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Il CEO di Verizon: il successo di iPhone è cospirazione

29 giugno 2008 Letture: 36 1 commento Short Link

Al presidente di Verizon, Ivan Seidenberg, il boccone non va giù: iPhone, per essere considerato vincente, deve guadagnarsi la medaglia sul campo



Ivan Seidenberg, l’uomo alla guida di Verizon, sostiene che «dichiarare l’iPhone un trionfo è cospirazione. Si dice che loro (la Apple, ndR) sono i vincitori prima che si siano guadagnati la qualifica sul campo».

Secondo Seidenberg – spiega Cnet – iPhone non può essere (ancora) considerato un successo perché ha una quota di mercato talmente piccola che sarebbe come sostenere che General Motors ha più successo di Ferrari perché vende più automobili.

Mentre è vero che Apple ha molta strada da fare prima di poter asserire di star dominando il mercato statunitense con la stessa consistenza con cui – dice Seidenberg – lo fa Verizon, in fondo è solo un anno che iPhone è sul mercato.

Interessante è la lettura dei numerosi commenti che i lettori hanno lasciato all’articolo di Cnet. Uno di loro sostiene che «si sta confrontando Verizon – che non costruisce apparecchi e si avvale di altri costruttori per offrire i propri telefoni – con Apple, che costruisce realmente un telefono. Non c’entrano proprio nel discorso nomi come Nokia, Samsung, Motorola, eccetera, ma il confronto tra Apple e Verizon è come confrontare “mele con scimmie”».

E via di questo tono, più o meno. Ma forse, su Seidenberg in particolare, ha ragione un lettore, che al di là della sua personale opinione sulla qualità degli apparecchi distribuiti dalla casa, dice: «Verizon ha sempre avuto i peggiori telefoni ed ha sempre tenuto sotto scacco i clienti disabilitando sugli apparecchi tutte quelle caratteristiche che potrebbero incidere sul loro margine. Si può essere clienti di Verizon per un giorno, non di più, per non ricordarsi della loro tendenza a fare in modo che tutti i soldi del cliente si riversino nelle loro casse. Seidenberg non ha compreso affatto la vision di Apple: accertarsi che i clienti godano appieno della loro esperienza nell’usare un loro telefono».

Dinamiche, dunque, non difficili da ricondurre a quanto accade in Italia e in molti paesi europei. Dove cambia la lingua, cambiano i modelli di telefono, cambiano i nomi dei presidenti, ma la sostanza è la stessa. Business is business. Everywhere.


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