Markbook

Markbook del 27 novembre 2017

Lunedì 20 novembre 2017

– Giornata di studi e in serata qualche lavoretto informatico, niente di che.

Martedì 21 novembre 2017

09:00 – Sono estremamente incoraggiato dalla bilancia. Da quando ho iniziato (cioè due mesi fa) la dieta di cui ho parlato nello scorso Markbook, posso dire «più di sei chili fa». Oggi, davvero, tutto avrei fatto tranne che andare in palestra alle sette del mattino, è solo la bilancia a incoraggiarmi, nonché il fatto di notare al contempo un incremento di forza fisica come non avrei mai immaginato. E per fortuna ho anche incontrato una “collega” di palestra, con la quale tra un pant e l’altro abbiamo anche chiacchierato sul tapis roulant

Bene, è ora di passare allo studio, che a gennaio qualcosa agli esami bisogna pur raccontare…

Filosofia politica in progress...
Filosofia politica in progress…

Mercoledì 22 novembre 2017

… e niente… si studia, fino a nuovo ordine, salvo qualche piccola divagazione. Non escludo di sospendere la pubblicazione dei Markbook, almeno fin quando non avrò completato gli esami.

Giovedì 22 novembre 2017

Mi ha particolarmente colpito un passaggio di un libro che sto leggendo per l’esame di Filosofia Politica, incentrato sul tema della povertà. Si tratta del libro di Bronislav Geremek, Uomini senza padrone, Einaudi, Torino 1992 (capitolo Criminalità, vagabondaggio, pauperismo). C’è una frase assolutamente attuale che, pur riferendosi all’esame storico sulla criminalità che l’autore svolge molto a partire da documenti giudiziari d’epoca, dovrebbe far riflettere.

«La difficoltà di trovare lavoro, le vicissitudini di un’esistenza precaria, fanno sì che questo gruppo presenti un tasso assai elevato di attività sociale» (Geremek 1992, 90). Per attività sociale Geremek intende la frequentazione di quelle che all’epoca (parliamo del 1500) erano le taverne. Luoghi poco raccomandabili, ben diversi da come lo si intende oggi (pur esistendo, quelle che oggi si etichettano tali, proprio in quanto sono esistite allora), erano «luogo dell’allegria e del non-lavoro, il luogo sacro al gioco e al divertimento, e in esso si ritrovavano certamente tutte le classi sociali» (Geremek 1992, 88).

Difficoltà di trovare lavoro… vicissitudini di un’esistenza precaria… vi ricorda nulla dei giorni nostri? Al contempo, se la taverna di oggi non è certamente più quella, ci sono migliaia di sale VLT, ci sono milioni e milioni di scommettitori online, ci sono le bische più o meno clandestine, eccetera. Ossia, il sostrato ideale per lo sviluppo criminale.

Su questo dovrebbero cogitare i nostri, anzi, vostri amati politici. Ai quali, com’è alquanto evidente, di scongiurare un simile degrado non frega assolutamente una mazza.

Torno a leggere, scusate se mi sono “allargato”.

Venerdì 24 novembre 2017

Mentre pranzavo sentivo in TV su La7 L’aria che tira, condotta da Myrta Merlino. Avevano in collegamento Ilaria Bidini, quella ragazza toscana affetta da osteogenesi imperfetta, bersagliata da tanti leoni da tastiera sulla sua Pagina Facebook (e altrove). A lei va tutta la mia stima e la mia comprensione, per carità. E ha fatto bene il Presidente Mattarella a conferirle l’onorificenza di Cavaliere al Merito della Repubblica.

Quel che poco – anzi, per niente – mi ha convinto è stata Nunzia De Girolamo: con l’occasione ha fatto semplice propaganda elettorale, dichiarando di aver stilato una proposta di legge che obblighi i “big” a non consentire l’anonimato, a chiedere un documento di identità a chi si iscrive e a consentire l’iscrizione solo dopo aver ricevuto il documento e aver inviato un’email di conferma.

La dott.ssa De Girolamo – ammesso creda davvero in quel che ha detto – è una povera illusa. La sua laurea in giurisprudenza non la aiuta, evidentemente, a comprendere che la Rete non funziona così e, men che meno, il capitalismo finanziario neoliberale con cui vorrebbe scontrarsi.

Ammesso e concesso che i “big” – leggasi: Google, Facebook, Twitter, Instagram, WhatsApp, eccetera – vogliano ottemperare, non penserà mica di obbligarli a ricevere del cartaceo o della posta certificata per accertarsi delle identità: non lo faranno mai. Dunque, anche se ottemperassero, lo farebbero accettando l’invio di una qualsiasi “scansione casareccia” di un documento, che può essere contraffatta senza troppe difficoltà da chi ha davvero cattive intenzioni.

In secondo luogo, impedire ai “big” di abilitare utenze anonime? Tsk. Figurarsi se Zuckerberg, o Pichai o chi per loro hanno tempo da perdere. Qui, cara Nunzia stai pure serena, non ottempereranno mai. Gli fai la multa? Semplice: non la pagano e fanno ricorso. Sono aziende straniere, hanno sede all’estero, hanno i soldi nei paradisi fiscali. Gli fai il solletico.

In terzo luogo, impedire tramite DNS, routing e altri trucchetti da bambini l’accesso ai loro siti? Non pensarci neanche, Nunzia: avrebbe efficacia zero e produrrebbe, con ogni probabilità, ricorsi da parte loro, quelli si, efficaci, non come quelli dello stato italiano, che farebbero solo ridere.

In quarto luogo, anche ammesso che si legiferi ad impedenda connectio, pensi che sia così difficile aggirare l’ostacolo? TOR o, meglio, una bella VPN e il gioco è fatto. Vuoi vietare anche le VPN? Be’, spero di no perché a quel punto (come sempre) avevo ragione quando dicevo che ci stiamo preparando alla InteLnet Cinaliana.

Per avere credibilità, mia cara, dovreste occuparvi di ricostruire la società, di ridarle i valori, l’educazione, il rispetto, la moderazione, l’amore per la giustizia, eccetera. Ma questo è troppo difficile da fare, ci vuole troppo tempo, troppe capacità (che forse non ci sono più) e, soprattutto, non è un gesto “spendibile” per far propaganda, vero?

Continuate così, e l’Italia delle persone perbene si disgregherà. Qui ci rimarranno ladri, corrotti, mafiosi, delinquenti, immigrati e disgraziati. Gli altri, a partire da me, se ne andranno, perché continuando così non c’è rimedio: l’Italia resta irrecuperabile. Fate vobis.

Metteteci anche un’altra cosa: da adesso (ore 14:30 del 24 novembre 2017) sono cliente pagante di ProtonMail e ProtonVPN. Il che significa che né da qui, né dagli Stati Uniti (giacché il mio Hosting Provider è americano) sarà più possibile spiare la mia posta elettronica né la mia navigazione. E questo varrà anche per lo smartphone.

Fottetevi.

Sabato 25 novembre 2017

Nulla da segnalare…

Domenica 26 novembre 2017

Giusto una notarella comica: giovedì di (ormai) due settimane fa WindTre-Infostrada mi aveva detto «Gentile cliente, a breve verrà contattato dal (numero) 0691166 per confermare l’appuntamento per la sostituzione del modem guasto, ecc. ecc.». Oggi sono dieci giorni esatti, e io sto ancora aspettando. Pensa se non avessi avuto il mio apparato di riserva… Ovviamente domani inizierò a sollecitare.

Meglio mettersi a studiare, va…

Al prossimo Markbook

MVP

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Marco Valerio Principato

Informatico sin dal 1980, ha quasi sempre svolto questa attività sia nella Pubblica Amministrazione che fuori. Ora libero professionista e laureato con lode in Scienze della Comunicazione, si dedica alla donna della sua vita, ai suoi hobby e ai suoi siti.

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