Poi si chiedono perché gli italiani non vogliono pagare le tasse!
E ci credo che non vogliono: siamo i primi assoluti nel mondo quanto a lentezza nei rimborsi. Ci vogliono fino a VENTISETTE ANNI per vederne uno
Da diversi anni a questa parte la sinfonia è invariata: “gli italiani sono degli evasori, non pagano le tasse” (a parte chi è a reddito fisso, ovviamente, che non può non pagarle).
Ma si è accorto nessuno che se c’è qualcuno che non paga, quello è proprio il Fisco italiano?
Notizia AGI:
l’Italia si aggiudica il ‘primato mondiale’ per la lentezza nei rimborsi fiscali, seguita dalla Turchia (4 anni), dalla Grecia (3,1 anni), dalla Spagna (2,2 anni), dalla Francia (1,7 anni), dall’Inghilterra i (1,3), dalla Germania (1 anno), dall’Austria (0,4 anni), dagli Usa (0,2 anni) e dal Giappone (0,1).
Primato mondiale, spiega l’Agenzia, significa che “Bisogna attendere fino a oltre 27 anni per un rimborso Irpef ‘consistente’ e mediamente 13,8 anni per uno ‘piccolo’”.
Certo che se chi deve pagare sa, qualora dovesse trovarsi ad essere rimborsato, di dover attendere ventisette anni per rivedere i propri soldi, è naturale che prima di aprire il portafogli ci rifletta.
Dico: in ventisette anni, normalmente, si nasce, si cresce, si va a scuola, poi all’università, ci si laurea e se si è bravi si lavora già da tre o quattro anni. Oppure, vista dall’altra parte della vita: se un imprenditore di 60 anni sa di dover attendere ventisette anni per avere un rimborso, non è tanto anacronistico supporre che, all’atto del rimborso, si potrebbe essere belli e che deceduti.
E, in tutto questo, il Fisco ad oggi deve restituire oltre 30 miliardi di Euro ai contribuenti.
Mah?
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