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ACEA Energia: a che serve la telelettura se non la si fa?

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18 novembre 2011 - 17:19 | Letture 10.078 | Commenti 12 | Link breve

Ma come: ho il contatore elettronico, frettolosamente installato da ACEA e abbandonato senza “link” per anni, ora che da qualche mese finalmente funziona mi vedo fatturare un consumo presunto? Ma siamo matti?



ACEA Energia logo

ACEA Energia logo

Ho appena ricevuto la bolletta della luce. Quella che ricevono tanti milioni di italiani, nel caso specifico di romani, perché ACEA è il principale distributore a Roma. Con una sorpresa: una caterva di consumi presunti.

La cosina strana è che ormai da più di qualche tempo, esattamente da marzo 2009 (ossia da due anni e mezzo) dispongo di contatore elettronico: la “scusa ufficiale” per averlo installato è quella, naturalmente, di effettuare la telelettura.

All’epoca in cui fu installato la telelettura non funzionava, ma da diversi mesi a questa parte è stata attivata. Una comodità, si potrebbe pensare: finalmente si paga esattamente ciò che si consuma e non occorre effettuare letture e inviarle, o sul sito, o per telefono.

Peccato che la bolletta, neppure troppo moderata nei costi (io ho però un costo base più elevato in quanto ho 6 KW anziché i soliti 3 o 4,5 a causa della presenza di impianto di climatizzazione che, anche se in classe A, comunque richiede “margine”), contiene del consumo presunto.

Lettera di presentazione nuova bolletta, prima pagina

Lettera di presentazione nuova bolletta, prima pagina

Prima una pomposa lettera di presentazione (qui a sinistra, tutte le immagini sono cliccabili per ingrandire), che arriva oggi e parla di un rinnovamento che “comporterà, a partire dal mese di agosto (di quando? Del prossimo anno, forse? O è arrivata un po’ tardi?, ndB) una fase di migrazione che potrebbe causare un minore livello dei nostri servizi. Pertanto ci scusiamo anticipatamente per gli eventuali disservizi che potranno manifestarsi”.

L’annuncio prosegue informando che l’importo sarà superiore al previsto in quanto in precedenza non completamente fatturato.

Seconda pagina della presentazione

Seconda pagina della presentazione

Arriva poi la seconda presentazione, più curata nella grafica, che presenta (l’ennesimo) restyling della bolletta, perfettamente inutile, contiene gli stessi dati di prima e la chiarezza continua a non essere il suo forte (qui a destra). Ma ora viene il bello, il piccolo “disservizio” di cui ACEA si è scusata in partenza.

Bolletta, prima pagina

Bolletta, prima pagina

Se si osserva la prima pagina della bolletta (qui a sinistra) si nota subito che dice di essere relativa al quinto bimestre 2011, dunque settembre e ottobre. Si nota anche subito che, sulla colonna destra, reca la scritta “Consumo: stimato”.

Stimato?! Ma allora a che serve la telelettura? Risulta così complesso lanciare la procedura di telelettura, al punto da fatturare senza farla e senza tenerne conto? Mi sembra strano.

Seconda pagina della bolletta

Seconda pagina della bolletta

Ma non è finita.  Se si osserva la seconda pagina della bolletta (qui a destra), si noterà che le fasce di lettura stimata fanno riferimento a “stime” (pfui) che vanno dal 22 luglio 2011 al 13 ottobre 2011.

Ma non era relativa al quinto bimestre, ossia a settembre e ottobre? Significa che dal 22 luglio ad adesso nessuno scassatissimo computer di ACEA è stato in grado di effettuare uno straccio di telelettura? Uno pensa: e va bene, avranno avuto dei problemi, ma posso aiutarli io, schiaccio il tastino, leggo la misura e gliela mando, così almeno la fatturazione – per maggiore o minore della realtà che sia – si “allinea”.

Pagina comunicazioni di ACEA

Pagina comunicazioni di ACEA

Manco per idea: come si può osservare dalla pagina delle comunicazioni (qui a sinistra), per chi ha il contatore elettronico l’invio della lettura non è possibile: giustamente, essa viene acquisita elettronicamente, dunque non avrebbe senso.

Se la si facesse, però. Ma se non la si fa, per quale astrusa ragione debbo sorbirmi una lettura presunta, a prescindere dal fatto che la presunzione abbia più o meno colto nel segno (e di solito quella presunta è sempre abbondante, rispetto a quella effettiva)?

Il fatto, purtroppo, è questo: la lettura presunta, a mio modesto avviso, andrebbe vietata per legge, in quanto dà all’azienda un margine di libertà che va oltre il potere di controllo esercitabile dal cliente, visto che tra l’altro non posso neppure rettificarla attraverso l’invio di una lettura manuale.

In effetti qualcuno mi deve ancora spiegare qual’è la logica della lettura presunta: quella di non far “accumulare debiti”? Ma neanche per sogno: perché gli operatori di telecomunicazioni non fatturano mai telefonate presunte, perché la fattura del meccanico, quando si porta l’auto in officina, riporta quel che è stato fornito tra prodotti e servizi, e non una manodopera e dei pezzi di ricambio presunti? La verità è che la lettura dovrebbe essere semplicemente il mezzo con cui si misura l’entità del servizio ottenuto, in questo caso l’energia consumata. E quella mi dovrebbe essere fatturata, non quella che presumibilmente ho consumato.

Professor Monti, veda un po’ se può mettere in agenda anche queste cose: non ha la più pallida idea di come Le sarebbe grata la popolazione italiana.

Marco V. Principato (1033 Posts)

Informatico sin dal 1980, ha quasi sempre svolto questa attività sia nella Pubblica Amministrazione che fuori. Ora libero professionista, studia Scienze della Comunicazione e si dedica alla donna della sua vita, ai suoi hobby e ai suoi siti.




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