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Io e BlackBerry: riflessioni. Di marketing e non

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14 giugno 2015 - 12:18 | Commenti 0 | Link breve

Rifletto ad alta voce sul marketing management di BlackBerry, a mio avviso assente o gravemente lacunoso. E colgo l’occasione per pianificare riguardo me stesso.


Filosofie di Marketing Management: non concordo con quelle di BlackBerry.
Filosofie di Marketing Management: non concordo con quelle di BlackBerry.

Ho sempre contestato a BlackBerry la colpa – gravissima, secondo me – di non aver messo in atto alcuna politica di marketing orientato al mercato consumer su prodotti con tutte le carte in regola per spopolare, quali possono essere i suoi smartphone e, soprattutto, BlackBerry Messenger, che loro “vogliono chiamare” con la sigla BBM (altro errore). Va bene puntare sostanzialmente al segmento business, ma quello consumer non va trascurato: è una leva particolarmente utile sulla brand awareness, anche se non è il proprio core business. Pochi si possono permettere di non farlo.

Quando WhatsApp si stava lanciando ha fatto fior di pubblicità; e la pubblicità, come sempre, è l’anima del commercio. BlackBerry non ha fatto nulla del genere per BBM: si è limitata a parlarne sui propri siti, in maniera spudoratamente autoreferenziale. Eppure aveva tutte le carte in regola per farlo, perché BBM oggi non ha davvero nulla da invidiare né a WhatsApp né alla stragrande maggioranza delle altre App di chat.

Se facciamo una social-comparazione sciocca a suon di Mi piace, la pagina Facebook di WhatsApp stravince: 21 milioni di Like, contro i 946mila Like di BBM. Se però guardiamo l’andamento dei Like, ad esempio questa settimana WhatsApp è in calo del 19 per cento, mentre BBM è in calo del 4,8 per cento. Il calo dei nuovi Like non è sintomatico di un calo di gradimento: indica solo che, in quel mercato di riferimento, il “pubblico disponibile orientato” si sta esaurendo.

Sul piano pratico è che la gente, semplicemente, non lo conosce: molti non sanno neppure che esiste. E ci credo: neanche sul nome hanno avuto fantasia.

Come si può pensare che una sigla come BBM possa attecchire, anche mnemonicamente? Dal punto di vista fonico è troppo simile a IBM e contiene, inoltre, una inutile duplicazione semantica del brand a cui appartiene, dal quale, per l’aspetto pragmatico, anziché sottolinearne l’appartenenza e l’indissolubilità, ne rinforza la separazione (BlackBerry e Messenger sono parole autonome, Messenger è troppo generica e l’azienda non ha un miliardo e settecentomila clienti come Facebook, che si è potuto permettere di usarla perché ha nei suoi “clienti” una brand awareness di ferro).

Potevano inventarsi, che so, ChatBerry, oppure BerryCator (sulla falsariga del comunicatore del capitano Kirk), oppure ComBerry: sarebbe stato più significativo dal punto di vista semantico-pragmatico e si sarebbe differenziato, con un engagement maggiore e una brand image più “presente”, generando valore. Ma no, non l’hanno fatto: si sono creduti forti al punto da non averne bisogno.

Poi ci sarebbe voluta una campagna di comunicazione pubblicitaria fatta bene, così da farlo conoscere, accompagnata da una presenza social professionale, seguita e monitorata da chi lo sa fare professionalmente, e diverse altre cose, ma mi fermo. Resta il fatto che l’assenza di una campagna di comunicazione idonea da parte di BlackBerry non è solo un fatto italiano o europeo: se ne sono accorti anche oltreoceano.

Tutto ciò non significa che smetterò di impiegare BBM: esso è e resterà – almeno fino a che altre circostanze lo rendano inopportuno – il mio principale canale di chat, per un semplice motivo: nessuna delle altre App di chat ha le funzionalità e l’architettura che ha BBM. Solo con BBM esiste la possibilità di una rubrica contatti indipendente da quella dello smartphone e una possibilità di collegamento con i contatti di chat indipendente dal numero telefonico.

Inoltre, come ho sempre contestato fin dall’inizio e tornando a BlackBerry 10 OS, disapprovo totalmente la scelta di non permettere la sincronizzazione integrale tra Microsoft Outlook e gli smartphone BlackBerry 10: essa è limitata a contatti e agenda ma non consente di sincronizzare note e attività. Una scelta a mio avviso da condannare severamente sotto il profilo strategico.

Per questa ragione, con ogni probabilità il mio BlackBerry Z10 (oggi mio smartphone “principale”) passerà tra gli smartphone “da sperimentazione” (come lo è il Samsung S3), mentre, quale smartphone personale con le funzioni di:

  • radiotelefono cellulare e SMS
  • PDA (Personal Digital Assistant)
  • Strumento di chat (solo BBM)
  • Integrazione social (Facebook e Twitter, sostanzialmente)
  • Pochi feed notizie RSS selezionati
  • Navigazione Web “di emergenza” in mobilità
  • Riprese video e fotografiche “di emergenza” in mobilità
  • Riproduttore audio musicale in mobilità

tornerò a impiegare un BlackBerry Bold 9900, l’ultimo e più evoluto smartphone della linea BlackBerry che ancora impiega BlackBerry OS 7, la “generazione precedente” fondata, però, sul BIS/BES (BlackBerry Internet Service, per privati, o BlackBerry Enterprise Service per uso business).

Qualcuno dirà: “Ma sei matto? Fai marcia indietro?”. Si, la farò. E sarà quello il mio unico smartphone che porterò sempre al seguito: gli altri li porterò “ogni tanto”, “secondo voglia e/o necessità”, perché continuo a non condividere certe scelte della casa canadese.

So bene che arriverà il giorno in cui il BIS 7 verrà dismesso, o da BlackBerry, o dagli operatori cellulari, o da entrambi. Quando accadrà, vedremo. Per adesso è ancora la scelta tecnicamente più idonea, con l’architettura che più si confà alle mie esigenze, con le doti di sicurezza e privacy che richiedo per un PDA dove ci sono tutti gli affari miei. E solo lì sopra ho la garanzia pressoché totale di riuscire ad “isolare” le poche App che impiegherò (tra cui Facebook e Twitter) dall’accesso ai dati memorizzati.

Poi terrò “in catalogo” tra gli smartphone di “test” un dispositivo Android, uno iOS, uno Windows Phone e uno Symbian (finche “campa”). Naturalmente sul Bold 9900 WhatsApp non ci sarà, manco a dirlo. Chi proprio non può farne a meno e usa solo WhatsApp, mi contatterà sul dispositivo Android (accettando il rischio che io non legga anche per molto tempo, ossia sin quando non mi torna voglia di accenderlo), ma chi volesse un contatto chat immediato (e telefonico via connessione dati) non ha scelta: si deve installare BBM. Chi non vuole/può farlo, non è un mio problema: ci sono gli SMS. Se non vanno bene neanche quelli, be’, non saprei cosa dire: telefonasse, e se non vuol fare neanche quello venisse a trovarmi a casa. Se non vuol nemmeno scomodarsi, può anche scomparire dalla mia vita, a quel punto poco male.

Naturalmente il passaggio sarà svolto mediante il processo di migrazione: in questo modo BlackBerry avrà prova certa, in pratica, dell’avvenuto “abbandono” (sia pure non totale) della piattaforma BlackBerry 10 e del “ritorno al passato”. E sarà costretta a prenderne nota, sperando che gli omini del marketing dell’azienda, ammesso ce ne siano, sappiano fare tesoro di quell’informazione. Gliene importa? Si? No? It’s not my business, cara BlackBerry. Purtroppo gli errori di marketing sono sempre costati cari. A tutti.

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Marco Valerio Principato (1281 articoli)

Informatico sin dal 1980, ha quasi sempre svolto questa attività sia nella Pubblica Amministrazione che fuori. Ora libero professionista e laureato con lode in Scienze della Comunicazione, si dedica alla donna della sua vita, ai suoi hobby e ai suoi siti.

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