Antitrust italiano
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Sabato 28 Luglio 2001 si legge su “Il Nuovo” (http://www.ilnuovo.it/) che “a seguito dell’acquisizione da parte di Telecom Italia delle emittenti televisive TMC e TMC2 (poi divenuta LA7), l’ex monopolista telefonico si è trasformato – secondo il rilievo dell’Antitrust – in un gruppo multimediale “ (vedasi copia schermo, prima e seconda pagina)…
Questa “nuova” caratteristica permetterebbe, sempre secondo l’Antitrust e con tanto di delibera del consiglio di amministrazione di Telecom Italia, alla nascente FASTWEB (del gruppo E-BISCOM), di utilizzare la rete in fibra ottica “Socrate” a suo tempo realizzata dalla ex-monopolista. Da notare che tale progetto è poi miseramente naufragato per ragioni che non è dato sapere, con il risultato di una gran quantità di palazzi cablati con un cavo dalla potenza spropositata che non potrà mai essere usato e uno sproposito di soldi spesi.
Ci sarebbero un mucchio di domande da farsi, ma riassumiamo un po’ meglio i fatti.
Circa 10 anni fa, Telecom Italia iniziava a scavare come una talpa nei principali capoluoghi di provincia, cablando città e palazzi con una nuova, fiammante e misteriosa fibra ottica. Tale cablaggio comprendeva anche opere murarie internamente ai palazzi, con tanto di scasso, installazione tubature, passaggio cavi, muratura, finitura e ripristino estetico. Al termine, ogni palazzo si è ritrovato con alcune scatole in più nelle scale, con scritto sopra “Telecom Italia”, e con una nuova scatola dentro casa, in cui terminava questo nuovo cavo. Tutto ciò è costato svariati miliardi ed ha provocato lunghi e gravissimi disagi ai cittadini, costretti a sopportare rumori, polvere e deviazioni alla circolazione stradale.
In ogni palazzo, la domanda sorse spontanea: “a cosa servono questi nuovi cavi?”. Le risposte furono le più disparate: “per il telefono del futuro”, “per portare telefono, servizi e TV via cavo”, “per rimodernare gli impianti”, “per futura espansione”… tutti conclusero che, ancora una volta, Telecom Italia chissà cosa aveva in mente ma non lo diceva. Stranamente però, per lungo tempo, non vi fu traccia di offerte commerciali dirette agli abitanti di quegli stessi appartamenti che ospitavano questa “nuova scatola”.
Dopo qualche tempo la gente iniziò a chiedersi se e come era possibile usufruire di questo benedetto nuovo cavo: ma era quasi impossibile chiedere informazioni, nessuno sapeva nulla. Molto più probabilmente, Telecom aveva pianificato tariffe dimensionate con lo scopo di ammortizzare i costi sostenuti, quindi molto alte; è ragionevole supporre che non volesse, quindi, pubblicizzare troppo la cosa. Sta di fatto che, ad oggi, questi cavi sono rimasti lì, invenduti e inutilizzati. Un lavoro di miliardi, senza resa.
Recentemente, visto l’alto costo di interconnessione e/o di affitto dei fili per l’ultimo miglio (il tratto di cablaggio telefonico che congiunge i palazzi alle centrali telefoniche) richiesto da Telecom Italia agli altri gestori, accade che due grandi gruppi telefonici alternativi a Telecom Italia cioè INFOSTRADA e WIND si “uniscono” ed iniziano ad impiantare le proprie fibre ottiche in giro per le città. Con tanto di tombini in ghisa recanti il marchio.
Anche altri gestori, come AEXIS TELECOM (il link l’ho eliminato perché ad oggi – Gennaio 2003 – occhio ai bimbi, la foto non è adatta - porta a tutt’altro) AEXIS oggi è defunta, vedi articolo su Punto Informatico), E-Planet e FASTWeb, mettono mano a “vanghe e badili” ed iniziano a montare i loro cavi ottici. Sui tombini troneggia il loro “logo”.
Guarda caso… a questo punto l’Antitrust “si accorge” che Telecom Italia può vendere i suoi cavi in fibra a FASTWEB. Ma… quali cavi? per caso quelli del progetto Socrate? Se così fosse, supporrei che Telecom Italia:
si sia sempre chiesta come ricavare soldi, possibilmente tutti insieme, da quel ciclopico sforzo che sostenne quando impiantò la sua rete in fibra, rimasta comunque inoperativa;
si è quindi resa conto che una così capillare rete oggi fa molta più gola di qualche anno fa (anche a causa della recente diffusione di collegamenti Internet a larga banda nelle città);
ha preso nota che altri operatori, invece di sottostare alle sue tariffe di interconnessione, hanno piuttosto pensato di “far da sé” e impiantarsi i propri cavi, con costi iniziali forse maggiori ma anche con maggiore indipendenza e certezza.
Sempre se così fosse, Telecom si è data l’allarme: se “questi” si montano i cavi per conto proprio, noi che ci facciamo con quel ciclopico impianto? Andiamo subito all’Antitrust e facciamoci autorizzare a venderlo. Risultato: “Cara, carissima FASTWEB, visto che stai facendo le dorsali in fibra, non ti interesserebbe acquistare il nostro cablaggio, così ti ritrovi già dentro le case dei tuoi clienti? Sìììììì, vero? (leggi, detto a mezza bocca: “compra i nostri cavi, altrimenti li vendiamo noi a poche lire e ti facciamo chiudere”).
Sapete perché penso sia andata così? Perché qualche giorno fa ho telefonato a FastWeb, avendo notato i loro tombini a poche centinaia di metri dalla mia abitazione, e gli ho chiesto se potevo avere una loro linea ex-novo, ovvero senza passare per Telecom. Una gentile signorina mi ha chiesto in quale via abitavo, per verificare se fosse “già servita”. In men che non si dica mi ha riferito che la mia via è pianificata nel loro cablaggio diretto per Febbraio 2002. Ovvero, fanno sul serio. Da notare che, dentro casa mia, già da alcuni anni esiste quella famosa scatola con un bel cavo in fibra lasciato arrotolato all’interno, intestato con tanto di bocchettone coassiale e coperto con nastro isolante.
Pensate che nessuno, a Telecom Italia, abbia fatto indagini di mercato spacciandosi per un “futuro cliente qualsiasi” al fine di conoscere lo “stato dell’arte” dei concorrenti? Tenendo conto che non sarebbe la prima volta osservarli che, davanti a noi, fanno vedere che si prendono a pugni e poi, la sera, vanno a mangiare insieme.
Se qualcuno ha un’altra spiegazione… sarei curioso di conoscerla.
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Etichette: aexis telecom,antitrust,e-biscom,e-planet,fastweb,fibra ottica,il nuovo,infostrada,italia,la7,socrate,telecom italia,tmc,tv via cavo,wind


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