Che ci farò con il mio BlackBerry Bold 9000?
Siamo alla frutta: circolano le guide su come eseguire il ‘rooting’ del PlayBook per farci funzionare qualunque applicazione Android. Se continua così, il futuro per RIM – e anche per i BlackBerry – è davvero poco sorridente
BlackBerry: uno smartphone poco conosciuto, che in Italia ha visto un qualche momento più roseo da quando c’è stata la vera e propria “esplosione” di questo tipo di apparecchi. Pochi l’hanno comprato perché pochi l’hanno capito, qui in Italia. Al contrario, fino poco più di un anno fa negli USA era “lo” smartphone, gli altri venivano tutti dopo. Esatto, il tempo presente (grammaticalmente parlando) è stato dismesso, perché la casa produttrice non è in buone acque, la gente ha iniziato a cambiare strada, e non sono chiacchiere: oltre ad averlo letto diverse volte da fonti autorevoli, l’ho visto con i miei occhi, dunque non posso che ammettere.
Chi segue il New Blog Times senz’altro ricorda, e ci mettiamo dell’altro: gli investitori hanno fatto – e fanno – pressione perché la casa “si svegli” e si allinei al resto del mercato, al limite anche vendendo il settore smartphone; autorevoli penne danno per spacciati gli attuali vertici aziendali e ironizzano sul comportamento di questi ultimi in relazione ai blackout che hanno afflitto il sistema centralizzato dell’azienda; per non parlare del PlayBook, un tablet nato male, cresciuto peggio, costretto a divincolarsi in una serie di avversità e a destreggiarsi tra le molteplici staffilate provenienti da una concorrenza sveglia, agguerrita, disposta a tutto e molto, molto forte. Un pezzo sul PlayBook come quello di Jessica Dolcourt su Cnet, esattamente un anno fa, era già foriero di serie preoccupazioni che avrebbero dovuto far suonare un campanello, anzi, un campanone d’allarme in azienda.
Per questo qui in Italia (e in buona parte d’Europa), di PlayBook in giro non se ne vedono. Per questo negli USA ormai già da tempo è venduto a prezzi stracciati.
E ora, che succede? Quello che non avrebbe mai dovuto succedere, almeno non prima di aver riscosso un certo successo commerciale “tangibile”: Lance Wihitney su Cnet sbotta e racconta che, se si possiede un PlayBook e ci si è stancati di aspettare che RIM, la casa produttrice, inizi a supportare le applicazioni Android, basta un bel rooting(1) del tablet e si ottiene accesso all’Android Market. Neanche a dirlo, la guida al rooting viene dal celebre sito CrackBerry. Una volta messe le mani sull’apparecchio, si apre un “mondo proibito”, nel quale si potrà fare un po’ quel che si vuole.
Brutto, bruttissimo segno. Non per il rooting in sé, intendiamoci: quell’operazione è croce (per i produttori) e delizia (per gli utilizzatori… ehm… evoluti) che prima o poi tocca a tutti, nessuno escluso. Quel che promette male è lo scenario d’insieme, che rappresenta un pubblico le cui aspettative restano – di nuovo – deluse, un mercato non disposto a sopportare ulteriori attese e un legame a doppio filo tra un qualsiasi smartphone di casa RIM e il tablet, progettato non per avere vita autonoma, ma per dipendere (email, connettività, ecc.) dallo smartphone.
A questo punto, pur essendo finora stato piuttosto esitante nell’ammettere il grigiore del panorama, debbo confessare che a meno di un miracolo l’azienda rischia di implodere, di rannicchiarsi su sé stessa e, come fanno gli uccellini avviliti, mettere la testa sotto l’ala e morire.
Al che, di quello che da ormai tre anni a questa parte è il mio “fido” BlackBerry Bold 9000, cosa sarà? Se RIM “spegne” il suo BIS (BlackBerry Internet Service, ossia il servizio erogato per tutte le utenze private che non dispongono di un BES, ossia il BlackBerry Enterprise Service), quello smartphone è praticamente morto: non sarebbe in grado, se non con l’impiego di un sistema operativo diverso, di svolgere alcuna funzione legata all’uso della Rete.
Resterebbe un oggetto off-line, capace di essere un’agenda, una rubrica e un telefono, sincronizzabile con il proprio computer attraverso le applicazioni software (per Mac e Windows), ma non potrebbe più essere né un client Twitter, né Facebook, né FourSquare. Non potrebbe più ricevere né inviare email. Non potrebbe più navigare (per quanto la limitatezza del piccolo schermo consenta). Non funzionerebbe più il BlackBerry Messenger. Nessuno vi scriverebbe più applicazioni. Non avrebbe Google Maps, non… insomma, avrebbe poco da invidiare a un normalissimo, molto più piccolo e meno pretenzioso cellulare Symbian, tastiera QWERTY a parte.
Purtroppo siamo in un momento di crisi generale, non solo in Italia. Per Research In Motion risollevarsi non è davvero uno scherzo, stavolta.
1 rooting: operazione attraverso cui si superano le protezioni apposte dal produttore e si guadagnano i privilegi amministrativi di un sistema, al fine di variare impostazioni, caricare software e svolgere operazioni normalmente no concesse all’utente.
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