

Il titolo di apertura del Secolo XIX di oggi.
Il titolo di apertura del Secolo XIX di oggi.

“L’allarme del PD: «rischio deriva catalana»”. Ma di cosa parla, il PD? Come confondere le ragioni dell’indipendentismo catalano con quello lombardo-veneto? Anche Libero non scherza, sia pure “dall’altra parte”: il suo titolo di apertura dice «L’autonomia fa paura ai parassiti abituali». L’altra questione rilevante sulle prime di oggi è quella di Visco: un problema che, per il PD, significa dover fare una faccia davanti (Renzi, inteso come segretario, che dice «io sto con i risparmiatori») e un’altra dietro (restare a difesa delle bache e del neocapitalismo finanziario). Solo dal Fatto Quotidiano si capisce cosa sta davvero accadendo: un altro conflitto di interessi, l’ennesimo.

Vabbe’, basta, mi preparo e vado a farmi una camminata, è meglio.

09:30 – Bella passeggiata, 5.8 Km totali: sono andato a prendere il caffè a piedi a Piazza del Popolo. Anche Roma, al mattino, regala belle immagini. Una finestra al primo piano, in via della Penna, si è aperta alle 8:30 e una ragazza ha “cantato” a squarciagola: «quanto sei bella Roma, quann’è mattinaaaaaa». Be’, aveva evidentemente sonno…

Via della Penna.
Via della Penna.

I giardini di Piazza della Libertà, con quella luce soffusa del mattino:

I giardini di Piazza della Libertà.
I giardini di Piazza della Libertà.

La luce particolare del sole che inizia a scaldare l’aria:

Contrasti.
Contrasti.

Naturalmente, nonostante gli avvisi ormai ovunque:

Avviso per chi guida col cellulare in mano...
Avviso per chi guida col cellulare in mano…

… ho visto più gente guidare conversando beatamente o whatsappando col cellulare in mano in un’ora e poco più di camminata di quanto si possa credere. Ed è sabato mattina. Ma lasciamo stare, ti giri e il Tevere, non più biondo ormai, ancora offre spettacolo:

Vista del Tevere.
Vista del Tevere.

C’è persino una squadra di sportivi che gli dà di pagaie:

Pagaie all'opera...
Pagaie all’opera…

Bene, è ora di passare a qualcosa di più produttivo.

Domenica 22 ottobre 2017

19:00 – Giornata “pigra”: dopo la cena a casa di amici di ieri sera, la passeggiata al mattino di oggi è andata a farsi benedire, avendo fatto ritorno tardi.

Mi sono dedicato a quei lavori informatici che quando sei impegnato con lo studio non riesci mai a fare. E, tra questi, ho deciso di rimettere in servizio il vecchio Mac Mini (un Core 2 Duo con 4GB, disco Flash da 128 GB di fine 2009) perché come tale – ossia “servito” da Mac OSX – ormai non serve più a niente: l’ultima versione che ci può girare è la penultima, e gli “pesa” parecchio (ovvio: Tim Cook lo fa apposta).

Dunque, piuttosto che cercar di venderlo (visto che ci ho provato ma non se lo è filato nessuno, tutti vogliono il top, figurarsi), ho preferito usarlo come sostituto del vecchio PC adibito alla stazione radio (era un Athlon 64-3000, alquanto più vetusto e buono solo per far da server, che è quel che ora farà). Ho del tutto eliminato Mac OSX, ci ho installato la Ubuntu Mate 16.04 e va che è un piacere: altro che da buttare via. Persino VirtualBox ci fa girare delle macchine virtuali con Windows XP o Windows 7 senza troppi problemi, a conferma del fatto che l’hardware non è affatto da buttare, è solo Tim Cook che vorrebbe che io lo buttassi, ma s’attacca al tram e tira forte (che poi gli piace pure, essendo quel che è).

Benissimo: del resto, ho iniziato a rimettere in programma la ripresa dell’attività radioamatoriale, e questo è un passo, assieme all’acquisto della nuova antenna filare. Eh sì, quello è un altro dei miei hobby.

Bene, ora direi che si può sospendere… giornata pigra ma ugualmente produttiva e domani si riprendono palestra, dieta, tutto.

Al prossimo Markbook.

MVP

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Marco Valerio Principato

Informatico sin dal 1980, ha quasi sempre svolto questa attività sia nella Pubblica Amministrazione che fuori. Ora libero professionista e laureato con lode in Scienze della Comunicazione, si dedica alla donna della sua vita, ai suoi hobby e ai suoi siti.

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