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FocusTech.it: non riesco a «mettere a fuoco»

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11 febbraio 2015 - 10:00 | Commenti 3 | Link breve

(UPDATE!) Mi sono imbattuto in un articolo di questa «testata» (si fa per dire: non si sa se lo è) e mi sono fatto qualche domanda. Ma non sono riuscito a dare risposte.


Il logo di FocusTech e... una nota

Il logo di FocusTech e… una nota

Nota 2: ad evitare dispiaceri immeritati, invito chi legge questo post a completare l’opera prendendo visione anche dei commenti, in particolare quello del dott. Antonio Tresca, che ora svolge altra attività (vedi suo stesso commento via Facebook qui sotto) e non si occupa più di quel sito, che adesso è tutt’altra cosa e nulla condivide con quanto avevo rilevato io a febbraio del 2015. Mi astengo dal fare ulteriori considerazioni e chiedo venia qualora avessi urtato la suscettibilità di chicchessia con le mie elucubrazioni / corbellerie.

Nota: c’è un aggiornamento in fondo. E il post, vista l’ilarità che la circostanza mi ha suscitato, è anche passato “in evidenza”.

FocusTech.it si presenta al mondo (su Facebook) come “La tua fonte di notizie su Tecnologia e Innovazione”. Il sito è presente su Google News e a prima vista lo è come testata giornalistica (non è presente l’apposizione blog a fine nome).

Magari uno l’articoletto lo legge pure. Ma poi ti viene la curiosità e vai a vedere: cosa diavolo è ‘sto sito?

Non si sa chi c’è dietro. Non c’è neanche l’ombra di un’indicazione di chi sia il responsabile; chi ci scrive lo si sa, genericamente, solo in testa gli articoli (“Pubblicato da Tizio Caio“); i testi non usano link ipertestuali neanche da lontano; non citano fonti; non si conoscono la sua politica e la sua linea editoriali. Unica scelta evidente: i commenti non sono liberi, bensì sotto moderazione (e su questo condivido).

Perché FocusTech.it si trincera dietro una struttura così ermetica? Ha forse qualcosa da nascondere? Dire che un articolo è stato pubblicato da Luca Buzzetti (il primo articolo che m’è capitato) equivale a dire che è stato pubblicato da Mario Rossi, oppure da Antonio Esposito, stessa cosa. Chi è costui? Un minimo di scheda su di se sarebbe troppo?

Poi vai a vedere su Facebook, perché dice che ha quasi 10mila “Mi piace”. E devi andarci, su Facebook, perché non c’è altro modo per scoprire che l’organizzazione dietro al sito è quella di MentiInformatiche.com. Altro sito decisamente ermetico, la cui “redazione” contiene nomi del tutto diversi da quelli che parrebbero scrivere su FocusTech.it.

Utilizzano AdSense di Google, e questo va bene: tenere un sito in vita, sia pure solo per l’hosting, costa (lo so bene). Poi in fondo ai post ci sono i link di LinkWeLove.it, che recentemente ha chiesto anche a me se volevo il loro “servizio” (per così dire: è un sistema simile a edintorni.net, usato anche da alcuni quotidiani, in pratica un servizio di “articoli correlati” sponsorizzati), servizio che ho ovviamente rifiutato (quali siano gli articoli correlati da proporre lo voglio decidere io).

Eppure, almeno all’apparenza – se i “mi piace” non se li è comprati, cosa possibilissima – il sito ha un certo riscontro. Google News gli concede anche il capotitolo.

Ecco perché Google News lo sto leggendo sempre meno. Non che l’abbia mai letto chissà quanto, ma da un paio d’anni a questa parte sembra accettare pressoché qualsiasi fonte, anche priva di referenze. Francamente per me ha perso molto.

UPDATE

Dario Bonacina mi segnala che, su FocusTech.it, esiste una pagina “Chi siamo” (peraltro non collegata in nessuna delle pagine attualmente online, dunque – per chi non lo sa – come fosse inesistente, ma passi).

Il primo nome che compare è quello del dott. Antonio Tresca, che guardando all’URL dovrebbe essere l’«admin», l’amministratore del sito. Purtroppo, quando si clicca su Antonio Tresca, viene presentata invece la pagina del dott. Luca Zecca (questa è la copia di sicurezza, per prudenza), bocconiano doc: evidentemente nel frattempo il sito ha cambiato… padrone.

Bene, la cosa che ha subito colpito è che un bocconiano doc si renda estensore di titoli quanto meno singolari. Il primo: Sony Xperia Z4 venire con processore a 64-bit e 4 GB di RAM (il grassetto e il rosso sono miei, il corsivo indica solo che è titolo).

Che lingua è? Non capisco. Incuriosito, apro l’articolo e inizio a leggere. Fatelo voi stessi, possibilmente con attenzione per cogliere bene la forma degli enunciati. Se per caso nel frattempo fosse stato corretto (e sarebbe doveroso!), questa è la copia video di come appariva in tutto il suo splendore linguistico, degno giusto di una… versione migliorata del traduttore di Google, ma di certo non di un bocconiano (a meno che anche la Bocconi non sia, ultimamente, trascesa).

Dario, poi, mi fa notare che l’originario creatore del sito, il dott. Antonio Tresca, ha un suo blog sull’Huffington Post e in esso vi è una piccola biografia da cui si evince “chi è” il dott. Tresca e si evince anche, circa FocusTech.it, «che in breve tempo è diventato uno dei principali blog d’informazione tecnologica nel panorama italiano».

Tutte informazioni che io ho ottenuto di seconda mano, ossia grazie a Dario. Ma in qualità di “internauta qualunque” non ho alcun modo per arrivare ad ottenere direttamente questi elementi di conoscenza dal sito di FocusTech.it: come sostiene Noam Chomsky, secondo loro dovrei averli “innati”, come la sintassi.

Inoltre, a proposito di sintassi, se avete letto l’articolo – e non è il solo – be’… ditemi come si fa a ritenere un simile sito «uno dei principali blog d’informazione tecnologica nel panorama italiano» e come si fa a qualificarlo “fonte” in un aggregatore di notizie serio.

Ecco. Se Google News aggrega questo tipo di fonti, non c’è nessuno, assolutamente nessun motivo per continuare a leggerlo. Andate a leggervi direttamente l’Ansa, l’ADNKnronos o qualche altra agenzia: almeno un minimo di editorialità c’è e (per ora ancora) non capitano titoli del tipo Indel vendere nuovi migrobrogezzòri ad alda velogidà. 😆

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Marco Valerio Principato (1280 Posts)

Informatico sin dal 1980, ha quasi sempre svolto questa attività sia nella Pubblica Amministrazione che fuori. Ora libero professionista e laureato con lode in Scienze della Comunicazione, si dedica alla donna della sua vita, ai suoi hobby e ai suoi siti.


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COMMENTI (locali)

3 commenti (locali) »

  • Marco Valerio Principato ha scritto:

    Gentile dott. Tresca,

    come vede ho provveduto a inserire un’ulteriore nota in apertura, acciocché ciascuno formi il proprio pensiero e tragga le proprie conclusioni, magari anche rivalutando da cima a fondo il nuovo sito.

    Stia pur certo che, durante il corso di laurea, ho appreso quanto occorre per non cadere nel rischio della diffamazione. Indubbio dunque che le abili retoriche di possibile velata minaccia o di sottile ironia non mi sorprendano né mi preoccupino.

    Quel che mi sorprende, invece, è che nella sua pur non chiarita posizione – giacché ora lei svolge altra attività – nei confronti di quel sito di cui assume la “difesa” (pur non avendo, per sua stessa ammissione, nulla a che fare col medesimo), lei ed altri commentatori non abbiate pensato che, per contattare il responsabile di un sito e chiedere delle rettifiche o integrazioni, è opportuno scrivere via email (o altri contatti diretti), piuttosto che lasciare un banale commento, il cui arrivo potrebbe passare inosservato o, in qualche caso, essere automaticamente tagliato da sistemi come Akismet, di cui nessun titolare ha il controllo. Francamente pensavo che questo facesse parte dei programmi di studio, ma forse sbaglio.

    Le auguro buona fortuna, mi stia bene.

    Dott. Marco V. Principato

  • Antonio ha scritto:

    Gentile Marco Valerio Principato,

    mi permetta di aiutarla a fare un po’ di chiarezza su questa spinosa vicenda di cui lei ci narra con professionalità e savoir-fare tipici di un dott. (con lode) in Scienze delle Comunicazioni.

    Il sottoscritto bocconiano Antonio Tresca è il fondatore di FocusTech.it, blog di cui ha dovuto cedere la proprietà e la gestione nel lontano 2014, quando ha deciso di intraprendere un’esperienza lavorativa in Google. Da quel momento, i nuovi proprietari hanno totalmente rivoluzionato sia l’approccio editoriale e la redazione che la veste grafica ed il logo. La sfido a trovare articoli con errori cosi grossolani, o simili scelte grafiche, nei contenuti pubblicati sul sito prima del 2014. Sui gusti grafici, poi, vedo che i nuovi proprietari del sito sono in buona compagnia, a giudicare dal logo di questo celeberrimo blog online che lei “dirige”.

    La inviterei anche a verificare meglio le sue fonti, prima di scrivere corbellerie e falsità, e prima che la sua ironia rischi di scivolare in diffamazione, come dovrebbero averle insegnato durante il suo corso di Laurea in Scienze delle Comunicazioni, conseguito con lode.

    Cordiali saluti,
    Dott. Antonio Tresca

  • gintama ha scritto:

    Faccio presente che oggi, 8 settembre 2015 il link

    http://www.huffingtonpost.it/antonio-tresca/

    fornisce una pagina priva di contenuti… Che anche l’HuffPost covi serpi in seno senza saperlo?

    Contina così Marco, lascia l’ascia ai detrattori, le libere menti colgono sempre spunti interessanti dai tuoi scritti.

    gintama

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