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Aumenti del prezzo del gas metano: come fare?

Avete letto questa bella notizia appena regalataci dalla Befana? Qualche giorno fa abbiamo ricevuto tutti un magnifico aumento del costo del gas, pari all’1,7 per cento. Sciocchezze? Neanche per idea, specie se si impiega per il riscaldamento, proprio oggi che è festa e stiamo tutti a casa.

Il 'gazometro' di Roma, ormai fuori uso
Il ‘gazometro’ di Roma, ormai fuori uso

Ah, beati i tempi in cui a Roma funzionava il cosiddetto gazometro (foto qui a destra): il gas che si usava era chiamato “gas di città”, aveva meno pressione – infatti gli ugelli degli apparecchi utilizzatori avevano fori più grandi – era maleodorante ma molto più economico. Durante la notte veniva prodotto e la calotta del gazometro, al mattino, era in cima all’impalcatura. Durante il giorno, per effetto del suo peso, il gas veniva spinto nelle tubature.

Oggi no: oggi utilizziamo il metano. Un gas ricavato da un reticolo di industrie dietro le quali si celano interessi enormi e si fanno giochi sporchissimi.

Risultato: gli aumenti ci sono sempre, anche quando non vi sarebbe alcuna ragione per averli. Ormai sono due anni che il prezzo del gas scende, ma nessuno di noi se ne è accorto, anzi, dal 2011 a oggi – spiega Il Corriere – gli aumenti sono stati del 23,7 per cento.

Paradossale: meno se ne consuma, più si paga. E quel che non si consuma va pagato lo stesso dai big del gas: una tariffa flat, insomma, che non conviene a nessuno se non ai produttori: li chiamano contratti take or pay, prendi o paga.

Milena Gabanelli l’aveva raccontato, “ricordando che l’amministratore delegato dell’Eni Paolo Scaroni ha rinegoziato con la Russia un onerosissimo contratto take or pay prolungandone la durata a trent’anni. È accaduto nel 2009, con straordinario tempismo: poco prima della vertiginosa caduta del mercato libero”, dice il quotidiano.

E ora, per evitare oscillazioni, ci dobbiamo accollare un’assicurazione che garantisca i fornitori dalla situazione favorevole del c.d. “mercato spot”.

Siccome, nel frattempo, l’elettricità non sembra (per ora) aver subìto lo stesso destino, chi può utilizzi il proprio impianto di condizionamento a pompa di calore: specie se si impiegano apparecchiature ad alta efficienza energetica, magari in classe A, si può star caldi ugualmente e spendere molto meno.

Alla faccia di questi magnaccioni, che fanno parte di un sistema veramente disgustoso: mangiano tutti, rubano tutti, truffano tutti, raggirano tutti, trafficano tutti. Politici, manager, dirigenti, faccendieri, non se ne salva uno.

Non se ne può davvero più.

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Marco Valerio Principato

Informatico sin dal 1980, ha quasi sempre svolto questa attività sia nella Pubblica Amministrazione che fuori. Ora libero professionista e laureato con lode in Scienze della Comunicazione, si dedica alla donna della sua vita, ai suoi hobby e ai suoi siti.

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