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Nuova SIM Wind con All Inclusive: 30 euro, recuperati in credito

Il negozio Wind presso cui mi sono rivolto e relativo recapito
Il negozio Wind presso cui mi sono rivolto e relativo recapito

(Leggere update a fine articolo). Premetto subito che per fortuna tutto è finito bene, così non ci sono alterazioni alla pressione arteriosa.

Come ho illustrato nel post precedente, mi serviva una nuova SIM card per lo Z10. Dato che ormai le “offerte” ci sono praticamente sempre, sono andato in un negozio Wind ufficiale, regolarmente riportato nel sito ufficiale Wind (vedi sito Wind a questo specifico link, ma anche immagine in testa, cliccabile per ingrandirla) per acquistarla.

Tutto normale: ho chiesto e ottenuto la SIM card nuova, con l’offerta All Inclusive “base” che costa 7 euro. Il negoziante però mi comunica che c’è in atto una sorta di promozione, per via della quale la nuova SIM, che normalmente costa 5 euro ed ha 5 euro di credito, viene invece offerta a 30 euro e che tale importo viene accreditato sulla SIM stessa, a “scalare”, coprendo così in pratica quattro mesi di All Inclusive (7 x 4 = 28 euro).

Bene: nessun problema, mi sono detto. Vorrà dire che non avrò bisogno di ricaricare per quattro mesi. Il negoziante mi precisa (l’acquisto è avvenuto al mattino) di non inserire la SIM nello smartphone prima del giorno dopo, al fine di non interferire con il processo di attivazione.

La nuova linea, subito presente nell'App MyWind per Android
La nuova linea, subito presente nell’App MyWind per Android

La cosa mi ha convinto poco, anche perché – essendo io regolarmente registrato sul sito ed usando la App MyWind per Android – ho immediatamente visto la nuova SIM inclusa nell’elenco, pronta all’uso. Tuttavia, era a credito zero. Ho pensato: ok, forse per questa promozione occorre tempo e il rivenditore ha detto per questo di attendere il giorno dopo.

Alla sera ho voluto chiamare il servizio clienti Wind: l’operatore mi ha confermato l’esistenza della nuova SIM, ha confermato il credito pari a zero e ha detto – qui il fatto strano – di non essere a conoscenza di alcuna iniziativa commerciale di questo genere. In ogni caso, mi ha suggerito di riverificare il giorno dopo, quindi, se il credito non fosse stato aggiornato, di tornare al negozio Wind.

La SIM card, dunque, era attiva: non c’era ragione di attendere il giorno dopo per inserirla. Appena online, come prevedevo, si è registrata, è entrata in rete e ho subito ricevuto un primo SMS:

Benvenuto in Wind, grazie per averci scelto.

E va bene. Subito dopo, altro SMS:

Gentile Cliente, All Inclusive è attiva. Ogni 30 giorni ha 200 minuti e 200 SMS verso tutti e Internet incluso a 7 euro.

D’accordo, grazie, lo sapevo. Subito dopo, altro SMS:

Gentile Cliente, le abbiamo addebitato 5.00 euro a fronte dei 7 previsti per il costo mensile di All Inclusive. Per usare l’opzione effettui una ricarica.

Hmm… come sarebbe a dire? Molto strano: non dovevo avere questo benedetto credito di 30 euro, per cui avrei dovuto avere 23 euro residui? Macché: sul sistema Wind risultava sempre credito zero.

Mi sono detto: ok, potrebbero essere lavori massivi che vengono lanciati di notte (in batch, per gli addetti ai lavori) per non sovraccaricare i sistemi, dunque spegniamo tutto e se ne parlerà domani.

Al mattino presto del giorno dopo ho riacceso il computer, mi sono collegato al sito Wind, ho verificato il credito residuo: zero. Ho acceso il BlackBerry Z10: tutto taceva, nessun messaggio, credito zero. Ho provato a effettuare una chiamata, ma la fonia mi ha avvertito che “se desidero addebitare al chiamante la telefonata”, ecc., ecc., della serie: non hai credito, non puoi fare nulla.

A questo punto ho disattivato il traffico dati sulla rete cellulare (essendo in casa c’era il Wi-Fi, ma uscendo di casa si sarebbe attivato il traffico dati 3G), altrimenti avrei rischiato di pagare 3 euro per la Internet “base”, che funziona a giornata e chiede 3 euro all’atto del primo collegamento, dopodiché nient’altro per tutto il giorno. Quindi, ho inforcato lo scooter e sono andato immediatamente al negozio Wind.

Ho esposto la situazione e il rivenditore mi ha chiesto lo smartphone: ha digitato il solito “*123#” e ottenuto in risposta: “Il Credito è 23.00 Euro. Scopra come [… ecc.]”. Non credevo ai miei occhi: anche l’App MyWind ora diceva che c’era un credito di 23 Euro.

Ho pensato: “figuraccia”… Ho ringraziato, chiedendo scusa per il tempo sottratto, e mi sono avviato verso lo scooter con la coda tra le gambe.

Tuttavia non ero molto convinto, quindi ho di nuovo estratto lo Z10 dal fodero e ho aperto l’Hub per leggere gli SMS. Ce ne erano due nuovi, provenienti da Wind. Il primo, ricevuto alle 09:44, diceva:

Gentile Cliente, la ricarica da lei effettuata è andata a buon fine. Come richiesto le abbiamo accreditato 25E. Verifichi il credito disponibile digitando *123#.

Il secondo, ricevuto alle 10:06, diceva:

Gentile Cliente, le abbiamo addebitato 2.00 euro per il costo mensile di All Inclusive. Verifichi i minuti e gli SMS disponibili con *123*91# invio.

I conti tornano: 30 euro, meno i cinque presi inizialmente, meno i due presi ora per pagare i 7 della prima “rata” All Inclusive, fanno esattamente 23, l’attuale credito residuo.

A questo punto ho capito come potrebbero essere andate esattamente le cose. Ricapitolando, io ipotizzerei queste:

  1. debbo sospettare che non esista alcuna iniziativa ufficiale di Wind che preveda la vendita di SIM card a 30 euro, come confermato dall’operatore Wind;
  2. di sua spontanea iniziativa, l’esercente potrebbe aver escogitato un metodo per guadagnare di più.

Ossia: l’esercente paga a Wind le SIM nuove cinque euro l’una, con un determinato sconto, poniamo ad esempio del 5 per cento. Per ogni scheda guadagna 25 centesimi.

Anche su ogni ricarica l’esercente guadagna, sempre per esempio poniamo pure il 5 per cento. Su 25 euro (perché 5 sono già contenuti nella scheda), significa che guadagna 1 euro e 25 centesimi.

Dunque, l’esercente cosa fa? Vende la scheda, chiede e incassa 30 euro annunciando questa “promozione”. Quindi, in giornata, con calma effettua una ricarica da 25 euro. Poiché è in un esercizio commerciale, potrebbe non avere il tempo di farlo nella giornata stessa: allora, chiede di inserire la SIM il giorno dopo solo per evitare che il cliente possa avvedersi troppo presto del credito a zero.

Qualora il tempo dovesse venirgli a mancare, magari la sera, dopo l’orario di chiusura, provvede a eseguire le ricariche delle schede che ha così venduto.

Il cliente, il giorno dopo, vede 23 euro di credito, non si accorge di nulla ed è tutto contento.

Ora, per carità, non c’è stata nessuna truffa in termini meramente economici: io ho speso 30 euro, Wind ne ha presi 7 per il servizio, dunque non ci ho rimesso nulla. Ciò che a mio avviso non va è il “costringere”, in certo qual modo, il cliente ad acquistare, di fatto, quattro mesi di servizio, con lo scopo occulto di guadagnare – ipotizzando le percentuali espresse poc’anzi – un totale di 1,50 euro anziché di soli 25 centesimi.

Certamente non è una gran cifra, ma se si ragiona in termini di scala, cinque attivazioni al giorno (che sono poche) sono 9 euro, che a fine mese fanno 180 euro di profitto in più: oggi non si butta niente. Mi domando solo: è legale tutto ciò, in assenza di una promozione ufficialmente annunciata da Wind?

Naturalmente ora farò circolare questo post presso gli amici giuristi di Rete, perché a me, francamente, sembra strano. Tenetelo presente.

Qui di seguito, due screenshot degli SMS ricevuti sul BlackBerry Z10.

Marco Valerio Principato

(versione PDF di questo post)

Il primo SMS di Wind
Il primo SMS di Wind

Il secondo e il terzo SMS di Wind
Il secondo e il terzo SMS di Wind

Update – Come si può evincere dallo screenshot allegato qui di seguito, mi pare che vi siano ben pochi dubbi sul fatto che alle 09:44 dell’11 settembre 2013 sia stata effettuata una normalissima ricarica da 25 euro, a cui ha immediatamente fatto seguito il relativo SMS citato nel post.

La ricarica effettuata
La ricarica effettuata
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Marco Valerio Principato

Informatico sin dal 1980, ha quasi sempre svolto questa attività sia nella Pubblica Amministrazione che fuori. Ora libero professionista e laureato con lode in Scienze della Comunicazione, si dedica alla donna della sua vita, ai suoi hobby e ai suoi siti.

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4 thoughts on “Nuova SIM Wind con All Inclusive: 30 euro, recuperati in credito”

  1. Ciao Marco cercavo nel web chiarimenti proprio su questa promozione possiamo scambiarci un paio di mail per favore?

    Sei molto informato vedo.
    Io proprio ieri 28-09-2013 ho attivato la tua stessa promozione wind. Mi hanno fatto pagare 30 euro in totale e la cosa mi è parsa strana. Mi son detto e ora devo ricaricare altri 7 euro al mese? e mi è stato risposto no il credito verrà scalato… mi son fatto 2 conti come hai fatto tu 30 euro pagati 7 euro al mese allora per 4 mesi non devo pagare niente siccome 7×4 fa 28 e rimangono 2 euro.

    La cosa come ti dico mi è puzzata un po e ancora mi puzza… tu poi hai scoperto qualcosa di nuovo? La promozione ti funziona correttamente? Hai 200 minuti 200 sms e 1 gb di internet e ti vengono scalati solo 7 euro al mese? Alla fine era davvero corretto tutto questo oppure uno stratagemma del negoziante?

    Siamo nella stessa situazione insomma se puoi aiutarmi te ne sarò grato!

    Ah ultima cosa a me è stato detto tieni la sim che hai ora ovvero la 3 per qualche giorno ti arriverà un messaggio sul cellulare che ti dirà che con la vecchia sim potrai soltanto più fare chiamate di emergenza e quindi potrai mettere la nuova…

    questo è tutto ti lascio la mia mail (rimosso)

    Per favore contattami

    GRAZIE 1000

  2. Grazie per il suo internvento, Vittorio. In linea di massima sono d’accordo con lei, è tutto il sistema dei valori che va ricostruito. Breve aneddoto di ieri sera, così chi legge se ne fa un’idea.

    Frequento una palestra (la Rabbit Sport Center). Abitualmente, quando si entra – se si desidera – si può chiedere in prestito una gruccia da usare per appendere i propri abiti negli armadietti. Lunedì sera 9 settembre, come sempre, l’ho chiesta, sono entrato nello spogliatoio, mi sono cambiato e sono andato a fare lezione.

    All’uscita ho dimenticato di restituirla. L’ho ovviamente riportata con me mercoledì sera 11 settembre ed entrando ho detto alla signora nella hall: “lunedì scorso ho dimenticato di restituire la gruccia, ovviamente l’ho riportata, la uso anche oggi e dopo la lezione ve la restituisco, scusandomi per la disattenzione”. La signora lì per lì ha sorriso, ma a mio avviso non ha del tutto “realizzato”.

    Sono andato a fare lezione e, come promesso, all’uscita ho fatto bene attenzione a non dimenticare di restituirla. A quel punto la signora ha realizzato e, rivolgendosi a un socio della società e a un paio di frequentatori, ha detto: “cioè, lui lunedì ha dimenticato di restituire la gruccia, l’ha riportata oggi, l’ha usata, ora la restituisce e chiede scusa, ti rendi conto?”.

    A quel punto me la sono guardata e le ho detto, ad alta voce perché mi sentissero tutti: “è questo l’atteggiamento normale e dovuto, non quello di chi se ne infischia e se la porta a casa, intenzionalmente o meno che sia”. Ho ottenuto un largo sorriso in cambio, ho salutato e sono tornato a casa.

    Ciò, oltre a quanto ho raccontato in questo post, dimostra che l’intero sistema dei valori condivisi va tutto ricostruito. Mai si comincia, mai si otterranno risultati. Per questo ne ho parlato. E non è finita qui: l’episodio di questo post naturalmente l’ho fatto sapere alla Wind, dal momento che quello non è un “negozio autorizzato” che tratta operatori cellulari in genere, ma un “negozio esclusivo Wind”, cosa diversa.

    Che disastro. Siamo messi malissimo.

    Un saluto,
    MVP

  3. Gentile signor Principato,
    partecipo del fastidio che le ha procurato la faccenda se può esserle di qualche consolazione. Oggi a quanto pare è la regola: mettere in atto la propria piccola furbizia, arrotondare per eccesso la propria piccola economia è lo sport nazionale. Capita frequentissimo nella telefonia, nei rapporti ​con le banche, in quelli di lavoro e così via; non si salva niente! E non è lo sfogo, seppur legittimo dell’ italiano medio che di questi tempi vede tutto nero, è la realtà. E non si confonda tutto questo con abile imprenditoria di sé stessi o con l’attuazione di precisi strumenti di marketing (perché non bandiamo la parola che non è nemmeno italiana?); è ladrocinio puro e semplice. No, non esagero. Dare un’informazione mendace per veder migliorare il proprio utile, seppur in modo minimo, è amorale. È vero che questo non le ha causato perdite nell’ immediato, ma chi può decidere al posto suo come destinare il denaro delle ricariche dei prossimi mesi, qualora lei fosse insoddisfatto del servizio? E ancora se lei volesse tenere il suo prezioso smartphone nel cassetto senza ricaricare perché non le serve?
    Certo, fatti qui sembrano discorsi fra comari, ma quelli del negoziante o delle grandi compagnie che valutano anche i centesimi non sono come i conti della serva?
    Ecco, la sensazione che lasciano queste vicende ha sempre quel qualcosa di amaro che ci rimane attaccato addosso, ogni volta che compriamo un elettrodomestico, un vestito o appunto un abbonamento telefonico. Che dovrebbero attenere alla sfera non solo dell’ utile ma anche del dilettevole. Quella sensazione di di venire turlupinati, fregati irrimediabilmente e che ha come conseguenza solo quella di farci stare sulla difensiva anche quando paghiamo un caffè al bar.
    Guardi che parlando in giro il sentimento è comune, ma la cosa sconcertante è che si considera ormai parte del gioco: sono rimasto male, va bene, ma al prossimo giro, nel mio ambito di competenza, saprò rifarmi in qualche modo. Lei immagina questo modo di vivere e pensare che conseguenze terrificanti ha nella vita di tutti i giorni.
    Ai tempi di mia madre, che oggi è un’ anziana signora con i capelli bianchi, il pizzicagnolo disonesto veniva redarguito con tanto di sceneggiata in negozio e cattiva “stampa” presso le amiche. E le cose rimanevano entro certi binari. Oggi lei fa bene a riportare, con gli strumenti di cui siamo in possesso, un cattivo costume, ma ho la sensazione che mancando quei “certi binari” si venga ascoltati (e quindi ignorati) proprio da quelli che quotidianamente ne sono artefici.
    Come in un mio passato intervento, invitavo a non lamentarsi troppo della televisione in quanto ognuno di noi su Facebook si comporta come una starlette affamata di riflettori, qui mi sento di riconsiderare anche l’ attuale crisi come riflesso delle abili manovre di serve troppo scaltre.
    È la mia opinione.
    Un saluto e una rinnovata ammirazione per il suo lavoro.

    Vittorio.

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